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I Borghi marinari più belli d’Italia in Toscana: Porto Ercole e Giglio Castello

Del 23 maggio 2017

Continua il nostro viaggio tra i Borghi più belli d’Italia, marinari, lacustri e fluviali.

Con la collaborazione del Club guidato da Fiorello Primi e Umberto Forte, sbarchiamo in Toscana, dove ci attendono Porto Ercole e Giglio Castello.

 

PORTO ERCOLE

L’approdo di Caravaggio

 «Quanto sia antica la Terra d’Ercole ciascuno lo può comprendere dal nome stesso», dice un vecchio testo. «Puntiamo sul porto che ha nome da Ercole», scrive nel 416 d.c. Rutilio Namaziano, e quasi ci dimentichiamo, nella dolce confusione estiva, che dal mare venivano la vita e la morte, come i predoni barbareschi che terrorizzavano la popolazione.

Le torri d’avvistamento lungo la costa e le fortezze spagnole sulle alture, sembrano fare corona al paese riflesso nel mare d’argento, dove Caravaggio è venuto a chiudere la sua vita. Ancora sopravvivono le spiagge che lambiscono la passeggiata sul porto, ospitando le piccole barche messe a dimora per l’inverno.

E’ da qui che lo sguardo volge al borgo, piccolo sotto l’imponente rocca da cui scendono in mare le mura. Nella pacifica cala dove batte lo scirocco, si respira odore di scogli, distratti solo dalla planata di un gabbiano.

Scrisse di Porto Ercole il poeta statunitense Robert Penn Warren: «Ti conducemmo a un luogo di pietra diruta, e a coste marine. / Rocca: fortezza, artiglio di falco, zampa di leone poggiata su di un colle. / Nemmeno un colle, ma scogliera sul mare, garitte di sasso arroccate dominanti le spiagge, / facile linea del più abile e sofisticato matematico».

 

COMUNE DI MONTE ARGENTARIO (Provincia di Grosseto)
ALTITUDINE
m. 4 s.l.m.

ABITANTI
2810 (47 nel borgo)

IL NOME
Furono i Focesi, una popolazione della Grecia antica devota a Ercole, a dare nome al luogo, nel quale riconobbero una somiglianza con la baia della loro terra d’origine. Secondo altri il nome viene dagli Etruschi, come dimostrerebbe la necropoli posta a monte di Cala Galera, collocata nel settore dello zodiaco etrusco corrispondente alla costellazione di Ercole.

IL PRODOTTO DEL BORGO

La cucina è legata al mare e il pesce è l’ingrediente principale di tutte le pietanze, sempre accompagnato da un bicchiere di Ansonica, il vino bianco locale ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono.

 

GIGLIO CASTELLO

Fiore del Tirreno

I secoli trascorsi nel flusso dell’acqua infinita, hanno scacciato la paura dei turchi da quest’isola: Saraceno e Barbarossa sono solo il nome, ormai, di qualche locale di divertimento. Eppure, tutto continua ad essere meravigliosamente mutevole e indifferente, in mezzo a questo mare limpidissimo, con la sua brezza e i profumi delle essenze.

Dalle solide mura di granito di Giglio Castello, l’occhio spazia sulle altre terre emerse – Giannutri, la misteriosa Montecristo, la più lontana Pianosa – mentre gli ex marinai dipingono quadri naïf con coloratissimi velieri. Al Giglio comandano i venti, le intemperie, la poca terra con le sue rese incostanti. Chi viene qui – molti sono artisti – rimane ammaliato da un’oscura energia. Chi se ne va, ha il sospetto di averla smarrita. Chi torna, ha il sollievo di poterla finalmente liberare.

 

COMUNE DI ISOLA DEL GIGLIO  (Provincia di Grosseto)

ALTITUDINE

m. 405 s.l.m.

ABITANTI
650

IL NOME

Non il bel fiore profumato, ma la capra (igilion in greco) sembra essere all’origine del nome, latinizzato poi in Gilium. Infatti, su questa come sulle altre isole dell’arcipelago toscano, vi erano molte capre selvatiche, ancora presenti a Montecristo. Giglio Castello, che ancora conserva la cinta muraria che gli ha dato il nome, era un tempo chiamato “La Terra”.

IL PRODOTTO DEL BORGO

Prodotto principe del Giglio è il robusto e ambrato vino Ansonaco, che si può degustare nelle numerose cantine in cui viene prodotto e conservato. Apprezzabili anche il miele e il “panficato”, un dolce con fichi e frutta secca.

 

IL 2017 E’ L’ANNO DEI BORGHI D’ITALIA

Il Ministro dei Beni e attività Culturali e del turismo, Dario Franceschini, con decreto n. 555 del 2 dicembre 2016 ha indetto per il 2017 “l’Anno dei Borghi in Italia” allo scopo di valorizzare il patrimonio artistico, naturale e umano di luoghi definiti nel Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017/2022 come una componente determinante dell’offerta culturale e turistica del Paese.

“I borghi che costellano il territorio delle nostre regioni – ha dichiarato il Ministro Franceschini – ricchi di storia, cultura e tradizioni, sono il cardine per la crescita di un turismo sostenibile, capace di creare autentiche esperienze per i visitatori e di permettere lo sviluppo armonico delle comunità che vi vivono. L’Anno dei Borghi sarà un momento importante per promuovere queste realtà che tanto contribuiscono alla qualità della vita nel nostro Paese”.