Poli funzionali di interesse regionale

Intervista al Segretario Generale dell’Autorità Portuale Regionale Toscana Fabrizio Morelli

Del 23 maggio 2017

Cosa è cambiato per le imprese dopo l’istituzione dell’Autorità?

Credo che un cambiamento possa essere rappresentato, principalmente, da avere come interlocutore un Ente regionale dedicato alle attività portuali. Nel preambolo della Legge istitutiva si evidenzia proprio il fatto che i porti, confluiti nell’Autorità, sono individuati come poli funzionali di interesse regionale e che quindi sia opportuno costituire un Ente specifico per una gestione più efficace ed efficiente delle risorse. Non dimentichiamo infatti che le entrate di bilancio sono rappresentate, per la quasi totalità, da risorse regionali.

Quindi possiamo dire, una migliore “governance” tra le istituzioni e il mondo imprenditoriale sia attraverso un rapporto diretto con l’Ente deputato, istituzionalmente dipendente, ai sensi dello Statuto dalla Regione Toscana, sia attraverso gli organismi e gli organi previsti dalla Legge.

Tra questi ci sono: la commissione consultiva che rappresenta le associazioni sindacali e le organizzazioni imprenditoriali del porto e il comitato portuale che oltre ad avere la rappresentanza politica a tutti i livelli (regionale, provinciale e comunale) ha al suo interno anche un componente della Camera di Commercio e quindi della parte delle imprese.

 

Qual è il ruolo delle imprese nella definizione delle politiche di sviluppo?

Il ruolo delle imprese è ufficialmente rappresentato dalle Commissioni consultive, una per ciascun porto, un organo presente anche nelle Autorità Portuali di livello nazionale, recentemente confermato nell’ultima riforma portuale che ha istituito le Autorità di Sistema Portuale.

Ne fanno parte oltre alle rappresentanze sindacali, anche tre delegati delle organizzazioni imprenditoriali più rappresentative e due rappresentanti delle organizzazioni della pesca.

Ritengo che il ruolo effettivo che le imprese potranno avere nelle politiche di sviluppo dei porti regionali e in particolare in quello di Viareggio, dipenderà in misura non trascurabile anche dalla capacità che la singola commissione saprà dimostrare nello svolgere una funzione attiva e propositiva verso l’Autorità Portuale Regionale.

Se è vero che la commissione consultiva esprime un parere obbligatorio “solamente” sul “documento di indirizzi e direttive per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni demaniali” , sul “piano regolatore portuale e sue varianti” e  sul “piano delle attività” è pur vero che la legge lascia ampio spazio alla Commissione consultiva in termini di autoregolamentazione e conseguentemente di attività per adempiere “motu proprio” ad un compito che personalmente considero centrale: quello di cerniera tra le istituzioni e il mondo della produzione.

 

Che funzione svolgono i comitati portuali?

I comitati portuali hanno una funzione assolutamente strategica per l’attività dell’Autorità Portuale. Hanno potere decisionale su tutte le materie di competenza dell’Ente.

Deliberano sul rilascio delle concessioni demaniali, su proposta del Segretario e sulle loro modalità, attraverso uno specifico documento di indirizzi e direttive che lo stesso Comitato Portuale ha approvato nel 2015. Si esprime sui piani delle attività e sul bilancio e quindi sulla programmazione delle opere pubbliche, la cui progettazione, ad esclusione degli interventi di manutenzione, è soggetta ad approvazione.

In termini di pianificazione provvede, dopo l’intesa con l’Amministrazione Comunale, ad adottare formalmente il Piano Regolatore Portuale per l’inizio dell’iter amministrativo di approvazione. Ai Comitati Portuali è poi attribuita una funzione più generica di indirizzo verso l’attività della Segreteria alla quale il Segretario è tenuto ad uniformarsi.

 

Quali caratteristiche accomunano e quali invece differenziano, secondo lei, i porti della rete?

I porti che sono confluiti nell’Autorità Portuale Regionale fanno parte, nel Piano di Indirizzo Territoriale della Regione Toscana, strumento urbanistico sovraordinato a tutta la pianificazione di carattere locale, di un unico gruppo essendo classificati come porti polifunzionali di interesse regionale. Ogni porto ha poi però delle singolarità che lo rendono distinto dagli altri.

Il settore della pesca e il diportismo nautico, pur con evidenti diversi livelli di impatto sociale sul territorio regionale, possono costituire gli elementi che più accomunano i quattro porti dell’Autorità Portuale Regionale.

Gli elementi di distinzione sono senza dubbio rappresentati dall’eccellenza mondiale della cantieristica viareggina per la costruzione di yacht e mega yacht e la connessa attività di “refit and repair”, ben evidenziata anche nel Piano Regionale Integrato Infrastrutture e Mobilità e dalla caratteristica per i porti di Porto Santo Stefano e Isola del Giglio di avere un ruolo imprescindibile per la continuità territoriale nel traffico passeggeri.

In questi due ultimi anni l’Autorità Portuale ha poi incentivato, attraverso la redazione di Piani di security portuale in sinergia con la Direzione Marittima di Livorno e in stretto contatto con gli operatori del settore, lo sviluppo del crocierismo di piccolo e medio cabotaggio, accomunando in tal senso i porti di Viareggio e di Porto Santo Stefano.

 

Quali sono i principali investimenti in corso e in programma per il Porto di Viareggio?

L’Autorità Portuale Regionale è costantemente impegnata nel porto di Viareggio al mantenimento dei fondali per l’accesso alle darsene, attraverso interventi di dragaggio all’imboccatura e per i quali si è cercato di dare maggiore organicità ed efficacia, strutturando gli stessi con una programmazione definita.

Su tale tema, fin dall’inizio del suo insediamento, l’Autorità Portuale Regionale, in coerenza con le disposizioni regionali, ha condotto studi per costruire un sistema continuo di dragaggio che possa dare risposta conclusiva all’evoluzione dei fondali che sempre affliggono i porti in costa bassa, quale è quello di Viareggio, soggetti ad un trasporto di sedimenti long – shore significativo. Ad oggi, dopo la redazione di uno studio di fattibilità, è stata conclusa la progettazione preliminare che sarà sottoposta, in breve tempo, alla procedura di verifica di assoggettabilità ambientale di competenza regionale.

Come nuove opere in senso stretto, il maggior investimento è costituito dalla realizzazione della banchina commerciale al porto di Viareggio prevista dal vigente Piano Regolatore Portuale. A breve si concluderanno, esperite le procedure di gara, i passaggi previsti dalla normativa in materia di appalti, per l’aggiudicazione e la consegna dei lavori. L’inizio effettivo dovrebbe avvenire dopo l’estate. È un’opera importante, strategica per il porto, che impegna oltre 2.5 milioni di euro, finanziamento che costituisce una prima attuazione del piano regolatore vigente. La sua principale funzione sarà dedicata al crocieristico e al charter nautico con possibilità di servizi anche per gli enti posti al controllo delle attività portuali.

Altro investimento per il porto di Viareggio, di minor rilievo, ma comunque importante, è rappresentato dalla realizzazione della cabina di trasformazione e colonnine di servizio per attrezzare le banchine pubbliche e fornire agli utenti, per le attività di refit in particolare, adeguati servizi tecnico – nautici.

 

Quali invece negli altri porti?

È in corso di conclusione al pontile di attracco delle navi traghetto a Giglio porto la messa in opera di nuovi parabordi e parapetti per rendere più sicure le operazioni di accosto separandole al contempo dal flusso di passeggeri che nel periodo estivo diviene assai intenso.

In questo anno sarà dato avvio a un intervento di adeguamento della diga foranea a Marina di Campo al fine di rendere più agevole il transito in testata e migliorare la difesa dalle onde attraverso un adeguato rinforzo della scogliera a protezione, studiato anche su modello fisico presso l’Università degli Studi di Firenze.

Sempre entro questo anno partirà un intervento al molo di sopraflutto Garibaldi a Porto Santo Stefano. L’intervento consiste nell’adeguare e completare l’impianto di illuminazione, oggi solo parziale nel suo sviluppo, e dotare la testata del molo, in accordo con l’Autorità Marittima, di un idoneo fanale verde di segnalazione per la sicurezza in mare.

 

Ci sono innovazioni tecnologiche e di processo che la Port Authority intende sviluppare?

In questi anni si è sviluppata con NAVIGO una fattiva collaborazione professionale. In tale contesto è stato sviluppato un progetto cofinanziato dalla Comunità Europea, denominato port – net che consentirà agli operatori portuali di procedere alla richiesta di prenotazione online dei posti a banchina per lavori di refit and repair, disponendo in tempo reale dell’accessibilità. Nei prossimi giorni daremo avvio a una fase sperimentale.

 

Come, secondo lei, un’autorità portuale regionale può sostenere il processo di crescita delle imprese dell’Economia del Mare?

L’Autorità Portuale Regionale può senza dubbio incidere, attraverso le proprie scelte, sul processo di crescita delle imprese che vivono nel porto. Dipenderà sicuramente dalla capacità di ascolto e di comprendere che come istituzione dovremo operare sempre più nel rispetto delle regole, evidentemente come facilitatore di processi.

Ma è un processo biunivoco e quindi un ruolo strategico è costituito anche dalla volontà e dalla capacità che avranno le stesse imprese, attraverso soprattutto gli organismi costituiti per legge, di farsi parte diligente nel rappresentare le esigenze di una comunità che fonda la propria economia sulle attività legate al mare.

Lo sviluppo sistematico che in questi ultimi anni abbiamo cercato di dare al settore delle crociere a Viareggio e Porto Santo Stefano, penso con buon successo, rappresenti un efficace esempio di collaborazione tra il mondo del lavoro e le istituzioni. In questo caso sono stati coinvolti non solo l’Autorità Portuale Regionale ma tutti gli Enti territorialmente competenti, in primis, la Direzione Marittima con la Capitaneria di Porto di Viareggio e l’Ufficio Circondariale di Porto Santo Stefano.