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Turismo, decreto da 109 milioni per rilanciare gli investimenti, inclusi anche i Marina Resort

Turismo Marina

C’è una cifra, prima di tutto, che definisce la portata del nuovo intervento sul turismo: 109 milioni di euro. È questa la dotazione finanziaria prevista dal decreto adottato dal Ministero del Turismo, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che mette a sistema criteri, condizioni e modalità per sostenere gli investimenti privati nel settore turistico.

Il provvedimento si colloca all’interno del quadro delineato dalla legge di bilancio 2025 e punta a intervenire su alcune delle direttrici ormai consolidate delle politiche pubbliche per il turismo: la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell’ecosistema e delle filiere, e il rafforzamento degli investimenti coerenti con i criteri ambientali, sociali e di governance.

Non si tratta di una misura generica, ma di un impianto normativo che entra nel dettaglio dei meccanismi operativi, individuando con precisione i soggetti coinvolti, le tipologie di intervento ammissibili e le modalità di accesso alle agevolazioni. Al centro ci sono gli investimenti privati, chiamati a contribuire allo sviluppo dell’offerta turistica nazionale attraverso progetti che abbiano una dimensione concreta e misurabile.

Il decreto chiarisce infatti che le agevolazioni sono destinate a programmi di investimento in grado di incidere sul sistema turistico, favorendo l’allungamento della stagione, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità energetica. In questo senso, gli interventi finanziabili spaziano dalla riqualificazione delle strutture all’efficientamento energetico, dall’adozione di soluzioni digitali fino all’introduzione di tecnologie basate su fonti rinnovabili.

Le risorse possono essere concesse sia sotto forma di contributo a fondo perduto sia come finanziamento agevolato, in un equilibrio che consente di sostenere progetti di dimensione significativa. Non a caso, il decreto stabilisce una soglia minima di investimento pari a un milione di euro e un limite massimo di quindici milioni, con tempi di realizzazione fissati in diciotto mesi dalla concessione e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Il perimetro dei beneficiari è definito attraverso un richiamo puntuale ai codici ATECO, che includono le principali attività del settore turistico: dai servizi di alloggio alla ristorazione, fino alle attività ricreative e di intrattenimento e ai servizi di supporto. È proprio all’interno di questo elenco che compare, tra le attività di alloggio, anche la voce “marina resort”, esplicitamente ricompresa tra i soggetti ammissibili.

Le imprese che intendono accedere alle agevolazioni devono essere operative da almeno tre anni e dimostrare il possesso dei requisiti previsti, tra cui la regolarità contributiva e fiscale e il rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato. Il decreto prevede inoltre una procedura articolata, che passa dalla presentazione delle domande alla verifica di ammissibilità, fino alla valutazione tecnica ed economico-finanziaria dei progetti.

L’intero processo è gestito con il supporto del soggetto gestore individuato, mentre il Ministero del Turismo mantiene il ruolo di coordinamento e supervisione. Le agevolazioni vengono erogate in più fasi, con anticipazioni, stati di avanzamento e saldo finale, sempre subordinati alla verifica della corretta realizzazione degli interventi e alla rendicontazione delle spese.

Un aspetto centrale del decreto riguarda proprio la definizione delle spese ammissibili, che comprendono opere murarie, impiantistiche, interventi di efficientamento energetico, installazione di impianti da fonti rinnovabili e sistemi di digitalizzazione e automazione. Sono previste anche spese per consulenze strettamente connesse agli interventi, entro limiti definiti.

Non manca un sistema di controlli e monitoraggio, affidato al Ministero e al soggetto gestore, che accompagna l’intero ciclo di vita dei progetti e disciplina anche i casi di revoca delle agevolazioni in presenza di irregolarità o mancato rispetto degli obblighi.

Il decreto stabilisce infine che le agevolazioni devono essere concesse nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato e possono essere cumulate con altri strumenti pubblici entro i limiti previsti. Saranno successivi avvisi pubblici a definire nel dettaglio tempi e modalità per la presentazione delle domande.

Nel complesso, il provvedimento delinea un quadro operativo che mira a sostenere interventi strutturati e di medio-grande dimensione, con l’obiettivo di incidere in modo concreto sull’evoluzione dell’offerta turistica nazionale, intervenendo su qualità, innovazione e sostenibilità.