«Accogliamo con spirito positivo il lavoro presentato dalla Direzione Mercati e Infrastrutture Energetiche del MASE in merito ad una serie di proposte di modifica del decreto FER2 che raccolgono alcuni suggerimenti che AERO aveva presentato settimane addietro, dalla separazione delle due tecnologie, fisso e flottante, all’eliminazione della riduzione del 3% annuo per le successive procedure di asta, nonché il tema dell’introduzione di un meccanismo di indicizzazione che tenga conto dell’inflazione.
Ci riserviamo di approfondire e di rispondere nei prossimi giorni ad alcune altre revisioni proposteci, dichiarandoci assolutamente contrari all’ipotesi di restringere la partecipazione alle aste agli impianti già in possesso di “Autorizzazione Unica” anziché come previsto oggi di “Valutazione d’Impatto Ambientale”: quest’ultima proposta sarebbe in contrasto con l’obiettivo di aumentare i progetti che possono competere e rendere l’asta il più possibile competitiva», è quanto ha dichiarato Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, presente questa mattina al tavolo di confronto presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
«Il lavoro di revisione del FER 2 rappresenta una sintesi apprezzabile del confronto tra gli operatori e segna un passo avanti importante per la transizione energetica. Auspichiamo che il tempo intercorso per arrivare a questo tavolo permetta ora un’accelerazione decisa: il settore attende le aste da due anni ed è pronto a esprimere appieno le proprie potenzialità, anche in chiave di produzione industriale e di crescita del PIL.
Confidiamo che questo confronto apra una fase di rapida operatività. Nei prossimi giorni dettaglieremo le nostre riflessioni al MASE, ma è il momento giusto per ottenere chiarezza politica sul futuro dell’energia eolica in mare. Tutti i partiti che, attraverso i loro massimi rappresentanti, sono intervenuti due giorni fa al nostro convegno nazionale hanno ribadito la loro netta posizione favorevole ai progetti di eolico offshore.
Abbiamo presentato uno studio dettagliato con Intesa Sanpaolo, Politecnico di Torni, Politecnico di Bari, Prometeia e Owemes le cui conclusioni non lasciano spazio a interpretazioni. Nell’ipotesi di attivazione tempestiva delle aste FER2, nell’arco di tempo fino al 2050, l’eolico offshore può generare 129 miliardi di euro di produzione attivata, 56 miliardi di valore aggiunto (pari al 2,8 % del PIL italiano 2024), 25 miliardi di gettito fiscale e oltre 800.000 occupati misurati in unità di lavoro annuo.
Se le aste slittano, le cifre si dimezzano: 25 miliardi di valore aggiunto, 11 di gettito, 399.000 occupati”», prosegue Mamone Capria.
«Lanciamo un appello al Governo affinché si faccia presto. Si raccolgano le sensibilità degli operatori, si vada a Bruxelles e si concretizzi una revisione del decreto in pochi mesi, per non perdere altro tempo prezioso e per costruire quell’industria delle rinnovabili dal mare che serve al Paese per l’indipendenza energetica, l’occupazione e il riscatto del Mezzogiorno», conclude il presidente di AERO.



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