“L’attuale fase di stallo e il protrarsi dei tempi di finalizzazione del Decreto FER 2 stanno generando forti incertezze tra operatori e investitori, rischiando di compromettere la tempistica di realizzazione degli impianti rinnovabili di eolico offshore e di vanificare gli sforzi finora compiuti dal mercato e dalle istituzioni per l’abbassamento dei costi energetici. La revisione del FER2 è troppo lenta e rischia di protrarsi ulteriormente con il pericolo di perdere tempo prezioso e visione strategica. Chiediamo al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica di rispondere agli operatori del settore e di inviare a Bruxelles il nuovo testo celermente“: è quanto ha dichiarato Fulvio Mamone Capria, Presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, che ha inviato una lettera al Ministro Pichetto Fratin per sollecitare un intervento tempestivo mirato a sbloccare il processo di operatività del decreto FER2 che prevede 3,8GW per l’eolico offshore.
Il provvedimento costituisce un elemento chiave e non più rinviabile per il raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione al 2030-2050. In particolare, il testo regolamenta lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili innovative, come l’eolico offshore, fondamentali per garantire la sicurezza energetica e la competitività industriale del Paese. Oltretutto l’offshore contribuirebbe ad abbassare il prezzo marginale dell’energia, oltre che contribuire ai target di decarbonizzazione.
“Dopo mesi di intensa collaborazione in cui le imprese e le associazioni di categoria hanno inviato alla Direzione generale competente del MASE analisi e contributi tecnici mirati a superare le criticità applicative del testo, l’attuale fase di stallo rischia di penalizzare ulteriormente il settore. Il protrarsi delle tempistiche sta generando forte incertezza tra gli operatori e gli investitori, mettendo a rischio la realizzazione dei progetti e i relativi piani di investimento. In un momento così delicato legato all’aumento dei costi dell’energia per le imprese e le famiglie è fortemente necessario sviluppare l’eolico offshore che, nei mesi invernali e di notte, può consentire una forte riduzione dell’approvvigionamento di gas in rete, contenendo l’impennata del PUN. La diversificazione delle fonti è la scelta giusta per l’indipendenza energetica nazionale”, prosegue Mamone Capria.



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