
Ammiraglio Ispettore Capo (Cp) Pil. Sergio Liardo
A quasi due mesi dal suo insediamento alla guida del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, l’Ammiraglio Ispettore Capo (Cp) Pil. Sergio Liardo si trova al centro di una fase cruciale per una delle amministrazioni più strategiche del Paese.
Primo pilota a ricoprire l’incarico di Comandante Generale, arriva alla leadership del Corpo in un momento caratterizzato da sfide operative in continua evoluzione, dalla spinta verso l’innovazione tecnologica e digitalizzazione, fino alla necessità di garantire una presenza sempre più efficace in un Mediterraneo che resta teatro di dinamiche complesse, economiche e geopolitiche.
Con una visione che unisce l’esperienza maturata in anni di attività operativa, un forte senso di responsabilità verso il personale e una profonda attenzione all’ammodernamento dello strumento aeronavale, l’Ammiraglio Liardo affronta i principali temi che segnano l’agenda della Guardia Costiera: dalla sicurezza della navigazione al coordinamento dei soccorsi in mare, dalla tutela dell’ambiente alla gestione dei traffici portuali, fino all’inserimento delle più avanzate tecnologie – dall’intelligenza artificiale ai sistemi aeronavali di nuova generazione.
In questa intervista ripercorriamo le sue prime impressioni alla guida del Corpo, gli obiettivi per il futuro e le priorità operative che accompagneranno la Guardia Costiera verso i prossimi anni.
Ammiraglio, dallo scorso 24 settembre è il Comandante generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera: il primo pilota a ricoprire questo incarico. Quali sensazioni a quasi due mesi dal suo insediamento?
Devo dirle tante sensazioni…in realtà sono passato dalle fortissime emozioni provate durante la cerimonia del passaggio delle consegne, e questo credo sia abbastanza comprensibile, alla piena consapevolezza di una grande responsabilità nei confronti di tutto il Corpo. E su questo ho riflettuto parecchio durante questo primo periodo, quasi due mesi ormai, veramente intensi e ricchi di impegni ma anche di tante novità. Si, sono il primo “pilota” a ricoprire questo incarico; motivo di grande soddisfazione ed orgoglio non solo personale, ma soprattutto per l’intera componente aerea della Guardia Costiera e per i tanti colleghi e amici che ho incrociato in questi anni e con i quali ho avuto la fortuna di lavorare. Tanto si è costruito insieme e tanto ancora è il da farsi, ovviamente non soltanto nel settore operativo. Il nostro è un Corpo variegato e dalle grandi potenzialità, in grado di offrire parecchio in un settore dove tante sono le sfide, in uno scenario unico quale è il Mediterraneo ed in un ambiente complesso come quello marittimo, dove economia e mercati internazionali giocano un ruolo fondamentale per il nostro Paese.
Ammiraglio, Lei ha accennato alle tante sfide e alle grandi potenzialità della Guardia Costiera. Quali sono i suoi principali obiettivi?
Partirei intanto da una doverosa premessa, oggetto tra l’altro del mio discorso all’atto dell’insediamento: non si può raggiungere alcun obiettivo, anzi in realtà non si può neanche fissarlo senza tenere in debito conto un aspetto fondamentale, ossia la cura ed il benessere del personale. All’elemento umano vanno garantite innanzitutto le migliori condizioni possibili per continuare a ben assolvere i compiti d’istituto e, quindi, assicurare alla collettività un servizio efficace ed efficiente. Fatto questo primo passo, possiamo iniziare a parlare di obiettivi, partendo dalle attività che ci vedono impegnati sulla terraferma, nei porti, spostandoci pian piano al largo, verso il mare aperto dove si svolgono tutte le attività di nostro interesse. Partendo in buona sostanza dalle attività prettamente amministrative, certamente bisognose di un restyling dove rapidità dei processi e digitalizzazione vanno di pari passo, analizzando tutti i servizi a supporto dei traffici marittimi, mi riferisco al pilotaggio, all’ormeggio ed al rimorchio, dove è fondamentale la piena sinergia con le Autorità di Sistema portuale e con gli stessi Servizi Tecnico Nautici.
Quali mezzi, tecnologie e capacità operative ritiene prioritari per raggiungere questi obiettivi e affrontare le sfide che attendono la Guardia Costiera?
Nelle attività di Guardia Costiera, tra l’altro oggi “tipizzate” in ambito UE, dove formazione e aggiornamento del personale devono camminare di pari passo con l’adeguamento dei mezzi impiegati, in particolare quelli dedicati al soccorso in mare a tutela e salvaguardia della vita umana, siano essi navali, aerei o subacquei, oltre all’utilizzo delle più avanzate tecnologie, una fra tutte l’intelligenza artificiale. La parola d’ordine è: “dobbiamo essere pronti”! E noi siamo in grado di esserlo, grazie ai 160 anni di esperienza maturata sul campo, 160 anni tra l’altro celebrati proprio quest’anno con vari eventi di portata nazionale ed internazionale, con una struttura capillare presente sul territorio, lungo gli 8.000 chilometri di costa con quasi 11.000 donne e uomini, da sempre vicini ed a servizio di chi va per mare: dal pescatore al diportista, dal marittimo al concessionario di uno stabilimento balneare. Tanti i compiti e tante le responsabilità: dal coordinamento del soccorso in mare, in un’area ampia ben 500.000 chilometri quadrati, alla sicurezza della navigazione intesa nella duplice accezione di safety e security, senza dimenticare le attività che svolgiamo in materia di tutela dell’ambiente e controllo sulle attività di pesca, rispettivamente alle dipendenze funzionali del MASE e del MASAF. E sui mezzi e sulle tecnologie mi ritengo un Comandante Generale estremamente fortunato in quanto raccolgo una eredità importante, quella del mio predecessore, l’Ammiraglio Nicola Carlone da sempre particolarmente sensibile su questi temi e che ha saputo avviare quei progetti che porterò avanti, primo fra tutti il potenziamento dello strumento aeronavale.
Per approfondimenti: https://www.guardiacostiera.gov.it/portale/comandante-generale-sergio-liardo

Roberta Busatto
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".




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