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Claudio Mazza e la Giornata della Prevenzione degli Annegamenti

Intervista esclusiva al Presidente della Fondazione FEE Italia

Il 25 luglio si celebra la terza Giornata della Prevenzione degli Annegamenti. Claudio Mazza, Presidente della Fondazione FEE Italia, ci racconta obiettivi, risultati e prospettive di una campagna che punta a trasformare la prevenzione in un impegno condiviso, esattamente come avviene con il noto e autorevole programma che assegna la Bandiera Blu.

Cosa significa per FEE Italia vedere tutti i 257 Comuni Bandiera Blu mobilitarsi nello stesso giorno per un obiettivo comune di sicurezza e prevenzione?

Vorrei partire da un punto fondamentale: nell’ambito del Programma internazionale Bandiera Blu, la sicurezza dei bagnanti e il salvamento rappresentano criteri imperativi non solo sulle spiagge in concessione ma anche sulle spiagge pubbliche. Non parliamo quindi di un tema collaterale rispetto alla qualità ambientale di una località, ma di una componente essenziale del percorso di sostenibilità che ogni Comune Bandiera Blu è chiamato a portare avanti.

Vedere oltre 250 Comuni mobilitarsi contemporaneamente significa riuscire a dare una dimensione nazionale a un impegno che le amministrazioni portano avanti quotidianamente a livello locale. La forza della rete Bandiera Blu è proprio questa: mettere insieme territori molto diversi, dal Nord al Sud, località marine e lacustri, intorno a obiettivi concreti e condivisi.

Quando, nel 2024, abbiamo promosso la prima edizione della campagna “Bandiera Blu: al mare in sicurezza”, volevamo verificare la capacità della nostra rete di fare massa critica su un tema così importante. Dopo tre anni possiamo dire che questa capacità esiste ed è cresciuta. Il 25 luglio non avremo 257 iniziative isolate, ma un’unica grande azione di prevenzione diffusa su tutto il territorio nazionale.

Parliamo di un’iniziativa che coinvolgerà contemporaneamente milioni di persone tra residenti e turisti. Quanto è importante riuscire a trasformare una giornata simbolica in una grande azione di sensibilizzazione?

Una giornata simbolica ha valore se riesce a produrre consapevolezza e, soprattutto, comportamenti più corretti. Il nostro obiettivo non è semplicemente celebrare una ricorrenza internazionale, ma utilizzare la capacità di coinvolgimento dei Comuni Bandiera Blu per portare informazioni concrete direttamente nei luoghi in cui il rischio può manifestarsi.

Raggiungere milioni di persone nello stesso giorno, coinvolgendo sia cittadini e turisti che in quel momento si trovano sulle spiagge e nelle località balneari, sia un pubblico ancora più ampio attraverso i canali social e l’informazione diffusa dai comuni, significa portare il messaggio della prevenzione esattamente nei luoghi e nei momenti in cui può essere più efficace.

Si tenga presente che, quando parliamo di annegamenti, conosciamo i numeri degli eventi drammatici che purtroppo si verificano, ma esiste anche un dato su cui si riflette forse troppo poco: quello delle migliaia di interventi registrati ogni anno che, grazie all’azione della Guardia Costiera e degli assistenti bagnanti, evitano che una situazione di pericolo si trasformi in tragedia. Anche da questa consapevolezza nasce la necessità di informare e formare le persone, perché la prevenzione è il primo strumento di sicurezza.

Per questo abbiamo chiesto ai Comuni di non limitarsi a un momento celebrativo, ma di organizzare attività di informazione, dimostrazioni sulla sicurezza e sul primo soccorso e iniziative rivolte anche ai bambini. La prevenzione passa dalla conoscenza: sapere come comportarsi, riconoscere un rischio e comprendere l’importanza delle indicazioni di chi garantisce la sicurezza può fare concretamente la differenza.

La forza dell’iniziativa è anche nella rete che si crea sul territorio: quale modello di collaborazione intende promuovere FEE?

Il modello che intendiamo promuovere è quello di una collaborazione concreta tra soggetti che hanno competenze e responsabilità diverse, ma che operano sullo stesso territorio.

Per questo abbiamo invitato i Comuni a coinvolgere oltre la Guardia Costiera e gli addetti al salvataggio, la Croce Rossa, le Misericordie, gli operatori turistici e qualsiasi altro soggetto che sul territorio possiede un’esperienza specifica da mettere a sistema con tutte le altre.

La fondazione FEE Italia, attraverso la rete Bandiera Blu, svolge una funzione di raccordo. Il Comune è il punto di riferimento sul territorio, le istituzioni competenti garantiscono professionalità e conoscenza tecnica, gli addetti al salvataggio e gli operatori turistici hanno un rapporto quotidiano con i fruitori delle spiagge.

Il modello che vogliamo rafforzare non è quindi quello dell’iniziativa episodica, ma di una rete territoriale capace di lavorare sulla prevenzione e sull’informazione in maniera coordinata.

In questi tre anni avete percepito una crescente attenzione da parte delle amministrazioni locali e dei cittadini? Ci sono risultati o segnali che vi fanno pensare che questa campagna stia producendo un cambiamento culturale?

Un primo segnale molto concreto è la capacità dei Comuni di rispondere collettivamente all’iniziativa. Nel 2024 abbiamo coinvolto contemporaneamente 236 Comuni Bandiera Blu; oggi la campagna interessa tutte le 257 località insignite del riconoscimento. Le precedenti edizioni hanno raggiunto milioni di persone e questo dimostra la capacità della rete di portare il tema della prevenzione fuori dagli ambiti esclusivamente tecnici.

Ma il cambiamento culturale non si misura soltanto con i numeri. Lo vediamo anche nella crescente attenzione delle amministrazioni verso la necessità di informare e formare cittadini e turisti. Garantire il servizio di salvamento è fondamentale, ma dobbiamo comprendere che la sicurezza dipende anche dalla consapevolezza individuale e dalla capacità di adottare comportamenti corretti.

In quasi quarant’anni di attività abbiamo accompagnato molti Comuni rivieraschi italiani in un percorso di miglioramento della vivibilità e della sostenibilità dei territori, nonostante la crescente pressione determinata dai flussi turistici. La sicurezza è sempre stata un criterio imperativo al quale i Comuni Bandiera Blu devono attenersi. Oggi il percorso intrapreso è quello di andare oltre la sola garanzia dell’assistenza ai bagnanti, puntando a raggiungere il turista con informazioni corrette e tempestive, fondamentali in un’ottica di prevenzione e di maggiore consapevolezza dei rischi.

Quale messaggio rivolgerebbe a chi il 25 luglio sarà sulle spiagge, nei porti turistici o sulle rive dei laghi italiani?

Il messaggio è molto semplice: vivere il mare e le nostre acque in modo sicuro significa anche conoscerle e rispettarne i rischi. La conoscenza del mare – delle sue caratteristiche, delle condizioni che possono renderlo più impegnativo e dei comportamenti corretti da adottare – è uno strumento fondamentale che ci permette di affrontare l’ambiente mare con maggiore consapevolezza.

La presenza di servizi di salvamento e di personale preparato è essenziale. Ma ciascuno di noi ha una responsabilità nei propri comportamenti: rispettare le indicazioni degli addetti al salvamento, non sottovalutare le condizioni del mare o del lago, prestare particolare attenzione ai bambini, alle proprie condizioni fisiche e conoscere le regole fondamentali di prevenzione.

Il 25 luglio chiediamo a cittadini e turisti di dedicare attenzione alle iniziative organizzate nei Comuni Bandiera Blu, di ascoltare chi ogni giorno lavora per garantire la sicurezza e di portare con sé queste informazioni anche dopo la Giornata.

La prevenzione degli annegamenti non riguarda qualcun altro. Riguarda tutti noi e il modo in cui scegliamo di vivere il mare e le acque in sicurezza, permettendoci così di trascorrere una vacanza in piena serenità.

Claudio Mazza e la Giornata della Prevenzione degli Annegamenti
Roberta Busatto

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".