Così il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci intervenendo sabato al ‘Forum in Masseria’ a Saturnia
‘I.A. ci permetterà di arrivare dove l’uomo non può’
“Nella dimensione subacquea, l’intelligenza artificiale ci consente di arrivare dove l’uomo non può arrivare: la profondità massima alla quale siamo arrivati con la collocazione di cavi è di 2.150 metri, l’intelligenza artificiale ci consente, senza l’uomo, di arrivare a 3.000 metri di profondità. Questo significa che saremo in grado di esplorare quelle profondità che ora conosciamo solo per cenni, con ricadute importanti in diversi campi”
‘subacquea sfida che Italia deve giocare’
“La dimensione subacquea, insieme a quella spaziale, è una delle più importanti sfide che l’Italia deve giocare. L’Europa su questa materia non ha ancora legiferato e noi, essendo il primo paese europeo che tra qualche mese si sarà dotato di una legge, riusciamo a essere interlocutori credibili anche della Commissione e del Parlamento europeo”.
“Il Polo subacqueo di La Spezia è una esperienza alla quale guardare con grande interesse – ha aggiunto – Nella economia blu, la filiera subacquea che prima mancava oggi si aggiunge con risultati che sono certo sul piano saranno lusinghieri. Ancora è presto per dirlo ma l’importante è stare sul pezzo”.
‘a breve in parlamento legge su settore subacqueo’
“Non ci siamo mai occupati di quello che c’è sotto la superficie del mare. Oggi l’interesse verso il settore della subacquea è cresciuto e ha indotto questo governo a varare un disegno di legge per disciplinare questa lenta ma inesorabile antropizzazione del subacqueo che, secondo Fincantieri, ha un valore che potrebbe arrivare nel 2030 anche a 400milioni di sterline. L’industria è interessata nella creazione di vettori, sommergibili, sottomarini. L’interesse potrebbe anche lambire il settore turistico, dato che c’è gente disposta a pagare per entrare in veicoli e fare il giro dei fondali. Quindi è chiaro che le prospettive per i prossimi anni sono sempre più impegnative”. “In queste ore la legge sta ottenendo la bollinatura dal Mef – ha aggiunto – e poi approderà al parlamento. Sarà una legge che servirà a disciplinare ma anche a incentivare il ricorso all’area subacquea. E per me è un grande orgoglio”.
‘su acque territoriali siamo stati passivi ma non è troppo tardi’
“Sulle acque territoriali abbiamo sempre assunto un atteggiamento passivo. Le acque dell’Algeria, tanto per fare un esempio, arrivano a due passi dalla Sardegna. Questo è stato spesso un terreno sul quale si è giocato dove noi non abbiamo mai guadagnato niente ma ci abbiamo perso”. “Al Cipom – ha aggiunto – stiamo mettendo in discussione alcuni confini territoriali alla ricerca di misure compensative. Siamo stati remissivi nella difesa dei nostri confini, ma non è mai troppo tardi”.
Porti: ‘contiamo di varare riforma entro l’anno’
“Contiamo di varare la riforma dei porti entro l’anno, il ministro Salvini ci sta lavorando insieme al viceministro Rixi. Una riforma che prevede un coordinamento generale, forse affidato a una agenzia o a una società, valuteremo se pubblica, privata o mista, e poi l’autonomia di ogni struttura portuale affinché possa assecondare al meglio le esigenze specifiche”.
“Quando parliamo di riforma dei porti dobbiamo tenere conto che serve una legge organica – ha aggiunto – Noi crediamo che lo Stato deve dare le linee generali, deve coordinare le iniziative delle singole Autorità di sistema, oggi in Italia sono 16, e poi ognuna opera a secondo delle vocazioni e delle competenze”.
In Italia, ha poi aggiunto il ministro, “abbiamo circa 157mila posti barca e ne servirebbero altri 50mila: non riusciamo a soddisfare la domanda che arriva soprattutto da un’utenza straniera. E il motivo per cui non riusciamo a creare nuovi posti barca è che la normativa, spesso quella regionale, polverizzata e frammentata, non consente una pianificazione unitaria. E questo è uno dei temi di cui dobbiamo occuparci con la riforma dei porti. Abbiamo bisogno di nuovi posti barca, di porti turistici o di spazi nei porti generali. E dove le condizioni paesaggistiche non dovessero consentirlo, sarebbe sufficiente predisporre degli approdi. Non possiamo rinunciare ogni anno a decine di migliaia di turisti. E’ un tema sul quale stiamo lavorando per recuperare tantissimi decenni”.
Fonte: Adnkronos



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