Un dispositivo senza GPS, un’app intuitiva e un’infrastruttura pensata per semplificare la vita del diporto: Ulisses porta nei porti turistici italiani una nuova frontiera tecnologica. Selezionata dal Ministero del Turismo per digitalizzare le marine e integrarle nel Tourism Digital Hub, la startup punta a costruire un ecosistema interoperabile e condiviso. Ne parliamo con il CEO Mattia Tartaglia, tra visione strategica e applicazioni concrete.
Innanzitutto partiamo da Ulisses: in che cosa è realmente innovativo, su quali tecnologie si fonda e quali sono i suoi obiettivi?
Ulisses è un sistema di localizzazione basato su una tecnologia proprietaria. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento di facile adozione ed installazione che permetta una rapida digitalizzazione dell’intero comparto. Un dispositivo a batteria, senza GPS, abbinato ad un’app, permette al diportista di essere riconosciuto all’ormeggio e al porto di sbrigare le adempienze burocratiche in maniera facile e veloce fino ad un censimento in mappa in tempo reale. Detto così, sembra complesso, in realtà è molto simile ad un sistema di telepedaggio per autoveicoli ma pensato per la nautica.
Recentemente durante l’ultimo Blue Forum il Ministro del Turismo Santanchè ha annunciato la vostra collaborazione finalizzata a digitalizzare i porti turistici. Quali sono i principali step del progetto?
Ringraziando il Ministro Santanché per la visione sulle startup-innovative, siamo stati selezionati con lo scopo di fornire gratuitamente il nostro servizio base e successivamente di fornire anche la nostra infrastruttura completa su 10 pontili, uno per ogni marina scelta, a formare un circuito di validazione. Siamo quindi partiti da un censimento necessario, volto all’integrazione dei porti turistici all’interno del portale Tourism Digital Hub pubblicato su italia.it e contiamo di effettuare le 10 installazioni entro fine anno.
Qual è stato l’approccio metodologico adottato da Ulisses per il censimento nazionale dei porti turistici e quali sono stati i principali ostacoli incontrati nel reperimento e nella standardizzazione dei dati?
L’individuazione non è stata semplice, siamo partiti dalle associazioni di settore ed incrociando i dati con i motori di ricerca ci siamo resi conto di come quasi il 20% dei porti turistici non ha una presenza online o presenta dati incompleti e non aggiornati. Stilato un primo elenco, stiamo raccogliendo, attraverso un form di facile compilazione, i dati ed i servizi presenti in porto così da garantirne l’attualità e l’uniformità.
In che modo la piattaforma Ulisses garantisce l’interoperabilità con altri strumenti digitali pubblici e privati e quali benefici concreti prevede per i porti coinvolti nella prima fase operativa del progetto?
Il punto cardine è proprio quello della massima interoperabilità attraverso API integrabili ai PMS in uso per uno scambio dati immediato. Sistema utilizzato anche con il TDH che permetterà di essere presenti su una vetrina internazionale all’interno dell’offerta turistica di tutta la zona. Il turismo nautico non si fermerà più ai confini portuali ma si connette ed estende all’entroterra.
Guardando al futuro, quali sono le prospettive di estensione del progetto oltre i primi dieci porti pilota e come intendete coinvolgere le autorità locali e gli operatori privati nella costruzione di un ecosistema digitale realmente condiviso?
L’apertura garantita da canali come il TDH permetterà già a tutti gli operatori iscritti di esplorare i servizi messi a disposizione dalle startup selezionate dal Ministero del Turismo, nel nostro caso, di rientrare nel contesto d’offerta del singolo marina. Ad esempio, ormeggiando in una marina di una delle tante regioni italiane che producono vino, potrò finalmente sapere che la cantina lì vicino organizza giornate di degustazione e comodamente prenotare sia la giornata che il trasporto. Un servizio che va oltre il portolano classico.
L’obiettivo è di estendere la rete dell’infrastruttura in maniera da garantire al diportista un’esperienza di navigazione senza stress, specialmente nei periodi di alta stagione, dove il passare un’ora in coda all’accettazione è tutto fuorché bello.
Inoltre, per quanto riguarda il tema delle autorità locali, l’adozione integrata di Ulisses permetterebbe controlli estremamente più rapidi a convenienza di tutti.
Quanto pesano oggi la connettività e la velocità di fruizione digitale sulla qualità percepita dell’esperienza turistica?
Ormai quasi la totalità dei biglietti per eventi, treni ed aerei passa dagli smartphone proprio per rendere l’esperienza semplice e senza stress: clicco, pago e ticket nel wallet. Da un lato possiamo provare della nostalgia per la mancanza del biglietto fisico, dall’altra è indubbio quanto semplifichi la vita e sia più sostenibile. Discorso analogo per le strutture ricettive la cui presenza online è determinante e con un riscontro decisamente superiore se rientrano nel contesto di pacchetti esperienziali completi. Il turista di oggi ha più consapevolezza, specialmente digitale, e tendenzialmente opera le proprie scelte attraverso piattaforme di offerte digitali. Il turismo nautico non può e non deve rimanere indietro.

Roberta Busatto
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".








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