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Ministro dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del mare – Andrea Orlando

Del 21 Febbraio 2014

VERSO NUOVI MODELLI DI VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE

Quale ruolo ha l’ambiente nello sviluppo dell’Economia del Mare?

“La centralità del fattore ambientale per l’economia del mare è evidente. La pesca, il turismo, le attività marittime del tempo libero sono solo tre esempi. Un mare malridotto sul piano ambientale, un mare inquinato di certo è meno produttivo per le risorse ittiche, è pochissimo attraente per il turismo balneare, stimola poco la nautica e ancor meno le crociere, che non a caso proliferano dove gli scenari marini sono intensi e suggestivi”.

Come possono convivere al meglio le regole di salvaguardia del patrimonio ambientale con la crescita economica dei territori?

“Non si tratta più di convivere, ma di scegliere. L’Italia costiera è ricca di un patrimonio naturalistico senza pari in Europa. La nostra biodiversità e le nostre aree protette sono valori straordinari per il mondo intero, tesori che diventano unici laddove si intrecciano con valori archeologici, paesaggistici e culturali senza pari nell’intero Pianeta. Il nostro Paese vive una straordinaria crisi non ciclica del modello di sviluppo: la scelta industriale, che pure ha fatto la fortuna di questo Paese, è arrivata al capolinea, bisognosa di una profonda riconsiderazione. Nelle fasi di crisi si riparte dal dare valore alle effettive ricchezze di cui si dispone, la nostra qualità costiera e marina sono elementi imprescindibili per la ripartenza di molte Regioni d’Italia, a partire dal Sud. Bisogna inventare, creare, implementare modelli di economia fondati sulla valorizzazione piena delle nostre straordinarie risorse ambientali. E’ questo che sto facendo con la Conferenza nazionale che ho lanciato: “La natura dell’Italia. Biodiversità e aree protette: infrastrutture verdi per il rilancio del Paese”. Si concluderà all’Università di Roma l’11 e 12 dicembre, dopo due appuntamenti preparatori che ho tenuto a Milano (il 3 ottobre) e a Palermo (il 30 ottobre), con vari eventi collaterali in tutta Italia”.

A che punto è la nuova legge sulla fruibilità nautica delle Aree Marine Protette?

“Al Senato hanno avviato l’esame congiunto di alcune proposte di legge sulle are protette. Il tema del turismo nautico nelle aree protette è parte della riflessione in essere. Vanno però invertiti i canoni: di quali requisiti deve disporre la nautica per poter fruire di queste aree? Tutto questo serve anche a rafforzare la nostra solida esperienza di ricerca e innovazione nel campo della nautica, che ci ha dato risultanti importanti a livello internazionale”.

Quali sono i principali progetti portati avanti dal Ministero in difesa dell’ambiente marino?

“Appena insediato ho dato una particolare accelerazione alle attività per la difesa e tutela del mare, non accontentandomi del solo cambio di nome del Ministero. Mi limito a citare le attività fondamentali. Innanzitutto, unica nel Mediterraneo, l’Italia dispone di una flotta convenzionata di pronto intervento antinquinamento in mare. E’ assai importante disporre di 35 mezzi nautici specializzati nell’opera di confinamento e raccolta degli idrocarburi sversati in mare. Così, in occasione di alcuni eventi tragici abbiamo evitato inquinamenti delle nostre coste. Siamo all’avanguardia nell’attuazione della Direttiva comunitaria “marine strategy”, lavorando assieme alle Regioni e all’Ispra. E’ una direttiva mirata a stabilire le condizioni ottimali da perseguire per disporre di un mare sano e non inquinato, le misure da adottare, le iniziative da avviare. In Europa non stiamo sfigurando, anzi. Abbiamo creato una task force e una banca dati in tema di spiaggiamento dei cetacei, disponendo così di risultati conoscitivi d’avanguardia. Abbiamo una grandissima attenzione alla tutela della Posidonia Oceanica, praterie di una pianta marina tipica del Mediterraneo che ci regala servizi ecosistemici di assoluto rilievo. Ne cito tre: formidabile capacità di ossigenazione delle acque, nursery dei pesci, una impressionante opera di temperamento e mitigazione dell’erosione costiera. Siamo attivi in tutte le sedi e convenzioni internazionali per la tutela del mare, ove ci viene riconosciuta competenza e capacità. Nelle aree marine protette, cui abbiamo garantito i necessari finanziamenti pur in presenza dei tagli della spending review, abbiamo introdotto indicatori imparziali per valutare risultati e obiettivi raggiunti, tutto messo in rete sul portale naturaitalia.it. Siamo impegnatissimi, i nostri e i tecnici dell’Ispra, nel sostenere l’opera della Protezione Civile sulla vicenda Concordia. Stiamo operando per affrontare una volta per tutte il tema del transito delle grandi navi nel Canale della Giudecca a Venezia. Effettuiamo ispezioni e verifiche costanti lungo tutte le coste. Abbiamo un’attenzione forte a garantire la massima attenzione alle esigenze ambientali quando si tratta di costruire nuove opere lungo le coste, di dragare porti e canali ostruiti, di depurare i carichi di inquinanti che da terra potrebbero finire in mare. Da ultimo mi sono anche opposto con successo ad una proposta di sdemanializzazione delle nostre spiagge”.

Come pensa sia possibile incrementare il turismo ambientale e sostenibile in Italia?

“Innanzitutto tutelando le valenze naturalistiche di cui disponiamo, che sono ambite proprio da quel turismo. Occorre inoltre inventare nuovi modelli di ricettività e accoglienza, altro dai villaggi vacanze e dalle seconde case che hanno già cementificato abbastanza le nostre coste, soprattutto per garantire il lavoro, un lavoro equo ai nostri giovani”.

Roberta Busatto