Il Piano del Mare e la blue economy nel cuore industriale e logistico del Paese è il tema della sessione pomeridiana di hashtag#SFLMI25 moderata da Gian Enzo Duci, alla presenza del ministro Nello Musumeci.
Massimo Deandreis, direttore generale di SRM – Centro Studi e Ricerche traccia quali sono gli scenari competitivi marittimi. “I nostri studi individuano come direttrici strategiche per la competitività dei porti italiani le connessioni con la ferrovia, la sostenibilità, la digitalizzazione, ma anche la capacità di utilizzare al meglio le risorse del Pnrr. Sono queste le sfide da affrontare con decisione e idee”.
Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare si è focalizzato sul rilancio della competitività dell’economia blu: “To be green, think blue”. Il settore del trasporto marittimo è quello più green per unità di merce trasportata: oltre il 90% delle merci si muove sul mare, a fronte di circa il 3% delle emissioni. La Blue economy vale 180 mld di euro, di cui l’indotto è 113 mld. Ogni euro investito dà un ritorno di 1,8. “Eppure per lungo tempo non è stata considerata nei programmi governativi. Dobbiamo rendere i porti più efficienti per attrarre navi. Confindustria calcola un gap logistico dei nostri porti di 80 miliardi all’anno, l’inefficienza è pari a due finanziarie”.
Zona Economica Esclusiva: l’Italia deve cambiare rotta
Ma la Zona economica esclusiva italiana interessa all’Italia? Si chiede Fabio Caffio, ammiraglio in congedo della Marina Militare. “L’Italia è stata scettica sulla Zee per conservare libertà di navigazione. Il problema è che altri Paesi non l’hanno pensata così. Ora si tratta di cambiare registro. Dobbiamo dotarci di una legge che regolamenti tutti questi aspetti”.
Occorre visione e coraggio in un periodo delicato come questo, secondo Rodolfo Giampieri, presidente di Assoporti – Italian Ports Association: “Energia, scambi internazionali, It e trasporti rappresentano i pilastri di un’idea di sviluppo economico per l’Italia. Attraverso una visione strategica e coordinata di porti sostenibili e tecnologicamente avanzati, un sistema energetico sicuro e digitale, e una logistica interconnessa, il Paese può posizionarsi come leader nella regione mediterranea, stimolando crescita occupazionale, economica e interpretazione del futuro”. Per Giampieri non bisogna scimmiottare modelli che non ci appartengono. “I porti del Nord Europa sono porti-Nazione, l’Italia è una Nazione di porti”. Ci vuole una strategia che unisca le differenze ed eviti la concorrenza tra un porto e l’altro.
Tomaso Cognolato, presidente di ASSITERMINAL Associazione Italiana Port&Terminal Operators evidenzia come la competitività dei porti dipenda dalla necessità di un sistema di governance centralizzata: “Oggi invece resta la differenza di regole e procedure. I canoni concessori sono tarati sull’euro al mq, non siamo nel mercato immobiliare”. Serve visione d’insieme: “Sistemiamo intanto la parte dei presidenti Adsp, uniformiamo regole e sistema concessorio e sarebbe già una svolta”.







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