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MARINA MILITARE: A MILANO-BICOCCA UN CONVEGNO SUL DIRITTO NELLA DIMENSIONE SUBACQUEA

Alla presenza del Ministro Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare e del capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Enrico Credendino, il convegno “Il diritto in uno spazio estremo: la dimensione sottomarina” ha visto la partecipazione di esperti della Marina Militare, accademici e industriali.

Organizzato dall’Università degli Studi di Milano – Bicocca, dipartimenti di giurisprudenza e di scienze dell’ambiente e della terra, e moderato dalla professoressa Ilaria Tani, Professore associato di diritto internazionale – già funzionario giuridico associato della Divisione Oceani e Diritto del Mare,
Ufficio Affari Giuridici delle Nazioni Unite, il convegno ha affrontato i rapidi sviluppi nella dimensione subacquea che, non soltanto sollevano complesse questioni di carattere scientifico e tecnologico, ma necessitano anche di un serio confronto sul piano giuridico per regolare l’ambiente che sarà la futura frontiera dell’uomo. La possibilità infatti di sfruttare quello che c’è sotto e nel mare è essenziale ed è sempre più attuale.

“Per l’Italia è importante acquisire un ruolo da protagonisti nel dominio subacqueo” – così il Ministro Nello Musumeci, che ha aggiunto come “il relativo disegno di legge, che tra qualche mese diventerà legge, mette ordine in un ambito che sarà sempre più antropizzato e che ha a che fare direttamente con la sicurezza”.

“L’Italia è un paese marittimo che deve gran parte della propria economia alla possibilità di utilizzare il mare, l’ambiente marino e quindi il mondo subacqueo. Le nostre infrastrutture strategiche sono prevalentemente infrastrutture subacquee, quindi per noi la capacità e la possibilità di sfruttare la dimensione subacquea è essenziale” così ha aperto i lavori l’ammiraglio di squadra Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina Militare. “Il mondo subacqueo è meno influenzato dagli effetti di cambiamenti climatici ed è per questo che bisogna essere in prima linea per investire in maniera adeguata. L’Italia, peraltro, ha creato una struttura importante che è il Polo Nazionale della Subacquea, che riunisce tutte le realtà, le università, le industrie di difesa, le piccole e le medie imprese, la Marina Militare, con lo scopo di fare studi di ricerca e sviluppare progetti che vadano in questa direzione” – ha spiegato.

Il dominio subacqueo offre quindi straordinarie opportunità per future, ma richiede impegni concreti e una visione strategica e condivisa. Negli abissi del mare vedremo presto una nuova frontiera tecnologica, economica e strategica. Ma il quadro giuridico relativo è un altro settore da sondare ed esplorare e presenta la necessità di un concreto ulteriore sviluppo. Sono infatti molti i temi da affrontare, a cui si è cercato di porre attenzione nel convegno, ad esempio il regime della navigazione di superficie, che rappresenta uno dei più antichi esempi di diritto internazionale consuetudinario, è adatto a regolare anche la navigazione sottomarina? O la protezione di condotte e cavi sottomarini è sufficientemente assicurata dal quadro giuridico attuale, che deve misurarsi con attività potenzialmente confliggenti con progetti infrastrutturali strategici e con aumentati rischi di incidenti e sabotaggi? Se l’operatività dei mezzi sottomarini militari già conosce un quadro prescrittivo di riferimento, può dirsi lo stesso per i sempre più numerosi mezzi operati da personale civile, che – come nel caso del Titan, sinistrato nel giugno del 2023 al largo dei Grandi Banchi di Terranova – sfuggono ai sistemi di registrazione, certificazione e controllo previsti per i mezzi di superficie? Quali sono i rischi imprenditoriali e le soluzioni disponibili per la tutela degli investimenti nella dimensione sottomarina? Di questo e altro si è discusso nelle tavole rotonde organizzate nell’ambito del convegno.

L’Italia, dal canto suo, ha creato il Polo Nazionale per la Subacquea e approvato un decreto legge per l’istituzione di un’apposita Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee (Asas). In linea con le indicazioni del Ministro della Difesa, il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, presidente del comitato di direzione strategica del Polo Nazionale della Subacquea, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto ha precisato: “Il dominio underwater non è un assetto esclusivo della Difesa, ma del paese perché coinvolge direttamente l’azione dello stato a protezione delle infrastrutture critiche nazionali. La nascita del Polo Nazionale della Subacquea è la conferma che per l’Italia la dimensione subacquea ha rilevanza strategica. L’obiettivo principale del Polo è di stimolare innovazione, partendo dalle numerose eccellenze già esistenti, nei vari ambiti della ricerca, dell’accademia e dell’industria. Il Polo quindi non lavora da solo ma in piena sinergia e sintonia con l’eco sistema dell’innovazione, della ricerca e della tecnologia italiana. Oggi ci sono 8 bandi che hanno coinvolto 110 imprese di cui 22 università. C’è molto da fare e non possiamo farlo da soli”.

Dal Baltico al Mar Mediterraneo, la storia e anche l’attualità dimostrano l’importanza di una maggiore sorveglianza e conoscenza delle profondità marine. Ma il quadro giuridico relativo – in base anche a quanto emerge dal convegno – è un altro settore da sondare ed esplorare e presenta la necessità di un concreto ulteriore sviluppo.

Difficile in tal senso non condividere le parole del Segretario Generale di AIAD Carlo Festucci: “Occorrono risorse e una visione nazionale strategica”, che ha evidenziato l’assoluta strategicità della dimensione subacquea, così come lo spazio e la sicurezza cyber.

MARINA MILITARE: A MILANO-BICOCCA UN CONVEGNO SUL DIRITTO NELLA DIMENSIONE SUBACQUEA
Roberta Busatto

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".