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Gen. C.A. Stefano Screpanti: “La sicurezza del mare come asset strategico nazionale”

La lezione del Comandante Aeronavale Centrale della Guardia di Finanza al II Corso di Sicurezza Subacquea
Dimensione subacquea

Il mare rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali della dimensione nazionale, economica e geopolitica dell’Italia. Non solo spazio fisico, ma dominio strategico nel quale si intrecciano interessi economici vitali, infrastrutture critiche, flussi commerciali e di dati, equilibri geopolitici e nuove vulnerabilità, incluse quelle legate alla dimensione subacquea.

In questo quadro, la tutela del mare non può più essere letta come una funzione settoriale, ma come una responsabilità sistemica, che richiede visione, coordinamento interistituzionale, capacità operative avanzate e un solido impianto normativo. È questa la cornice entro cui si colloca la lezione tenuta dal Gen. C.A. Stefano Screpanti, Comandante Aeronavale Centrale della Guardia di Finanza, nell’ambito del II Corso di Sicurezza Subacquea diretto dall’Avv. Giuseppe Graziano.

L’intervento ha offerto una lettura chiara e strutturata del mare come asset strategico, illustrando come l’Italia abbia costruito nel tempo un sistema credibile e coordinato di difesa e controllo, oggi chiamato a confrontarsi con minacce sempre più sofisticate, dai traffici illeciti transnazionali allo sfruttamento illegale delle risorse, fino ai rischi per le infrastrutture tecnologiche marine e sottomarine.

Il Gen. Screpanti ha ricordato come, nell’attuale contesto globale, il mare sia molto più di un ambiente fisico. È, al tempo stesso:

  • una via di comunicazione globale per gli scambi commerciali e finanziari;
  • una fonte di risorse essenziali per lo sviluppo economico degli Stati;
  • una infrastruttura strategica per il traffico intercontinentale di dati, grazie a cavi e sistemi sottomarini.

Il mare si conferma, dunque, un fattore centrale della rilevanza geopolitica delle Nazioni, la cui protezione richiede capacità integrate, continuità operativa e un forte coordinamento interistituzionale. Una dimensione nella quale tutela degli interessi nazionali, sviluppo economico, legalità e innovazione tecnologica risultano ormai inscindibili.

Il quadro organizzativo della sicurezza del mare

La lezione ha chiarito il funzionamento di un sistema articolato e coordinato che coinvolge più attori istituzionali, ciascuno con competenze specifiche e complementari.

Il quadro organizzativo vede il ruolo centrale della Marina Militare, della Guardia di Finanza e del Corpo delle Capitanerie di Porto, a cui si affiancherà la costituenda Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee.

A livello di governance strategica opera il Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare (CIPOM), presieduto dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare e supportato dal Dipartimento per le Politiche del Mare. Il CIPOM assicura il coordinamento degli indirizzi strategici, anche attraverso il Piano del Mare, che integra sicurezza, sviluppo economico, transizione ecologica e dimensione subacquea.

Il ruolo della Guardia di Finanza nella sicurezza del mare

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della Guardia di Finanza quale unica Polizia del Mare, secondo il quadro normativo consolidatosi negli ultimi anni. Al Corpo sono attribuite funzioni esclusive in materia di sicurezza marittima, esercitate attraverso un dispositivo aeronavale altamente specializzato.

Le attività spaziano dal contrasto ai traffici illeciti via mare alla sorveglianza delle frontiere marittime, dalla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in mare alla polizia economico-finanziaria, ambientale, ittica e marittima, fino alle attività di soccorso. Un sistema che integra capacità operative, investigative e tecnologiche, garantendo continuità tra mare, aria e territorio.

Il Comando Aeronavale Centrale coordina un dispositivo unico nel suo genere, fondato sull’integrazione tra mezzi navali, aerei, sistemi di sorveglianza costiera, sensoristica avanzata, droni e capacità di comando e controllo C4I, assicurando una presenza costante e qualificata anche in scenari complessi e ad alta intensità operativa.

Sicurezza, legalità e salvaguardia della vita umana in mare

Un principio cardine richiamato nel corso della lezione è quello della salvaguardia della vita umana in mare, che prevale su qualsiasi altra esigenza repressiva. Le attività di contrasto all’immigrazione clandestina e ai traffici illeciti si inseriscono sempre nel rispetto delle convenzioni internazionali e del quadro normativo nazionale, che assegna priorità assoluta al soccorso e alla tutela delle persone.

In questo senso, la sicurezza del mare si configura come un equilibrio dinamico tra prevenzione, deterrenza, investigazione e cooperazione internazionale, in cui tecnologia, diritto e capacità operative concorrono a proteggere interessi strategici, infrastrutture critiche e sicurezza collettiva.

Gen. C.A. Stefano Screpanti: “La sicurezza del mare come asset strategico nazionale”
Roberta Busatto

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".