I consumi di GNL in Italia hanno raggiunto 190 kton nel 2025 con una crescita del 28 per cento tra il 2023 e il 2025 e del 225 per cento tra il 2018 e il 2023. Un mercato in evoluzione ma con dinamiche differenti tra trasporto stradale, industria e comparto marittimo-portuale, che richiede interventi mirati per sostenere la filiera e valorizzare gli investimenti realizzati. È il quadro al centro dell’incontro alla Camera dei deputati «Lo sviluppo dello SSLNG in ambito terrestre e portuale», promosso da Assocostieri su iniziativa dell’On. Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo.
L’incontro, moderato dal Direttore Generale di Assocostieri Dario Soria, ha riunito istituzioni, imprese e operatori per discutere le prospettive di sviluppo del GNL small scale (SSLNG) in Italia con particolare attenzione agli impieghi nel trasporto terrestre e nel settore marittimo-portuale e alle criticità normative, amministrative ed economiche che ancora condizionano la crescita della filiera.
Dopo i saluti istituzionali dell’on. Alberto Luigi Gusmeroli e il messaggio di saluto di Alessandro Manuel Benvenuto, Questore della Camera dei deputati, i lavori si sono aperti con l’introduzione di Fabrizio Mattana, Vice Presidente di Assocostieri ed Executive Vice President Gas Assets di Edison. Nel suo intervento Mattana ha delineato le diverse traiettorie del mercato italiano, evidenziando la stagnazione del trasporto stradale, la stabilità dei volumi industriali e le prospettive di sviluppo del comparto marittimo-portuale. «Il mercato SSLNG italiano entra in una nuova fase: i volumi crescono, ma con traiettorie molto diverse tra strada, industria e mare. Il baricentro della crescita si sposta progressivamente verso il marittimo», ha evidenziato Mattana, richiamando la necessità di individuare gli interventi utili a sostenere lo sviluppo del settore.
Nel dettaglio il trasporto stradale presenta una domanda stabile con il rinnovo delle flotte e il costo totale di possesso dei veicoli (TCO) tra le principali criticità. Il settore marittimo-portuale rappresenta invece una nuova opportunità grazie alle prime operazioni di bunkeraggio e al potenziale di sviluppo indicato da Assocostieri.
Per il trasporto terrestre l’Associazione considera prioritaria la piena operatività del Fondo per la strategia della mobilità sostenibile, pari a 590 milioni di euro, entro il 1° gennaio 2027, attraverso la rapida adozione dei provvedimenti attuativi e la pubblicazione del bando. Assocostieri propone di riservare al GNL il 30 per cento delle risorse del Fondo, destinandole ai mezzi pesanti oltre le 16 tonnellate. La proposta punta a sostenere una soluzione già disponibile, adatta al lungo raggio e alternativa concreta al diesel.
Tra le altre misure proposte figura l’estensione al GNL dell’obbligo, oggi previsto per il solo gasolio dalla normativa vigente, di inserire nei contratti di trasporto merci una clausola di adeguamento del corrispettivo alle variazioni del prezzo del carburante. Assocostieri propone inoltre un meccanismo sul modello delle THG-Quote tedesche, in grado di incidere sul prezzo alla pompa di biocarburanti e biometano/bio-GNL, con l’obiettivo di stimolare la domanda.
L’Associazione intende inoltre adoperarsi per una revisione della traiettoria europea di riduzione delle emissioni di CO₂ per i nuovi mezzi pesanti, nell’ambito della valutazione del regolamento prevista entro il 2027. La proposta è tenere conto dell’effettiva disponibilità delle diverse tecnologie e del contributo che i carburanti sostenibili certificati possono concretamente offrire alla decarbonizzazione. Assocostieri sostiene anche l’introduzione di una categoria specifica dedicata ai Vehicles Running Exclusively on Eligible Fuels (VEEF), veicoli alimentati esclusivamente con carburanti sostenibili conformi ai criteri di sostenibilità e riduzione delle emissioni previsti dalla direttiva RED III.
Sul fronte marittimo-portuale Assocostieri richiama la necessità di trasformare la centralità dell’Italia nel Mediterraneo in un vantaggio competitivo attraverso una strategia Paese e una roadmap di filiera. Il quadro presentato dall’Associazione evidenzia un valore aggiunto dell’economia del mare pari a 79 miliardi di euro, il 46,1 per cento dell’export extra-UE movimentato via mare e otto porti italiani tra i primi 20 del Mediterraneo per crocieristi. L’Italia è inoltre al primo posto nell’Unione europea per traffico merci a corto raggio e per passeggeri transitati.
A fronte di questi punti di forza restano criticità legate alla non completa predisposizione dei porti all’impiego dei carburanti alternativi, alla disomogeneità delle procedure e dei requisiti tra gli scali e alla necessità di portare la filiera produttiva nazionale dei carburanti a una scala adeguata. Secondo l’analisi presentata da Assocostieri il rischio è perdere traffici a favore di hub concorrenti se non verranno create le condizioni per accompagnare lo sviluppo del settore.
«La centralità dell’Italia nel Mediterraneo non basta senza una strategia Paese e una roadmap di filiera», è il messaggio che sintetizza la posizione di Assocostieri. L’Associazione richiama la necessità di rendere i porti pienamente predisposti all’impiego dei carburanti alternativi, superare le differenze procedurali tra gli scali e favorire lo sviluppo della filiera produttiva nazionale.
La sessione dedicata al GNL nel settore marittimo-portuale ha previsto un intervento in videomessaggio di Matteo Paroli, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che ha portato l’esperienza della sua Autorità, e la partecipazione di Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale; Ivana Melillo, Energy Efficiency Director di GNV; Mattia Picco, Consigliere Assocostieri e Head of Structured Origination di Axpo Italia.
Il Presidente Francesco Mastro ha evidenziato la necessità di maggiore chiarezza sull’impiego dei carburanti alternativi, invocando al contempo un aiuto più incisivo da parte dell’esecutivo, mentre Ivana Melillo ha richiamato l’attenzione sull’importanza di diffondere una vera e propria “cultura dell’energia”.
La sessione sul GNL nel trasporto terrestre ha visto la partecipazione di Marco Rabita, Direttore Commerciale di Ham Italia; Massimiliano Perri, Head of Italy Market di IVECO; Pasquale Russo, Presidente di Conftrasporto e Vicepresidente di Confcommercio; Donatella Orlandi, Dirigente della Direzione Generale per la sicurezza stradale e l’autotrasporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT); Gianluca Zonta, Consigliere Assocostieri e Managing Director di Greenture.
Donatella Orlandi ha espresso rammarico per il rallentamento del mercato, spiegando che nonostante il forte entusiasmo iniziale per lo stanziamento di 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco veicolare, una serie di ostacoli burocratici e vincoli normativi hanno purtroppo frenato gli investimenti.
Massimiliano Perri ha rimarcato l’urgenza di sbloccare il mercato dei veicoli pesanti, attualmente fermo, attraverso il fondo per l’autotrasporto, senza precedenti per risorse e durata. L’obiettivo è replicare il modello tedesco, puntando con decisione sulla sostenibilità del biometano.
Per superare la resistenza al GNL Pasquale Russo ha suggerito una chiara strategia: da un lato ripristinare i sempre utili incentivi all’acquisto dei veicoli, mentre dall’altro privilegiare l’uso del bio-GNL, esentando chi lo utilizza dall’applicazione della tassa sulle emissioni ETS2 in virtù della sua comprovata sostenibilità ambientale.
La tavola rotonda dedicata alle prospettive normative e industriali ha coinvolto Luca Squeri, Segretario della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo; Paola De Micheli, membro della stessa Commissione della Camera dei deputati; Tullio Patassini, Responsabile Dipartimento Energia della Lega.
Per Luca Squeri «rivedere gli obiettivi del PNIEC è del tutto inutile se non si corregge prima il modo in cui lo si attua». Nel confronto Paola De Micheli ha chiarito che «per assumere decisioni lungimiranti, anche sul GNL, serve una condivisione avanzata con la filiera in modo da discutere prima, sbagliare il meno possibile e garantire la stabilità delle scelte, deideologizzando il dibattito». Per Tullio Patassini, infine, «lo sviluppo di filiere e infrastrutture è fondamentale affinché l’Italia diventi l’hub energetico d’Europa, ritenendo inoltre necessario che anche le aziende – e non solo la politica – denuncino l’inefficacia dell’ETS2 per chiederne la sospensione».
Il confronto tra istituzioni e operatori si è concluso con l’intervento di Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha tracciato il bilancio tecnico e strategico del comparto. Rixi ha evidenziato come il superamento totale degli idrocarburi sia un obiettivo irrealizzabile nel breve termine e che una transizione forzata rischi di causare il crollo completo dell’industria a causa di investimenti non compensati dagli introiti, ricordando infine che lo scacchiere globale risponde a dinamiche esterne poiché «non siamo noi europei a dare le carte».



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