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ACQUACOLTURA – Un viaggio nell’azienda Del Pesce insieme al suo Amministratore Delegato Pietro Lococo

Del 4 Agosto 2016

Del Pesce: altissima qualità targata Lazio

Un viaggio nell’azienda leader dell’acquacoltura insieme al suo Amministratore Delegato Pietro Lococo

Pietro Lococo

L’allevamento di organismi animali e vegetali acquatici è un settore alimentare in rapidissima espansione che già fornisce più della metà del pesce consumato a livello mondiale.

A sostenerlo è la Commissione europea che, nel 2013, ha emanato alcune norme volte a ridurre gli oneri amministrativi, migliorare l’accesso agli spazi e alle acque, aumentare la competitività e sfruttare i vantaggi concorrenziali grazie ad elevati standard qualitativi, sanitari e ambientali.

Un lavoro che certifica la crescente importanza assunta in Europa dall’acquacoltura che rappresenta oggi quasi il 20% della produzione di pesce, dando lavoro a circa 85.000 persone.

In Italia ad occuparsi di acquacoltura marina sono circa 20 PMI, per un totale di 20.000 tonnellate di spigole e orate all’anno prodotte, che grazie alla loro professionalità quotidianamente assicurano al mercato elevati standard in termini di qualità.

Tra questa realtà, troviamo l’eccellenza espressa dalla Del Pesce Srl, azienda specializzata nell’allevamento in mare aperto in forma intensiva di spigole, orate e nella loro successiva commercializzazione.

Con i suoi 4 impianti produttivi (Piscicoltura del Golfo di Gaeta Soc. Coop. Agricola a r.l., Pisciculture Marine de Malte ltd., Azienda Ittica S. Giorgio Soc. Agricola a r.l., Piscicoltura Portovenere S.r.l.), 1 avannotteria (Avannotteria Soc. Agricola a r.l.), 1 azienda di trasformazione del pesce, più di 200 dipendenti e le 4.500 tonnellate di pesce prodotto l’azienda laziale, guidata dall’imprenditore Pietro Lococo, si posiziona tra le prime aziende in Italia.

“Allevare in mare il Made in Italy è un’idea che ha sempre fatto parte di me.

Allevare, per noi, significa rispetto. Per il mare, per i pesci, per il cliente finale ma, soprattutto, per l’ambiente, perché non possiamo considerarci esseri separati dal resto del mondo.

La nostra mission è puntare su prodotti di alta qualità, e il mercato sta riconoscendo il nostro impegno confermando come il percorso intrapreso sia orientato nella giusta direzione”.

Ed è proprio l’attenzione alla qualità in tutti i suoi aspetti la caratteristica principale dell’Azienda.

Il sistema di controlli italiano è ritenuto tra i più efficienti d’Europa, la qualità sanitaria degli alimenti prodotti nel nostro Paese è di alto livello, questo risultato si ottiene con un monitoraggio quotidiano da parte di medici e di veterinari specializzati in sicurezza alimentare che operano nel Servizio Sanitario Nazionale.

Sicurezza assicurata anche dalla grande distribuzione organizzata, che assorbe il 90% della produzione della Del Pesce, che applica tassativamente protocolli di produzione molto esigenti e restrittivi, garantendo la qualità del prodotto finale.

“Oggi possiamo affermare con orgoglio che, con la realizzazione dell’avannotteria, abbiamo finalmente completato un percorso produttivo dall’avannotto al prodotto finito. Per noi la salubrità è il prerequisito senza il quale non si può produrre qualità, le nostre filiere sono orientate alle produzioni sane, assicurate, oltre che dalla severità dei controlli sanitari, dall’implementazione di controlli e garanzie di qualità attivi in ciascuna fase dei cicli di produzione per minimizzare l’esposizione ai rischi connessi all’ acquacoltura.

Applichiamo il protocollo del controllo di qualità agli avannotti, al pesce fresco, alle materie prime, ai fornitori e ai mangimi per i pesci”.

Non capita tutti i giorni di poter entrare in una delle più grandi realtà industriali della nostra Regione e avere la possibilità di osservare da vicino le principali fasi del ciclo produttivo, dalla produzione degli avannotti alla commercializzazione.

Proviamo a ricostruirlo insieme.

Avannotti – L’Avannotteria a Petrosino, in Sicilia, entro la fine del 2016 produrrà 12 milioni di avannotti, con previsioni di 60 milioni nel 2017 e di 80 milioni nel 2018. E’ in fase di costruzione un’imbarcazione, realizzata completamente in Italia – dalla capacità di 280 m3 di acqua all’interno della stiva – per il trasporto degli avannotti prodotti.

“Il ciclo produttivo è caratterizzato da diverse fasi: un’area destinata alla stabulazione dei riproduttori ove vengono selezionati, con tecniche della moderna zootecnia, i ceppi migliori di orate e spigole.

Le uova vengono trasferite nei settori di allevamento larvale dove, una volta schiuse, ricevono un’alimentazione a base di piccoli organismi planctonici che si nutrono a loro volta di alghe prodotte direttamente nello stabilimento in un’area specifica denominata fitozooplancton.

I piccoli pesci sono quindi trasferiti all’esterno nelle vasche di svezzamento dove cresceranno fino alla taglia di 4 grammi, per poi essere distribuiti nei vari impianti. Tutta l’acqua utilizzata sarà controllata, termo-condizionata, filtrata e sterilizzata attraverso l’impiego delle migliori tecnologie presenti sul mercato, al fine del successivo riutilizzo”.

Tracciabilità – Tutta la vita degli animali e tutti i dati che riguardano il loro allevamento sono registrati e conservati grazie ad un programma informatico denominato Fish Maker. Questo permette in tempo reale di conoscere la storia del pesce che viene immesso sul mercato. Così da poter fornire informazioni dettagliate sul numero di lotto, sulla quantità e sul tipo di mangime somministrato, i giorni e le temperature di allevamento e così via. Tutto questo è anche alla base dei progetti di filiera che ci vedono protagonisti nella partnership commerciale con le maggiori catene della Grande Distribuzione Organizzata.

“Il consumatore non è più un soggetto debole nelle dinamiche di compravendita. I consumatori oggi possono contare su una maggiore tutela e su una maggiore consapevolezza delle proprie preferenze, dove scegliere i prodotti alimentari con cognizione, sapendo che sul cibo agiscono negativamente diversi fattori: la freschezza, le modalità di conservazione, la tenuta della catena del freddo. La tracciabilità rappresenta oggi oltre che la risposta alle crescenti richieste di sicurezze alimentari da parte del consumatore, uno strumento di competitività e di razionalizzazione dei sistemi produttivi nonché di valorizzazione delle produzioni alimentari di qualità.

Benessere animale – Le condizioni di allevamento nell’impianto sono ottimali. La densità del pesce in gabbia è di circa 13 kg per metro cubo di acqua. Questo fa si che le condizioni ambientali – come ossigeno, spazio di allevamento, ecc. – permettano di ottenere un prodotto finale con caratteristiche organolettiche di primissima qualità.

“L’acquacoltura non è uno scherzo. Vanno controllati la temperatura, la crescita, gli spazi, ecc. Tutto è finalizzato al benessere animale, perché se il pesce sta bene cresce sano.

La densità per metro cubo del nostro prodotto garantisce maggiore qualità perché più il pesce si muove più la struttura della carne è buona. Non potendo utilizzare elementi chimici o medicine per guarire eventuali malattie, che farebbero male alle carni, oltra a essere contra legem, per noi la miglior cura è la prevenzione. Adottiamo vere e proprie politiche anti-stress per il pesce. Tutto concorre all’ottenimento di una maggiore qualità”.

Mangimi – vengono forniti dalle principali aziende mangimistiche europee che assicurano l’utilizzo di materie prime sane, sicure e sostenibili certificando tutta la catena produttiva. L’alimentazione dei pesci viene rigorosamente somministrata con mangimi OGM FREE, costituiti da un’alta percentuale di farina di pesce e di olio di pesce, senza l’utilizzo di proteine derivate da animali terrestri.

“La quantità di Omega 3 del pesce allevato è superiore a quello del pescato; nei pesci di allevamento non ci sono livelli di sostanze inquinanti più comuni come metalli pesanti tipo mercurio, diossine, ecc, che fanno male all’uomo presenti spesso nel pescato. E questo perché sappiamo cosa e come il nostro pesce mangia e sappiamo come e dove vive.

Produzione e Pesca – La produzione tiene conto degli spazi di allevamento e delle esigenze del mercato. A garanzia della clientela, la produzione viene pianificata in modo da non creare “buchi” nella disponibilità del prodotto e quindi permette una solida programmazione delle vendite.

La pesca viene effettuata giornalmente in funzione degli ordini, il prodotto pescato viene distribuito nel più breve tempo possibile così da garantire un prodotto sempre fresco e sicuro.

“Preleviamo piccole quantità di pesce che immergiamo direttamente in acqua e ghiaccio dove il pesce muore per shock termico, quindi nel modo più veloce possibile. Entro 40 minuti il pesce, viene portato nell’area di incassettamento dove viene confezionato, imballato, ghiacciato e messo nelle celle frigorifere per la conservazione e il trasporto”.

Trasporto – Dal momento della pesca i prodotti vengono preparati per il trasporto in meno di 40 minuti senza mai interrompere “la catena del freddo”.

Per la movimentazione, al fine di garantire la massima cura e sicurezza, ci avvaliamo di professionisti del settore, con un servizio che copre tutta la penisola italiana con l’impegno di raggiungere la destinazione della consegna dalla pesca entro il termine massimo di 6/8 ore.

Del Pesce, grazie alla particolare sensibilità della sua guida, tiene alto il buon nome delle PMI italiane capaci di investire costantemente in innovazione, ricerca e sviluppo e formazione del personale.

“Siamo costantemente impegnati in programmi di Ricerca & Sviluppo, abbiamo intrapreso collaborazioni con il Prof. Cataudella dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con il Prof. Santulli dell’Università degli Studi di Palermo e con la Prof.ssa Fioravanti dell’Università di Bologna. Tali collaborazioni costituiscono un elemento fondamentale per la realizzazione di un processo di crescita continuo, nonché momento di scambio tra professionisti e giovani ricercatori”.

La Del Pesce è fortemente orientata allo sviluppo professionale del personale, inteso come incremento delle conoscenze, delle capacità, della consapevolezza e della disponibilità ad assumere responsabilità con l’obiettivo di creare un sistema condiviso di valori etico – professionali.

“Sul personale lavoriamo tanto, ci impegniamo, a differenza dei competitor stranieri, al rispetto e all’accettazione dei diritti dei lavoratori. Assicuriamo loro il diritto di ricevere un adeguato controllo sanitario, ricevere adeguata informazione e formazione in materia di sicurezza sul lavoro, dei salari adeguati alle ore di lavoro svolte.

Posso dire con orgoglio che i migliori giovani in Italia nell’acquacoltura lavorano con noi. Abbiamo tantissimi laureati. Veterinari e patologi interni. Abbiamo un laboratorio attraverso cui svolgiamo una continua ricerca sulla qualità di tutto il processo produttivo e sull’innovazione.

Ci ispiriamo a un modello organizzativo inclusivo, riconosciamo, apprezziamo e incoraggiamo il talento dei nostri collaboratori. Solo attraverso uno spirito di collaborazione si può perfezionare e rafforzare la solida realtà già in essere e affrontare le nuove sfide del mercato permettendoci di essere tra i migliori del nostro settore”.

In merito ai diversi interrogativi sull’inquinamento causato dagli allevamenti di acquacoltura la Del Pesce si rende sempre disponibile ad un confronto con le autorità competenti, gli operatori commerciali ed i cittadini.

“L’acquacoltura ha un impatto positivo sul sistema marino. All’interno dei siti produttivi abbiamo sempre una quantità di pesce selvatico che si alimenta dai nostri mangimi rappresentando un aspetto positivo per tutto il microsistema, le nostre gabbie pullulano di pesce non allevato.

In merito alle feci, presso i nostri impianti, è in fase di sperimentazione un sistema innovativo con l’Università degli Studi di Tor Vergata: l’utilizzo delle oloturie, al fine di ridurre al minimo gli effetti sui fondali.

Siamo sempre disponibili se possiamo creare nuove opportunità di crescita del settore, attraverso condivisioni di know-how e progettualità. Spesso colleghi imprenditori o istituzioni straniere ci chiamano perché noi siamo in grado di costruire gli impianti da soli anche per terzi, come abbiamo sempre fatto qui in Italia”.

La particolare attenzione all’impatto ambientale dei nostri sistemi di acquacoltura e ai possibili sviluppi del settore è testimoniata dal fatto che la Commissione europea ha inserito l’Italia e i suoi imprenditori tra le buone pratiche da condividere.

Oggi gli investimenti in Europa destinati al settore dell’acquacoltura ammontano a 1,2 miliardi di euro. Di questi, l’Italia ne investe circa 220 milioni.

Ma, oltre ai finanziamenti, ciò che serve alle imprese per crescere “è un intervento di de-burocratizzazione che riduca i termini dei procedimenti amministrativi, anche attraverso la loro armonizzazione, un coordinamento tra le normative di settore, la razionalizzazione di alcune procedure di controllo sui fondi nazionali e la disponibilità pubblica delle informazioni con procedimenti decisionali trasparenti ed aperti”.