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Ad Angopi il primo certificato professionale da ormeggiatore

Certificato professionale
Foto di Claudia Giorgini

Consegnato al Presidente di Angopi il primo certificato professionale di competenza da ormeggiatore, rilasciato dall’ente bilaterale, riconosciuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come titolare per la certificazione. Il certificato autorizza all’esercizio della professione di ormeggiatore, e deve essere rinnovato ogni cinque anni. La recente evoluzione del quadro normativo ha assecondato il nuovo profilo richiesto all’ormeggiatore, prevedendo il rilascio del certificato professionale di competenza.

Affacciata sul mare e simbolo storico della città di Savona, la Fortezza del Priamar ha fatto da cornice, il 12 giugno 2026, al Convegno Nazionale dell’ANGOPI dal titolo «Gli ormeggiatori: operatori per la sostenibilità portuale e per l’accesso ai porti».

L’evento ha riunito autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, politico, marittimo e portuale.

« Ci troviamo in presenza di un passaggio rilevante perché trasforma la competenza dell’ormeggiatore in una competenza formalizzata, periodicamente verificata e legata a un modello di aggiornamento continuo, un’evoluzione normativa il cui significato va oltre il dato documentale». Così il Presidente di ANGOPI Paolo Potestà, che ha anche sottolineato come la sostenibilità portuale non coincide soltanto con la riduzione delle emissioni o con la disponibilità di energia pulita, ma comprende anche la qualità dell’organizzazione del lavoro, la sicurezza delle operazioni e la capacità del porto di affrontare in modo resiliente situazioni ordinarie ed emergenziali.

Sotto questo profilo, al fine di evidenziare il contributo degli ormeggiatori, significativo è stato l’intervento di Sergio Maria Carbone, professore emerito dell’Università di Genova, da lunghi anni advisor di ANGOPI, che ha prima ricordato con affetto Gerardo Campidonico, storico presidente degli ormeggiatori di Savona prima e di ANGOPI, ponendo, poi, l’accento in maniera particolare sulla sua battaglia, a livello europeo, per il riconoscimento dei servizi di ormeggio come servizi tecnico-nautici di interesse generale.

«Campidonico», ha ricordato Carbone, «era profondamente convinto delle sue idee al punto di affrontare un giudizio complicato di fronte alla Corte di Giustizia, che ha riconosciuto la caratterizzazione di determinati servizi, con particolarità specifiche dei singoli porti e con la specificità di essere funzionali alla sicurezza della navigazione e delle acque portuali, impedendo che altre modalità di servizi possano subentrare, non avendo le caratteristiche di professionalità».

Tra le autorità intervenute, anche il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi.

«Dobbiamo avere una visione che guardi al futuro, inserendoci però in un processo, in un qualcosa che è in atto e che non vada a toccare quei fondamentali che rappresentano una ricchezza, come i servizi tecnico-nautici», ha detto il viceministro Rixi.

Numerose le autorità che hanno preso parte al convegno, tra queste Marco Ballestrino, Presidente Cooperativa Gruppo Ormeggiatori dei porti di Savona, Vado Ligure e Imperia, Rocco Invernizzi, Consigliere regionale Liguria, Marco Russo, Sindaco di Savona, Fabio Gilardi, Sindaco di Vado, Matteo Lo Presti, Comandante del Porto di Savona, Matteo Paroli, Presidente ADSP Mar Ligure Occidentale.

Dopo i saluti del presidente di ANGOPI Paolo Potestà, sono intervenuti il Presidente di Assoporti, Roberto Petri, esortando a leggere il disegno di legge di riforma portuale come lo strumento utile ad affrontare le sfide che abbiamo davanti, l’europarlamentare Brando Benifei, che ha, fra l’altro, posto all’attenzione dei presenti il contenuto della recente Comunicazione della Commissione europea sui porti e la deputata Maria Grazia Frijia membro della commissione Trasporti della Camera dei deputati, sottolineando, fra l’altro, il valore aggiunto dell’unitarietà di rappresentanza nell interlocuzione con il decisore.

In rappresentanza del Comando Generale è intervenuto l’Ammiraglio Giovannone, che, dopo avere evidenziato come la storia rappresenti per la categoria degli ormeggiatori la bussola per il futuro, ha, fra l’altro, individuato nella flessibilità, nella capacità di cogliere i cambiamenti ed in quella di consolidare i punti di forza le peculiarità della categoria stessa.

Ha concluso i lavori la dottoressa Patrizia Scarchilli, direttore generale della DG Mare del MIT, la quale, oltre ad avere richiamato i recenti provvedimenti attuativi del DPR 93/2024, ha evidenziato come tanto nel servizio di ormeggio quanto in quello di pilotaggio prevale la centralità dell’uomo.