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Avvicendamento al comando della Marina Militare, il saluto dell’Ammiraglio Credendino

Ammiraglio Credendino

“Lo straordinario viaggio che ha condotto il Vespucci intorno al mondo e che ho avuto la fortuna e il privilegio di comandare infonde la metafora della vita di noi marinai: un viaggio difficile, impegnativo, che richiede tanto sacrificio, determinazione e assoluta competenza, anche per affrontare le tempeste che inevitabilmente si incontrano nella vita, ma che rimane pur sempre un viaggio unico e straordinario.

Così è stato il mio viaggio in questi quarantacinque anni in cui ho avuto l’onore e il privilegio di servire il Paese, facendo parte del grande equipaggio della Marina. E sono certo che lo stesso valga per tutte le donne e gli uomini della Forza Armata.

A tutti voi grazie per avermi accompagnato in questo lungo viaggio, per aver condiviso con me la lotta, la fatica, la responsabilità e l’onore. E quindi adesso due domande finali a cui rispondere: ne è valsa la pena? Assolutamente sì. Lo rifarei? Assolutamente sì. Viva la Marina, viva le Forze Armate, viva la Repubblica Italiana”.

Con queste parole l’Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino ha concluso il suo intervento in occasione dell’avvicendamento con l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto al comando della Marina Militare.

Poco prima aveva sottolineato:

“Lascio oggi l’incarico con la serenità di chi sa che la Marina è in buone mani, pronta a navigare verso nuovi orizzonti, forte della sua storia e del suo spirito, ben integrata con le Forze Armate sorelle nel sano spirito interforze, solida nelle sue connessioni con tutto il cluster marittimo, virtuosa nelle sue sinergie con l’industria e il settore, con il mondo della ricerca e della sperimentazione.”