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Il Senato ha approvato il disegno di legge che istituisce l’Area Marina Protetta di Capri

Area Marina Protetta

Il Senato ha approvato il disegno di legge che istituisce l’Area Marina Protetta di Capri, comprendendo i Faraglioni, simbolo iconico dell’isola, in un provvedimento che segna un passaggio politico significativo sul fronte della tutela ambientale. Prima firmataria del ddl è la senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, che ha dichiarato: “È fondamentale proteggere la natura di Capri, che nel mare trova l’essenza principale”, sottolineando come la questione ambientale sia ormai centrale nel dibattito politico e amministrativo.

Il contributo tecnico e il contesto regionale

Sulla vicenda è intervenuto Pietro Vuolo, dottore di ricerca dell’università di Salerno in “Legislazione delle Aree Marine Protette” “Nel caso specifico di Capri, l’istituzione dell’area marina protetta si presenta quanto mai complessa, perché riferita ad una zona a fortissima vocazione turistica, con tantissimi portatori di interesse coinvolti”, spiegando come la presenza straordinaria di imbarcazioni da diporto, di piccoli armatori, yacht e megayacht renda necessario un equilibrio delicato tra protezione della biodiversità e attività economiche legate al turismo.

Vuolo ha sottolineato come le aree marine protette siano organismi amministrativi complessi, che richiedono una partecipazione articolata e condivisa: “Perché un’area marina protetta funzioni davvero è indispensabile il coinvolgimento effettivo dell’intera comunità e quindi di tutti i soggetti interessati: pescatori, diportisti, Comuni, Capitaneria di Porto, comunità scientifica”, ricordando che in Campania esistono già 5 realtà consolidate – Punta Campanella, il Regno di Nettuno, la Gaiola, l’area archeologica di Baia, Santa Maria di Castellabate e gli Infreschi-Masseta – e che l’istituzione anche di Capri rafforzerebbe ulteriormente il ruolo della regione come laboratorio avanzato di tutela naturalistica.

“La protezione di un’area marina protetta non va contro qualcuno, ma tutela una ricchezza che può diventare un volano di sviluppo turistico ed economico, non deve essere intesa come un santuario isolato, ma come uno strumento di crescita”, ha aggiunto Vuolo, collocando la decisione del Senato in un quadro più ampio legato alle strategie europee e internazionali per la biodiversità, in particolare all’obiettivo del cosiddetto 30–30, che prevede entro il 2030 la protezione del 30% dei mari.