“La strategia europea sembra essere in linea con quanto condiviso insieme a Feport in questi anni e con quanto sosteniamo da sempre” afferma il Presidente Tomaso Cognolato “ovvero che lo sviluppo della portualità deve essere visto in un’ottica di connessioni intermodali da efficientare attraverso una digitalizzazione uniforme, una transizione energetica sostenibile, lo sviluppo armonizzato di nuove competenze: a volte il perpetrarsi di sconvolgimenti su scala globale che impattano su geopolitica ed economie di scala può, nella drammaticità di molti aspetti e effetti, essere di sprone per guardarsi intorno e non restare fermi su se stessi”.
“Senza connessioni non c’è sviluppo” prosegue Cognolato “ed è necessario partire da un’analisi approfondita della capacità dell’offerta dei nostri hub portuali: ciò significa avere chiaro un quadro di insieme dell’attuale potenzialità delle nostre banchine (in termini di lay out, superficie, portata e collegamenti esterni) di movimentare quanti e quali container, merce varia, trailers, passeggeri, veicoli in genere.
In parallelo avviare un’ampia analisi dei mercati con gli stakeholders in primis dell’industria, quindi del trasporto marittimo, dei territori, nonché i gestori delle infrastrutture tenendo al centro gli operatori portuali, per il tramite delle Associazioni e le Autorità di Sistema: solo attraverso questo percorso si può arrivare, ad esempio, a quell’Accordo di Programma citato nelle bozze del disegno di legge sulla Porti d’Italia Spa”.
Il ruolo delle connessioni intermodali e della logistica
“I porti come spina dorsale, le connessioni, riprendono i titoli delle nostre ultime Assemblee pubbliche” ironizza il Direttore Ferrari “attraverso, finalmente, un’impostazione innovativa che mette insieme competitività logistica, lavoro e professionalità, transizione energetica e resilienza delle catene di approvvigionamento, in un’ottica di Global Gateway europeo.
Nulla di nuovo per noi ma forse l’occasione per intercettare e cogliere una nuova opportunità di consolidamento delle nostre aziende anche attraverso una maggiore sensibilità di valorizzare maggiormente le partnership pubblico-privato sia dal punto di vista finanziario che verso un sistema di regole uniformi, attraverso una semplificazione che consenta anche all’arbitro di farle rispettare, le regole, intervenendo senza l’ausilio della VAR”.
La posizione sull’ETS
“Evidente come anche l’ipotesi di ripensamento sull’ETS” conclude Cognolato “ci veda favorevoli, anche tenuto conto delle speculazioni finanziarie in atto sulle risorse disponibili, che drenano capacità di investimenti sugli asset strategici veri, ovvero le navi e i porti”.



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