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Assiterminal ottiene chiarimenti dal MIT: carico e scarico fuori dalla franchigia

Assiterminal

Chiarimenti importanti arrivano dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul tema delle franchigie e degli indennizzi nell’autotrasporto. La recente nota firmata dal Capo Dipartimento MIT, dott. Riazzola, fa finalmente luce sull’applicazione dei 90 minuti di franchigia.

Secondo quanto riportato, i 90 minuti riguardano esclusivamente i tempi di attesa e non includono le operazioni materiali di carico o scarico della merce. Un punto che Assiterminal aveva richiesto di chiarire nelle interlocuzioni con il Ministero.

“La recente nota a firma del Capo Dipartimento del MIT, dott. Riazzola, sull’applicazione delle franchigie e relativi indennizzi a garanzia della continuità del servizio di autotrasporto – dichiara Tomaso Cognolato, Presidente di Assiterminal – chiarisce inequivocabilmente che i 90 minuti di franchigia si applicano solo ai tempi di attesa e non comprendono il tempo materiale impiegato per caricare o scaricare la merce, come richiesto e indicato anche da Assiterminal nel corso delle interlocuzioni con il Ministero”.

Perché era necessario un chiarimento?

Negli ultimi mesi alcune sigle dell’autotrasporto avevano diffuso interpretazioni diverse, generando confusione tra gli operatori, con il rischio di contenziosi lungo la filiera.

Una parte significativa del comparto logistico ha invece scelto di concentrarsi su collaborazione ed efficientamento dei processi, evitando contrapposizioni tra committenti e vettori.

Il punto di Assiterminal sulla filiera e sul ruolo dei terminal

La nota del MIT ribadisce anche il riferimento al contratto di trasporto (dlgs 286/2005), dal quale terminal portuali e imprese portuali sono esclusi. Un passaggio che chiarisce ulteriormente il perimetro delle responsabilità.

“La valorizzazione del contratto di trasporto come richiamato dal dlgs 286/2005, da cui l’operatore terminal o impresa portuale è escluso – precisa il Direttore di Assiterminal Alessandro Ferrari – è un ulteriore elemento di chiarezza; potrebbe essere utile che la Conferenza dei Presidenti delle ADSP potesse valutare una sorta di accordo di programma nazionale che tenda a migliorare, anche attraverso una digitalizzazione uniforme dei PCS, l’efficientamento dei flussi di import-export che transitano dai porti, valorizzando così i processi di digitalizzazione in essere e il dialogo con gli operatori, in primis i terminalisti, ma anche con l’Agenzia delle Dogane.”

Ferrari evidenzia anche alcuni punti aperti che richiedono ulteriori approfondimenti:

“Restano ancora alcune questioni irrisolte – aggiunge Ferrari – quali ad esempio il perché il vettore marittimo non sia mai richiamato in questo contesto come parte della filiera logistica anche quando scarica a terra decine di migliaia di contenitori, l’alea del diritto di rivalsa nonché la relazione tra port/congestion fee e la regolamentazione delle attese come richiamate dal decreto infrastrutture: su alcuni di questi temi abbiamo ovviamente chiesto un parere legale da fornire ai nostri associati …”.