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Blue Forum, Prete: semplificazione, sburocratizzazione e formazione

L'intervento del Presidente di Unioncamere al Blue Forum

Nel corso della mattinata è intervenuto al Blue Forum Andrea Prete, Presidente Unioncamere.

“Quest’anno ci troviamo con una crisi, quella degli Huthi, con un danno marittimo significativo con il quale dobbiamo fare i conti. Da qui alla Sicilia c’è un vulcano sommerso che a volte inquieta ma potrebbe anche essere fonte di energia. E poi sono stati citati i cavi sottomarini che sono di grande importanza e che sono oggettivamente molto delicati. Basta poco per interrompere le comunicazioni. Una delle aziende più grandi al mondo si trova qui vicino, a Pozzuoli, e appartiene al gruppo Prisma.

Noi come Unioncamere cosa possiamo fare per un sistema complesso come quello della blue Economy? Sono tanti i settori sotto un solo cappello. Per quanto riguarda il nostro ruolo ieri abbiamo deliberato il microcredito per la pesca e l’acquacoltura con il Ministero dell’Agricoltura. Ma andiamo per punti

Semplificazione e sburocratizzazione.

Questi sono temi sui quale siamo impegnati da anni. Siamo consapevoli della nostra maggiore necessità di indipendenza energetica. Siamo consapevoli che dovremmo per questo implementare il parco delle rinnovabili per essere indipendenti. Per quanto riguarda questo traguardo previsto per il 2030 l’Italia non ha seguito il passo degli altri.

In Unioncamere abbiamo fatto un tavolo sulla semplificazione. E’ venuta fuori una serie di documenti che abbiamo portato all’attenzione del Ministro dell’Ambiente nel quale segnaliamo il problema e suggeriamo anche l’emendamento per risolvere il problema.

Giovanni Acampora parlava dello sportello unico. Più di 4mila comuni italiani utilizzano la piattaforma dello sportello unico delle attivit produttive del sistema camerale.

C’è una richiesta significativa da parte dei colleghi più a nord delle zone logistiche semplificate che sono tutte zone raccordate con i porti del nord Italia. Il vero tema oggi per fare un balzo nel Pil è semplificare la vita alle imprese.

Formazione.

Altro tema è la formazione. Su questo stiamo vivendo un momento un po’ complesso. Fino a qualche anno fa eravamo preoccupati per alta disoccupazione tra i giovani. Oggi abbiamo due fenomeni: c’è un divario tra formazione e ciò che le imprese vogliono. Noi dobbiamo adeguare la formazione alle esigenze di oggi. Altrimenti un profilo su due non si trova, in media. Non parliamo delle lauree STEM… Con il sistema Tagliacarne abbiamo stimato quanto ci costa questo, una perdita di 46 miliardi di Pil, solo per fatica a reperire persone. Cosa che riguarda le fasce alte e quelle basse. La stagione estiva è prossima e non si trovano le persone. Abbiamo vari problemi: noi siamo in calo demografico di questo passo saremo 5-6 milioni in meno, usciremo dal G7 e ci impoveriremo.

Questo va detto serenamente perché è nei numeri. Dobbiamo quindi frenare i giovani che vanno all’estero. Abbiamo calo demografico e fuga dei cervelli. Poi dobbiamo favorire una immigrazione regolata con formazione a monte. i flussi previsti forse non sono sufficiente. La geopolitica cambia: i nomi dei Paesi rimangono gli stessi, ma i Paesi cambiano”.