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Roberto Calderoli: strategia per le isole minori e territori fragili

Calderoli

Roberto Calderoli, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, interviene agli Stati Generali delle Isole Minori Marine portando un contributo dal taglio pragmatico, partendo da un parallelo significativo: «Per affrontare la fragilità delle isole minori è necessario comprendere che esistono in Italia territori svantaggiati che condividono problematiche simili: penso alle aree montane e periferiche, realtà spesso dimenticate dallo Stato centrale». Con questo approccio Calderoli ha richiamato l’attenzione sulla necessità di costruire politiche territoriali differenziate, capaci di rispondere ai bisogni specifici delle comunità più isolate del Paese.

«Non basta parlare di autonomia se poi lasciamo intere comunità senza sanità, senza banche, senza trasporti, senza servizi essenziali» ha dichiarato, spiegando la filosofia dell’azione del governo: «Abbiamo lavorato su tre priorità: sanità territoriale, sostegno alla natalità e infrastrutture digitali. Dove mancano ospedali e medici non si può parlare di diritto alla salute. Dove i giovani sono costretti a emigrare, non c’è futuro».

Calderoli ha ricordato misure già sperimentate nelle aree montane e potenzialmente estendibili anche alle isole minori: punteggi incentivanti per portare medici e insegnanti nelle zone periferiche, agevolazioni fiscali per la prima casa, bonus per le giovani famiglie, interventi per contrastare lo spopolamento e semplificazioni per chi avvia attività produttive nei territori svantaggiati.

«La prima vera infrastruttura di cui hanno bisogno i territori fragili è la connettività. Senza banda larga, niente lavoro, niente telemedicina, niente scuola digitale. Restare diventa impossibile». Il Ministro ha poi annunciato che la stessa logica utilizzata per la Strategia Nazionale per la Montagna sarà applicata anche alle isole minori: «Serve una strategia nazionale per le isole, con strumenti concreti per trattenere popolazione e imprese. Le misure fiscali e amministrative vanno adattate al contesto insulare, non possiamo applicare soluzioni standard».

Calderoli chiude con un messaggio netto: «Non esistono territori di serie B. Le isole minori italiane hanno diritto agli stessi livelli di cittadinanza di ogni altro luogo del Paese. Restare non deve essere un sacrificio, ma una possibilità».