Chiave terrestre prorogata al 2026: più tempo per visitare la mostra
Chiave terrestre, la mostra dell’artista Giulia Piscitelli in corso al MUNAV – Museo Storico Navale di Venezia, a cura di Stefano Chiodi, resterà aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2026. La chiusura, originariamente prevista per il 23 novembre, viene eccezionalmente posticipata per consentire al pubblico di ammirare le opere dell’artista.
Chiave terrestre, organizzata e promossa da D’Uva, rappresenta la prima tappa di un percorso che intreccia i contenuti tematici e storici del mare con le sperimentazioni dell’arte contemporanea, aprendo nuove prospettive sul senso del viaggio, dell’incontro e della memoria.
Il Museo Storico Navale e il progetto di valorizzazione
Il Museo Storico Navale, istituito nel 1923 e di proprietà del Ministero della Difesa, è gestito dalla Marina Militare ed è parte del circuito dei musei militari affidati a Difesa Servizi, che ne cura la valorizzazione.
L’istituzione si sviluppa su cinque piani, per un totale di 42 sale e circa 6.000 metri quadrati espositivi, raccontando la storia della Repubblica Serenissima, della marineria veneziana e della Marina Militare.
L’evento culturale Chiave terrestre rientra nel progetto di valorizzazione del museo promosso da D’Uva, l’azienda concessionaria che da oltre un anno ne cura la gestione.
L’intervento artistico di Giulia Piscitelli
Le opere di Giulia Piscitelli, allestite lungo il percorso di visita del MUNAV, scandagliano il senso della navigazione come esperienza spirituale, del pericolo come soglia e del ritorno come promessa di salvezza. L’artista interviene senza alterare l’esistente, amplificandone la potenza narrativa.
Nell’architettura storica del Museo, tra modelli navali, sezioni dedicate alla marineria, mirabilia e antichi ex voto, l’artista inserisce interventi puntuali e discreti che dialogano con l’identità del luogo.
Un museo come palinsesto: visioni e simboli
Con Chiave terrestre, il Museo Storico Navale diventa palinsesto:
– il mare come specchio;
– la fede come ancoraggio;
– l’oro come luce e ferita.
Viaggio, salvezza, tecnica, volontà di conquista e consapevolezza del limite si intrecciano in un percorso aperto e sorprendente. Le opere della Piscitelli scuotono l’inerzia dello spettatore, ricordando la persistenza delle cose e l’illusione della durata, mentre l’acqua – prima e ultima frontiera dell’umanità – resta la chiave da cui dipende il nostro futuro comune.
Il catalogo della mostra
Il catalogo della mostra, edito da D’Uva, raccoglie l’introduzione di Ilaria D’Uva, i testi critici di Stefano Chiodi e Rita Selvaggio, e le immagini delle opere esposte, con fotografie di Amedeo Benestante.
Si ringrazia per la collaborazione la Galleria Fonti.



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