“L’evento organizzato – afferma Irene Sassetti, consigliera Cni con delega all’ingegneria del mare – vuole essere di stimolo al dibattito ed al confronto per potenziare la resilienza dei porti di fronte ai cambiamenti climatici, incrementando i piani di prevenzione e la programmazione e progettazione di opere di ingegneria di mitigazione. A questo si aggiungono quelle opere di ingegneria finalizzate a rendere più sostenibili dal punto di vista ambientale le infrastrutture portuali. Sistemi portuali ed ingegneria sono dunque uno stretto binomio. Intendo esprimere il mio ringraziamento al gruppo di lavoro del Cni che si occupa di ingegneria del mare costituito da presidenti, consiglieri ed esperti del settore degli ordini territoriali ed al Consiglio superiore dei lavori pubblici ed Assoporti, senza i quali questo evento non sarebbe stato possibile”.
Obiettivi e approccio tecnico dell’incontro
“L’evento del prossimo 7 maggio – spiega Andrea Ferrante, presidente della sezione Speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici e coordinatore del Gruppo di lavoro sui porti e l’ingegneria del mare del Cni – si pone molteplici finalità. Tra esse, sicuramente quella di stabilire una connessione forte tra i risultati incontrovertibili della ricerca applicata nel campo dei cambiamenti climatici e le dirette conseguenze sulla progettazione delle opere marittime e sull’eventuale adeguamento delle infrastrutture portuali esistenti. La buona ingegneria, infatti, si fonda anche sulla chiara consapevolezza dei fenomeni fisici in atto. Un’altra finalità è indubbiamente quella di mostrare come l’adattamento ai cambiamenti climatici (che rappresenta uno dei 6 macro-obiettivi di sostenibilità ambientale secondo il Regolamento UE 2020/852) è un tema da affrontare con rigoroso approccio ingegneristico (e non in modo vagamente qualitativo) quando si è chiamati alla redazione della relazione di sostenibilità all’interno del progetto di fattibilità tecnica ed economica”.
Al centro della giornata di lavori sarà posta la sessione tecnico-scientifica dove interverranno esperti di fama riconosciuta, come rappresentanti dell’Ingv, professori universitari e specialisti delle infrastrutture marittime. Tra i temi trattati, oltre all’innalzamento del livello del mare, vi saranno l’estremizzazione del clima e i conseguenti impatti sulla progettazione delle opere di ingegneria marittima. Ci si soffermerà anche su un caso di studio d’eccezione: il Sistema Mose di Venezia, una delle opere più complesse mai realizzate per la salvaguardia di una città storica e del suo patrimonio artistico, ma anche un laboratorio vivente in cui testare e valutare l’efficacia di soluzioni tecnologiche all’avanguardia.
Fonte: Adnkronos



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