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CULTURA – Roberto Rinaldi: subacqueo a 3 dimensioni

Del 4 Agosto 2016

Quando il mare ti entra dentro diviene parte del tuo sguardo.

Questo accade letteralmente ed esistenzialmente a Roberto Rinaldi.

Fotografo e cameraman subacqueo tra i più apprezzati del mondo, oggi si riscopre anche imprenditore con tanta creatività e un pizzico di ingegneria.

Quella che ci è voluta, insieme a tanto studio e a una enorme dose di intuizione, per costruire la sua invenzione. La Seacam C300, targata Rinaldi, effettua riprese subacquee in 3D high res.

Un prolungamento dello sguardo umano, leggero e maneggevole, che fa vivere anche a chi non è mai andato sott’acqua l’emozione del mare nascosto.

Quasi li riesci a toccare quei pesci che ti rimandano lo sguardo attraverso l’obiettivo senza spaventarsi.

A dirla così, sembra semplice. Soprattutto nel terzo millennio. E invece no, nessuno mai ci era riuscito. Tutte le riprese subacquee oggi avvengono con macchine pesanti e poco gestibili, traslate da quelle che si usano normalmente per le riprese esterne.

Ci sono voluti più di nove mesi di progettazione e di lavoro per avere tra le mani il primo esemplare della Seacam C300, qualche viaggio in Europa e tanta caparbietà: “io sapevo quello che volevo: filmare in 3D senza alcun limite. Essere libero in acqua, veloce, in grado di utilizzare tutte le ottiche e affrontare ogni situazione” ha commentato Rinaldi poco dopo il primo anno di riprese.

Un’idea semplice com’è semplice il mare e al tempo stesso geniale come è geniale il mare.

Fotografo e cameraman subacqueo, ma anche giornalista e comunicatore, autore e regista, direttore della fotografia ed editor, in oltre 30 anni di esperienza Rinaldi ha sempre saputo condividere con il pubblico la sua passione per il mare. Noto per aver lavorato a bordo dell’imbarcazione Calypso del Capitano Cousteau, ha collaborato con le più importanti riviste di settore italiane e internazionali. Sempre in giro per il mondo, nel 1988 è stato Campione Italiano di Fotografia Subacquea.

Insomma una vita dedicata a un racconto appassionato del mare, sempre di qualità e sempre più affinato nelle tecniche. Lo stesso racconto che oggi continua con il suo sogno in 3D.

La sua Seacam consente di avvicinarsi moltissimo agli oggetti, anche con immagini macro.

La particolare costruzione con due lenti simula lo sguardo umano.

E’, infatti, la differenza delle due immagini di un oggetto registrate dai due occhi a dare l’effetto tridimensionale.

La leggerezza del materiale e le dimensioni della macchina rendono facile la vita dell’operatore subacqueo che si muove con grande facilità sott’acqua.

Lo sguardo del comunicatore di Rinaldi poi fa il resto e tira fuori immagini emozionanti che diventano parti di un film, racconti, video promozionali.

Dalle prime riprese in 3D di un relitto romano a Ventotene fino alla partecipazione al recente film Uragans proiettato a giugno anche in alcune sale di Roma.

E in mezzo tante riprese in giro per il mondo: a Curaçao per un film sui delfini, a Cuba, filmando i coccodrilli, i cenotes e i coralli dei Jardines de la Reina per alcuni documentari 3D mandati in onda da Discovery Channel. E ancora Portorico o Bahamas per un film sugli squali. E poi il Mediterraneo: il corallo fiorito di Portofino, le grotte di Giannutri, i San Pietro tra le gorgonie di una secca al largo, i resti dei banchi del Canale di Sicilia e le reti delle tonnare, fino alle strutture e ai lavori sul relitto della Costa Concordia.

Diverse anche le collaborazioni con le Aree Marine Protette Italiane, tra cui proprio quella delle Secche di Tor Paterno al largo di Ostia.

Seacam C300 è una macchina tanto performante da aver valso a Rinaldi nel 2015 il premio per miglior stenografo europeo e il premio Lumiere per il miglior film in 3D europeo.

Un’invenzione dalle enormi potenzialità, ideata nel Lazio.

Un’occasione per il nostro Paese di innovare la comunicazione di mare nata dalla passione di un suo profondo e creativo conoscitore.

E come potevano essere i suoi occhi se non blu come il mare?