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Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge sulla sicurezza delle attività subacquee

Nel numero 21 del 27 gennaio 2026 entra in vigore il nuovo quadro normativo per la dimensione subacquea dell’economia del mare
Dimensione subacquea

C’è un momento preciso in cui una politica pubblica smette di essere un’intenzione e diventa realtà. Per la dimensione subacquea dell’economia del mare italiana, quel momento coincide con la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale, Anno 167° – Numero 21 di martedì 27 gennaio 2026, della Legge 26 gennaio 2026, n. 9, recante Disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee.

È questa la vera notizia. Non un annuncio, non un indirizzo programmatico, ma l’ingresso in vigore di un quadro normativo organico che riconosce e disciplina uno dei segmenti più complessi, strategici e finora meno visibili dell’economia del mare: quello che opera sotto la superficie.

Il mare contemporaneo non è più solo linea di costa, porto o rotta commerciale. È uno spazio tridimensionale, dove sotto il livello dell’acqua si concentrano attività essenziali: manutenzione delle infrastrutture portuali, posa e gestione di cavi e condotte, operazioni offshore, monitoraggio ambientale, ricerca scientifica, utilizzo di mezzi subacquei avanzati.

Per anni questo universo ha sostenuto pezzi fondamentali della crescita marittima del Paese senza un riconoscimento normativo proporzionato alla sua importanza. La Legge n. 9/2026 nasce proprio da questa asimmetria: un settore strategico che cresceva più velocemente delle regole che lo governavano.

Il cuore del provvedimento è un messaggio chiaro: la sicurezza delle attività subacquee non è un tema settoriale, ma una precondizione dello sviluppo dell’economia del mare. Le operazioni in immersione, per loro natura, espongono persone, mezzi e infrastrutture a rischi elevati. Regolarle in modo frammentato significa accettare un livello di incertezza incompatibile con un’economia blu moderna e competitiva.

La legge ribalta l’approccio: la sicurezza non è più solo tutela del lavoratore, ma fattore abilitante per le imprese, per gli investimenti e per l’innovazione tecnologica. È la base su cui costruire fiducia, continuità operativa e qualità del lavoro.

Uno degli effetti più rilevanti della nuova disciplina è la messa a sistema di un settore che esisteva già, ma spesso operava ai margini di un quadro unitario. Operatori subacquei, tecnici iperbarici, imprese specializzate: professionalità altamente qualificate che la legge porta finalmente dentro un perimetro riconosciuto.

Questo significa regole comuni, criteri di qualificazione, percorsi formativi più chiari e una maggiore trasparenza. In altre parole, significa trasformare un insieme di attività specialistiche in una filiera riconoscibile dell’economia del mare.

Con l’entrata in vigore della legge, la dimensione subacquea diventa anche oggetto di governance. Non più competenze disperse, ma una regia istituzionale che coordina sicurezza, autorizzazioni, prevenzione delle interferenze e tutela degli interessi nazionali.

Questo passaggio è tutt’altro che formale. In un contesto in cui sotto il mare si intrecciano interessi economici, ambientali, tecnologici e strategici, il coordinamento pubblico diventa essenziale per evitare conflitti, inefficienze e rischi sistemici.

Un altro elemento centrale della legge è l’attenzione alle infrastrutture subacquee, spesso invisibili ma decisive. Cavi sottomarini, condotte energetiche, installazioni e sistemi di monitoraggio costituiscono l’ossatura nascosta di servizi essenziali.

Riconoscerne la rilevanza significa affermare che la protezione del mare profondo è parte integrante della sicurezza economica e ambientale del Paese. La dimensione subacquea non è più uno spazio neutro, ma un ambiente da conoscere, presidiare e governare.

Gli effetti della legge si rifletteranno su molte filiere dell’economia del mare. Nei porti, dove le attività subacquee sono fondamentali per la funzionalità delle infrastrutture. Nell’offshore energetico, dove sicurezza e affidabilità sono condizioni imprescindibili. Nella ricerca e nel monitoraggio ambientale, sempre più legati a tecnologie subacquee avanzate.

La chiarezza normativa consente alle imprese di pianificare, investire e innovare con maggiore stabilità, favorendo un salto di qualità dell’intero sistema mare.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 26 gennaio 2026, n. 9 segna dunque un passaggio chiave: l’Italia riconosce che il futuro dell’economia del mare passa anche – e sempre di più – da ciò che accade sotto la superficie.

Portare regole, sicurezza e visione in questo spazio significa costruire un’economia del mare più matura, più tecnologica e più responsabile. Un’economia che non si limita a navigare, ma che sa anche scendere in profondità per creare valore duraturo.

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge sulla sicurezza delle attività subacquee
Roberta Busatto

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".