Si è concluso oggi, presso l’Arena SU.PORT della fiera Key Energy di Rimini, il panel dedicato al ruolo strategico dei porti italiani nello sviluppo dell’eolico offshore, un comparto chiave per la transizione energetica nazionale.
L’incontro ha visto il confronto tra istituzioni, autorità portuali e imprese, confermando che l’Italia possiede le competenze e la posizione geografica per diventare un leader europeo nel settore delle rinnovabili marine.
Il ruolo dei porti italiani nell’eolico offshore
Al centro del dibattito, moderato da Fulvio Mamone Capria, Presidente AERO, è emersa con chiarezza la maturità della filiera industriale nazionale, ormai pronta ad avviare le attività a supporto dei progetti di eolico offshore.
Tuttavia, per trasformare il potenziale in risultati concreti, è necessario un impegno immediato da parte del Governo.
Al tavolo dei relatori è intervenuta la dott.ssa Marilena Barbaro, Direttore Generale del MASE, che ha confermato l’impegno del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nel portare avanti il lavoro sul Decreto Porti e nel mappare le migliori pratiche europee per il settore.
Il punto cruciale resta lo sblocco dei fondi: è stata ribadita la necessità di procedere con lo stanziamento definitivo dei 78 milioni di euro previsti dal Decreto Porti. Tali risorse sono considerate fondamentali per avviare gli interventi necessari a rendere le infrastrutture portuali il fulcro della nuova economia del mare.
“Siamo fiduciosi che il 2026 rappresenti l’anno di svolta per il settore,” ha dichiarato il Presidente AERO Mamone Capria. “La filiera industriale è ai blocchi di partenza: confidiamo nell’avvio delle prime aste competitive già entro l’anno, a patto che venga affiancato il piano dei finanziamenti per le infrastrutture necessarie all’assemblaggio delle turbine e alla costruzione dei galleggianti.”
Le autorità portuali coinvolte
Fondamentale il contributo delle tre Autorità di Sistema Portuale maggiormente coinvolte in questo processo di trasformazione:
- Francesco Di Sarcina – AdSP Mare di Sicilia Orientale (Augusta)
- Francesco Benevolo – AdSP Mare Adriatico Centro Settentrionale (Ravenna)
- Giovanni Gugliotti – AdSP Mar Ionio (Taranto)
È stato sottolineato come gli investimenti in ammodernamento delle infrastrutture esistenti, i dragaggi necessari per l’operatività dei siti e gli adeguamenti delle banchine siano passaggi imprescindibili per permettere lo sviluppo di attività industriali ad alto valore aggiunto, come la produzione, l’assemblaggio e il varo di componenti complessi destinati agli impianti eolici galleggianti.
La filiera industriale pronta agli investimenti
La prospettiva industriale è stata arricchita dagli interventi tecnici di:
- Enrico Azzarello (Euroports)
- Pietro B. Coniglio (ISLA)
- Sesto Avolio (Oristano Cap.)
I relatori hanno confermato che la supply chain italiana è già operativa e in attesa di segnali definitivi dal Governo per dare il via agli investimenti su larga scala.
L’impegno condiviso tra istituzioni e aziende, emerso dal confronto a Rimini, segna un passo avanti verso l’obiettivo di rendere l’Italia un hub tecnologico e produttivo per l’energia rinnovabile offshore, capace di competere nel panorama europeo.



Economia delle Isole - Island Economy
Dimensione Subacquea- Underwater Economy
Space&Blue Magazine
Economia del Mare - Un Governo del Mare
Le Zone Economiche Esclusive(ZEE) italiane al servizio della Blue Economy- Roma
3° Forum Space&Blue 2025
Piano del Mare
Esperti dell'Economia del Mare
Economia del Mare nel Mondo
Blue Forum Italia Network