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ESG: oltre gli acronimi per creare valore

L’editoriale di Roberta Busatto sul convegno di Assiterminal
ASSITERMINAL - PORTI in CONNESSIONE - ESG

Il convegno “Porti in connessione – ESG, IA, CSRD: oltre gli acronimi, soluzioni e opportunità”, organizzato da Assiterminal e tenutosi lo scorso 5 dicembre presso Confitarma a Roma, è stato un’importante occasione per riflettere sul ruolo strategico dei porti italiani in un’epoca di transizione ecologica e digitale.

Moderare un evento di questa portata mi ha permesso di osservare da vicino come, nonostante la complessità e la volatilità del nostro tempo, sia fondamentale dare sostanza a idee, progetti e visioni per guidare il cambiamento.

Al centro della discussione, il tema ESG oggi sempre più presente nelle agende delle aziende italiane. L’entrata in vigore in Italia del Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125, che recepisce la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), segna una svolta per il settore. L’obbligo di rendicontazione ESG riguarda infatti una vasta gamma di imprese, dalle grandi aziende alle PMI quotate, fino alle società con capogruppo extra-UE. Questo cambiamento richiede un profondo ripensamento strategico, ma offre anche straordinarie opportunità.

Il tema può essere affrontato da vari punti di vista, scegliendo uno dei tre capisaldi (Environmental, Social and Governance), cogliendo le opportunità per trasformare la visione sociale delle aziende – in questo caso portuali – o per forzare le istituzioni a guidare tale processo di cambiamento.

La sensazione generale è che in Italia e nel settore marittimo qualcosa si stia muovendo, ma che manchino ancora delle linee guida univoche e chiare a disposizione delle aziende portuali per poter realmente trasformare il vincolo ESG in reale opportunità, a parte ovviamente le direttive europee e il sacrosanto principio di fondo della responsabilità sociale e ambientale d’impresa.

Assiterminal ha colto nel segno e ha iniziato – come consuetudine – a lavorare per trasformare tale idea in programma operativo a supporto delle imprese.

Di certo, i relatori che si sono susseguiti hanno evidenziato la portata del processo, dimostrando come ancora una volta i porti rappresentino un crocevia fondamentale tra sostenibilità ambientale, sviluppo economico e responsabilità sociale. Nell’attuale contesto di transizione ecologica, i porti sono chiamati a svolgere un ruolo chiave come hub non solo logistici ma anche energetici e tecnologici.

Le sfide principali riguardano la riduzione dell’impatto ambientale, attraverso iniziative come l’elettrificazione delle banchine, l’utilizzo di carburanti alternativi e l’adozione di tecnologie innovative per migliorare l’efficienza operativa.

Allo stesso tempo, l’integrazione di criteri ESG nei processi decisionali è essenziale per rispondere alle crescenti aspettative di investitori, clienti e comunità locali.

Il principio di doppia materialità, discusso durante l’evento, evidenzia come i porti debbano considerare sia l’impatto delle loro attività sull’ambiente e sulla società sia i rischi che i cambiamenti climatici e sociali possono avere sulle loro operazioni. In questo senso, l’implementazione della direttiva CSRD rappresenta un’opportunità per i porti di migliorare la trasparenza e di costruire un rapporto di fiducia con gli stakeholder.

Infine, la dimensione “sociale” del modello ESG nei porti si riflette anche nell’attenzione al benessere dei lavoratori, come sottolineato in particolare da Cesare Damiano, e nella necessità di promuovere un welfare aziendale più inclusivo e innovativo. Questo approccio non solo aumenta la competitività delle imprese portuali ma contribuisce a creare un ecosistema resiliente e capace di affrontare le sfide del futuro.

Una menzione a parte al tema dell’Intelligenza Artificiale, certamente strumento di interconnessione e innovazione. Da monitorare quanto riuscirà a sostenere realmente il progresso ambientale e sociale delle imprese.

L’evento ha sottolineato come i porti italiani siano già sulla buona strada, ma ha anche lanciato un appello a rafforzare ulteriormente le connessioni tra tecnologia, sostenibilità e innovazione per posizionare il sistema portuale italiano come leader globale nel settore.

La vera sfida sarà quella di trasformare queste ambizioni in azioni concrete, superando la logica degli acronimi per adottare soluzioni che creino valore duraturo. La rotta è tracciata: è ora di accelerare. Tutti.

Roberta Busatto