Federpesca ha inviato una nota formale al Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera per segnalare le criticità applicative derivanti dalla recente riforma dell’articolo 328 del Codice della navigazione, introdotta dalla legge 2 dicembre 2025, n. 182.
Le novità introdotte dalla riforma
La nuova normativa, entrata in vigore il 18 dicembre 2025, modifica in modo significativo le modalità di stipula dei contratti di arruolamento dei marittimi, prevedendo l’eliminazione dell’atto pubblico e introducendo nuovi obblighi formali a carico del comandante o dell’armatore, con specifiche responsabilità anche in termini di validità del contratto.
Le criticità per il settore della pesca
Secondo Federpesca, la riforma – pur ispirata a finalità di semplificazione – solleva numerosi interrogativi per il settore della pesca, caratterizzato da peculiarità operative e organizzative differenti rispetto ad altri ambiti del lavoro marittimo. In particolare, emergono incertezze interpretative in relazione agli adempimenti a carico dei comandanti.
La richiesta di confronto istituzionale
Per questi motivi, Federpesca ha chiesto l’attivazione di un confronto urgente con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, al fine di valutare congiuntamente le problematiche applicative della nuova disciplina e individuare soluzioni operative chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale, in grado di garantire certezza giuridica alle imprese e tutela ai comandanti e agli equipaggi.



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