
Il Comandante Aeronavale Centrale della Guardia di Finanza Gen. C.A. Stefano Screpanti è intervenuto in rappresentanza del Corpo e del Comandante Generale Gen. C.A. Andrea De Gennaro alla quarta edizione del Forum Risorsa Mare di La Spezia, l’evento promosso dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci e organizzato da TEHA Group.
In apertura del suo intervento, il Generale Screpanti ha ricordato che è responsabilità della Guardia di Finanza assicurare, quale unica polizia del mare fra le forze di polizia nazionali, la sicurezza del mare, con una missione rivolta in particolare al contrasto dei traffici illeciti via mare, alla sorveglianza delle frontiere marittime e alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica nell’ambiente marittimo.

Proprio la sicurezza marittima è una delle sedici direttrici su cui si fonda il “Piano del Mare 2026 – 2028”, che contiene gli indirizzi strategici della politica marittima nazionale, evidenziando la necessità di una risposta multilivello, inter-agenzia e interministeriale di sorveglianza e controllo delle acque di interesse nazionale, quale fattore abilitante per l’attività di tutti gli operatori del cluster marittimo nazionale ed internazionale.
IL CONTESTO GEOPOLITICO
“Queste considerazioni trovano una rafforzata attualità anche alla luce della generale crisi energetica ed economica che si sta diffondendo a livello globale per effetto del blocco dello Stretto di Hormuz” – ha sottolineato Screpanti, evidenziando due conseguenze primarie:
- “Tale scenario determina una maggiore presenza attiva di forze militari, di difesa e di supporto logistico in un teatro extra-mediterraneo, rendendo lo spazio marittimo più vicino all’Europa maggiormente vulnerabile a minacce di diverso tipo, sia riconducibili ad atti e offese proprie della cosiddetta “guerra ibrida”, sia di carattere più marcatamente criminale, come i traffici illeciti di merci.”
- “Le precedenti crisi economiche ci hanno insegnato che in questi momenti di tensione e incertezza sussiste il rischio di una intensificazione e una diversificazione dei traffici illeciti, anche via mare.”
Infatti “oltre al prevedibile aumento del contrabbando dei prodotti petroliferi sul territorio come segnale di un incremento dei traffici illeciti in scenari di crisi economica come quella generata da Hormuz, non si può escludere che movimentazioni occulte o illegali possano riguardare anche settori economici che sul petrolio e derivati fondano i propri processi produttivi, come quello farmaceutico e petrolchimico, i semiconduttori e microchip, le materie plastiche, le fibre tessili, i prodotti cosmetici e, in genere, i prodotti chimici di uso quotidiano.”
Con specifico riferimento ai prodotti petroliferi, il confronto tra i risultati conseguiti sul territorio dalla Guardia di Finanza nel semestre marzo-agosto 2026, successivo alla crisi di Hormuz, e quelli dell’analogo periodo del 2025 evidenzia un incremento del 41% dei soggetti denunciati, del 90% del prodotto accertato come consumato in frode e del 43% del prodotto sequestrato.
IL RUOLO DELLA GUARDIA DI FINANZA
“In questo scenario, per una forza di polizia come la Guardia di Finanza è evidentemente richiesto uno sforzo maggiore nelle aree marittime che rientrano nella responsabilità nazionale e in quelle dell’alto mare a queste più prossime.” – ha sottolineato Screpanti.
Ed è per questo che il Corpo “ha da tempo optato per un modello organizzativo complesso ma connotato da linee d’azione ispirate a dinamicità e flessibilità, basato sulla stretta sinergia fra operazioni aeronavali e investigazioni sul territorio nazionale e aperto alla cooperazione con tutte le altre istituzioni competenti nel settore, oltre che dotato di tecnologie avanzate.
Un modello che punta sull’anticipazione dell’azione di contrasto delle attività criminali via mare per intercettare le possibili minacce già in prossimità delle aree ove le stesse originano.”
IL DISPOSITIVO DI PROIEZIONE DEL CORPO
Il Generale Screpanti ha quindi illustrato il dispositivo di proiezione del Corpo, da cui dipendono gli assetti aerei e navali più performanti, “in grado di sorvegliare, dal mare e dal cielo, aree marittime lontane dal nostro territorio, dotato di sofisticati sistemi tecnologici per poter individuare e monitorare gli obiettivi per lungo tempo e da notevole distanza, senza esser visti, oltre che, se necessario, di intervenire per reprimere le attività criminali in mare con appositi team di abbordaggio.”
Il dispositivo di proiezione fa capo al Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare, da cui dipendono i gruppi aeronavali di Cagliari, Messina e Taranto ed il Gruppo Esplorazione Aeromarittima.
Se le minacce via mare riescono a raggiungere la costa, entra in azione, invece, il dispositivo regionale, in grado di intervenire rapidamente anche grazie a vedette velocissime e di assicurare il raccordo investigativo ed operativo con i reparti della Guardia di Finanza sul territorio.
“Il dispositivo regionale” – ha rimarcato il Gen. Screpanti – “fa capo a 15 reparti aeronavali, 16 stazioni navali, 13 sezioni aeree e 15 nuclei sommozzatori distribuiti lungo gli 8.000 km di costa nazionale.
Nel complesso i dispositivi aeronavali di proiezione e regionali, che operano sempre in modo integrato e coordinato fra loro, possono contare su una flotta di 409 mezzi navali (comprese le unità addestrative), 59 mezzi aerei (tra velivoli ed elicotteri) e 104 sistemi a pilotaggio remoto.”
IL QUADRO NORMATIVO
A rafforzare l’azione della Guardia di Finanza contribuisce anche “un quadro normativo di settore che conferisce ai suoi appartenenti ampi poteri di controllo nel mare territoriale, per il contrasto ai traffici di stupefacenti, all’immigrazione clandestina, agli illeciti doganali; poteri che, per effetto della legge 7 maggio 2026, n. 70 possono ora essere esercitati anche nella più ampia area di competenza nazionale denominata “zona contigua”, per prevenire e punire le violazioni in materia doganale, fiscale, sanitaria e di immigrazione che possono interessare il territorio nazionale, le acque interne o il mare territoriale.”
“L’azione di sorveglianza in profondità ne esce evidentemente rafforzata, poiché si determina un’anticipazione della soglia di intervento rispetto al mare territoriale, legittimando attività di monitoraggio, controllo, identificazione e ispezione in una fascia più prossima all’alto mare per prevenire e reprimere specifiche violazioni in danno degli interessi economici e della sicurezza dello Stato, con un connesso potenziamento anche delle capacità di analisi e di intelligence.” – ha sottolineato.
LA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE
Come ha spiegato il Gen. Screpanti: “La crisi dello Stretto di Hormuz, poi, pone al centro dell’attenzione un ulteriore rafforzamento della collaborazione internazionale, che, come ricorda il Piano del Mare nazionale, assurge a strumento fondamentale per affrontare problematiche non risolvibili altrimenti, per essere il mare, oggi, al centro di molte delle sfide globali in atto.
Profondamente convinta di questa argomentazione, la Guardia di Finanza, proprio nel settore della sicurezza del mare, ha sempre perseguito l’obiettivo di collocare la propria azione in una strategia europea e sovrannazionale.”
In questo quadro si inserisce la storica collaborazione con l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera – Frontex, che dal 2007 si sviluppa lungo cinque direttrici:
- il coordinamento delle operazioni di sorveglianza della frontiera marittima europea svolte in Italia da parte del Centro di Coordinamento Internazionale – ICC, presente presso il Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare, a partire dal 2011;
- la diretta partecipazione di assetti aerei e navali del Corpo, oltre che di personale, alle operazioni congiunte svolte all’estero, attualmente in Grecia e Spagna;
- l’imbarco di personale della Guardia di Finanza a bordo di mezzi aerei e navali stranieri impiegati nelle operazioni congiunte coordinate dall’Italia quali “liaison officers”;
- l’adesione a iniziative di “staff exchange”, ovvero di scambio reciproco di personale con lo scopo di accrescere la conoscenza delle tecniche operative e delle tecnologie di altri Paesi membri;
- la costante partecipazione a 30 operazioni congiunte negli ultimi sei anni.
Particolare rilievo va inoltre riconosciuto alle missioni internazionali che hanno lo scopo di supportare, dal punto di vista tecnico, logistico e amministrativo, le autorità deputate alla sicurezza del mare in altri Paesi, per aumentare le loro capacità di prevenzione e contrasto all’immigrazione clandestina e alle altre attività criminali in ambiente marittimo.
Queste missioni sono attualmente in corso, con la diretta partecipazione di personale del Corpo, in Libia, Montenegro e Tunisia, cui si aggiunge la presenza, da oltre 25 anni, di una struttura operativa della Guardia di Finanza in Albania per concorrere al contrasto dei traffici illeciti via mare e alla scoperta, su quel territorio, tramite operazioni di telerilevamento aereo basate su tecnologie avanzate, di piantagioni di droga.
TRAFFICO DI STUPEFACENTI IN MARE
Un importante avanzamento nella collaborazione internazionale della Guardia di Finanza ha recentemente riguardato quella che oggi rappresenta la principale minaccia nel traffico di stupefacenti via mare: la crescente diffusione delle imbarcazioni ad alta velocità, le cosiddette “go fast”, che stazionano nell’Oceano Atlantico e nel Mare di Alborán in attesa di ricevere o recuperare, con varie modalità, carichi di cocaina o hashish da sbarcare poi sulle coste europee.
“Consapevole delle dimensioni e della gravità di questo fenomeno, che incide direttamente sulla sicurezza e sulla tenuta sociale della collettività europea, il dispositivo aeronavale della Guardia di Finanza ha preso parte a due importanti operazioni gestite dalle competenti autorità estere:
- La prima, denominata “Alfa – Lima”, diretta dalla Guardia Civil spagnola, si è svolta lo scorso aprile e si è conclusa, tra l’altro, con l’arresto di 54 soggetti, il sequestro di circa 11 tonnellate di cocaina, di oltre 8 tonnellate di hashish e 18 natanti.
- La seconda, denominata “Alboran”, diretta dalle autorità portoghesi, ha avuto luogo lo scorso mese di luglio e si è conclusa con il rinvenimento di circa 5 tonnellate di cocaina sia a bordo di un’imbarcazione, sia spiaggiate o gettate in mare dai trafficanti.
“Nella precisa direzione di porre un argine a questo pericoloso – per diffusione ed entità – fenomeno di impiego di natanti veloci che presidiano costantemente ampi tratti di mare per aggredire, con i loro traffici, il territorio europeo, la Guardia di Finanza ha in corso mirate interlocuzioni con le competenti autorità estere, anche nel quadro delle iniziative coordinate dal Maritime Analysis and Operations Centre di Lisbona, per il tramite della Direzione Centrale dei Servizi antidroga del Ministero dell’Interno italiano, allo scopo di sviluppare ulteriori progettualità operative.”
CONCLUSIONE
In conclusione del suo intervento il Gen. Screpanti ha voluto sintetizzare così l’azione del Corpo a tutela della sicurezza in mare: “L’esperienza maturata dalla Guardia di Finanza come polizia del mare ci porta quindi ad affermare che la sicurezza marittima non può limitarsi alla sorveglianza e al controllo degli spazi marittimi di diretto interesse nazionale, ma deve estendersi anche a quelle aree al di fuori delle diverse giurisdizioni nazionali, che vengono utilizzate dalle grandi organizzazioni criminali transnazionali per aggredire gli interessi dei singoli Paesi e di tutta l’Europa.”
“Questo obiettivo” – ha detto – “che diventa prioritario proprio nell’attuale contesto connotato da forti tensioni globali, può essere realizzato solo attraverso un’azione coordinata, condivisa e integrata in una visione unitaria, fra tutte le istituzioni civili e militari, nazionali ed europee a vario titolo competenti nel settore, nel rispetto delle reciproche competenze e capacità professionali, unitamente allo sviluppo e alla valorizzazione di un patrimonio tecnologico avanzato e all’avanguardia.”

Roberta Busatto
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".


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