Il contributo italiano alla Strategia industriale marittima europea, approvato dal Cipom il 25 giugno 2025, costituisce il quadro di riferimento delle considerazioni che seguono.
L’industria cantieristica e sistemistica navale contribuisce per 9,4 Mld. € alla crescita economica nazionale, rappresentando, insieme al trasporto marittimo, uno dei principali settori che generano valore aggiunto nell’ambito dell’economia del mare, anche grazie al suo elevato effetto moltiplicatore. Tale industria deve confrontarsi con la concorrenza asiatica, particolarmente temibile in ragione del minor costo del lavoro, della flessibilità delle relative norme per la tutela ambientale e di un sistema di aiuti pubblici e di crediti attagliato all’esigenza e molto efficace.
I cantieri asiatici hanno già eroso le capacità costruttive italiane ed europee nei segmenti a minor tasso di complessità, quali le navi porta contenitori, liquidi e rinfuse.
È dunque importante che l’Europa – e in particolare l’Italia – concentri gli sforzi per competere là dove è ragionevole attendersi dei risultati, in particolare nel segmento delle costruzioni ad alta complessità, quali le navi militari, da crociera e quelle specialistiche, oltre all’industria della subacquea nel suo complesso, in cui essa conserva un sensibile vantaggio tecnologico.
Un discorso a parte merita il segmento dei traghetti, che è importante attenzionare per la consistenza della flotta (l’Italia è prima al mondo per numero di navi Ro-Ro), per le intrinseche capacità duali e per la funzione di raccordo per la continuità territoriale e conseguentemente, di coesione sociale.
In tale contesto, le norme europee volte a promuovere il processo di decarbonizzazione stanno provocando un repentino rinnovo della flotta da parte degli armatori, con un incremento della domanda che è importante intercettare.
Altre Nazioni hanno redatto un loro contributo per i lavori della Commissione. In particolare:
- la Germania e l’Olanda hanno congiuntamente proposto dei documenti sbilanciati verso il sostegno della cantieristica, a fronte di misure penalizzanti per l’armamento;
- la Polonia, nella sua qualità di presidente pro tempore del Consiglio Europeo, ha promosso la dichiarazione di Stettino, che l’Italia non ha sottoscritto.
A differenza di altri Paesi, l’Italia beneficia di una componente armatoriale particolarmente intraprendente e, nella cantieristica, vanta in Fincantieri un campione con ambizioni globali nella navalmeccanica e nella subacquea.
Per la nostra Nazione è quindi importante compenetrare entrambe le esigenze della cantieristica navale e dell’armamento, incentivando e sostenendo la prima ma evitando misure protezionistiche che penalizzerebbero il secondo.
Nella seduta del 25 giugno 2025, il Cipom ha approvato il contributo nazionale alla redazione della strategia industriale marittima europea, che è stato poi trasmesso alla Commissione, tramite la Rappresentanza italiana presso l’UE. In sintesi, il documento mira a:
– concentrare gli incentivi sui cantieri che producono piattaforme a maggiore complessità, promuovendone l’innovazione e la digitalizzazione, evitando che le risorse UE si disperdano in più rivoli;
– annoverare esplicitamente la tecnologia subacquea tra i segmenti da sostenere, in ragione del vantaggio guadagnato dall’Italia in questa particolare dimensione;
– massimizzare la contaminazione tra la cantieristica militare e quella civile, promuovendo applicazioni duali, catene di fornitura resilienti e innovazioni all’avanguardia, valorizzando le competenze civili all’interno dei cantieri militari e viceversa.



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