Home > Economia del Mare Magazine Speciale Lazio, Interviste > INTERNAZIONALIZZAZIONE – Intervista a Mourad Fradi, Presidente della Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria

INTERNAZIONALIZZAZIONE – Intervista a Mourad Fradi, Presidente della Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria

Del 4 Agosto 2016

YMF: Blue Tunisia – Lazio International

Intervista a Mourad Fradi,

Presidente della Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria

Foto evento Yacht Med Festival 2014 Gaeta, 24 Aprile - 1 Maggio 2014 Photo ©Francesco Rastrelli - ©Roberta Roccati - ©Roberto Della Noce protected by Copyright. Citazione Autore obbligatoria Editorial use only. Solo uso ufficio stampa YMF 2014

Quali sono gli obiettivi dello YMF: Blue Tunisia – Lazio International?

“Con questa prima edizione intendiamo rafforzare la collaborazione e l’interscambio tra l’Italia, e in particolare la Regione Lazio, e la Tunisia. Diffondere la cultura dell’Economia del Mare in Tunisia e in tutto il Nord Africa, in particolar modo in Algeria, visti gli ottimi rapporti che legano i due Paesi. E ancora, rendere il Porto di Gammarth un importante hub nel Mediterraneo. Inoltre questo progetto permetterà alle imprese in Tunisia di migliorare la competitività grazie al know how italiano nei settori dell’Economia del Mare e  soprattutto della nautica”.

 

Quale impatto sta avendo questo progetto sulle istituzioni?

“Abbiamo già creato dei partenariati in Italia e in Tunisia volti alla collaborazione con diversi Ministeri, Istituzioni e Associazioni di Categoria, tra le più rappresentative dei settori di riferimento dell’Economia del Mare, ovvero turismo, trasporti, agricoltura e pesca, nautica e altri.

Da parte di tutti questi soggetti c’è stato un coinvolgimento davvero significativo, consapevoli dell’importanza che l’evento può rappresentare per la Tunisia, per il rilancio della sua immagine e del suo business, ma anche per intensificare le relazioni da sempre privilegiate con l’Italia.

Una partecipazione totale e incondizionata al progetto per concorrere al suo successo”.

 

Perché la scelta di partire dal Lazio?

“Siamo partiti dal Lazio attraverso la nostra partecipazione allo Yacht Med Festival di Gaeta; di lì abbiamo iniziato a creare delle sinergie con le imprese regionali già da quattro anni, cogliendone l’interesse per il mercato tunisino.

Abbiamo quindi lavorato con il Presidente di Unioncamere Lazio nonché della Camera di Commercio di Latina, il Dott. Vincenzo Zottola, per portare lo Yacht Med Festival in Tunisia.

La Regione Lazio, attraverso i suoi programmi di internazionalizzazione, ci ha dato una grande opportunità di realizzare il nostro progetto.

Dobbiamo anche considerare un altro dato importante, ovvero che il Lazio è una delle regioni più presenti in Tunisia accanto alla Lombardia e alla Sicilia”.

 

Quali opportunità ci sono per le imprese laziali in Tunisia?

“La manifestazione prevede numerose conferenze economiche settoriali alla presenza di illustri relatori del mondo istituzionale, associativo e imprenditoriale, che mirano a rafforzare la collaborazione tra la Regione Lazio, l’Italia e la Tunisia su temi specifici e creare progetti di partenariato e di internazionalizzazione concreti.

Sono in programma anche numerosi incontri btob tra imprenditori laziali e tunisini.

La Tunisia oggi con il suo nuovo Codice degli Investimenti dà opportunità concrete agli investitori stranieri, avendo un sistema fiscale agevolato per le aziende a partecipazione straniera, costo della manodopera e dell’energia molto bassi e natu­ralmente la vicinanza ai mercati che si affacciano sulle sponde del Mediter­raneo. In questo senso, la Camera di Commercio Tuniso – Italia opera da più di trent’anni quale trait d’union privilegiato tra i due Paesi, per favorire l’avvio di nuove collaborazioni e creare le migliori condizioni di business in senso bilaterale”.

 

Che ruolo occupa l’Economia del Mare per la Tunisia?

“Basta fare un passo indietro nella storia e ricordare che l’antica città di Cartagine era definita “Impero del Mare”, in ragione della sua talassocrazia fondata sulla predominanza del proprio commercio marittimo e su una posizione di cerniera, che la resero la potenza dominante del Mediterraneo occidentale e principale centro dei traffici.

Oggi la volontà è quella di rafforzare progressivamente l’importanza e l’incidenza del settore dell’Economia del Mare in Tunisia, affinchè possa rappresentare quote sempre maggiori del PIL nazionale, in virtù anche dei suoi 2.290 km di costa.

Ritengo che la Tunisia possa giocare un ruolo importante nello sviluppo dell’economia del mare, in virtù della sua posizione geografica privilegiata, per la quale funge da perfetto punto di snodo marittimo tra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente.

Sfruttare al massimo questo aspetto, significa essere in grado di creare nuo­vi posti di lavoro, migliorare la propria situazione economica e più in generale incrementare i flussi economici e commerciali con i paesi adiacenti, tra cui ovviamente l’Italia”.

 

In che modo l’asse Italia-Tunisia può allargarsi al Mediterraneo?

“Sono convinto che l’Asse Italia – Tunisia rappresenti un hub strategico non solo per il Maghreb ma anche per tutta l’Africa.

Come Camera di Commercio Tuniso – Italiana abbiamo in questi ultimi anni creato diversi progetti di partenariato tra aziende italiane e tunisine che han­no permesso di sviluppare business nei paesi dell’Africa Subsaha­riana. In questi 45 Paesi, secondo le stime del Fondo monetario, il PIL crescerà cumulativamente del 26,3 per cento tra il 2015 e il 2020.

Sono convinto che il Mediterraneo possa essere una vera locomotiva per tutta l’imprenditoria, soprattutto per l’Economia del Mare, considerando l’enorme potenziale che detengono i Paesi che vi si affacciano.

La sfida imminente sarà pertanto quella di sensibilizzare i singoli Paesi verso una maggiore cooperazione con le aree limitrofe per lo sviluppo degli affari marittimi, così come previsto dalle politiche europee.

Con lo Yacht Med Festival: Blue Tunisia – Lazio International, e attraverso le conferenze tematiche in programma, si vuole porre ancora di più l’accento sulla necessità di sviluppare questo settore e creare un primo laboratorio in Tunisia per mettere a confronto, esperienze, idee, suggerimenti, grazie alla presenza delle istituzioni e di esperti dei settori”.

 

L’evento sarà l’occasione per lanciare il nuovo label Made in Med. Quali sono i suoi obiettivi?

“Il label Made in Med è stato creato con l’obiettivo di promuovere, grazie alla collaborazione di partner locali ed esteri, il prodotto dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, creando un marchio di filiera che vada a connotare non il Paese bensí il territorio comune di pertinenza, ovvero il Mediterraneo stesso.

Il label mira a mantenere gli standard produttivi e qualitativi certificati da aziende internazionali come Rina Service Spa, partner della nostra manifestazione, per facilitare la tracciabilità e la certificazione, favorendo le esportazioni”.

 

Come sta evolvendo il Paese e quali sono le prospettive per il sistema economico tunisino?

“Oggi la Tunisia sta vivendo delle mutazioni geopolitiche di un certo spessore. Il cambiamento nel Paese non è stato di certo semplice e agevole, ma l’aspetto più importante su cui ci dobbiamo soffermare è che i tunisini, grazie al supporto della società civile, alla maturità e consapevolezza politica, sono stati in grado di portare avanti il processo di transizione con la moderazione necessaria e costruttiva.

Basti considerare che la Nuova Costituzione Tunisina è una delle più moderne al mondo e che la seconda Repubblica Tunisina è una Repubblica pluralista che poggia su forti basi politiche.

A seguito degli incidenti avuti nel Paese nel corso del 2015 e della situazione di instabilità della Libia, che hanno rallentato la crescita economica e il PIL nazionale, stiamo registrando importanti segnali di ripresa e di crescita.

Ne è dimostrazione il fatto che grandi progetti di infrastrutture, servizi e nuove tecnologie sono stati avviati e molti ne partiranno nei prossimi mesi. Questo è il messaggio di sviluppo, stabilità e sicurezza che la Tunisia vuole dare al mondo intero.

In questa direzione, il Governo Tunisino ha adottato delle importanti riforme per agevolare e incentivare gli investimenti stranieri. Per questo a fine novembre la Tunisia accoglierà una grande conferenza internazionale, che vedrà la presenza dei ministri del G7 e di imprenditori di importanti multinazionali”.

 

Che rapporti ci sono tra Italia e Tunisia e che ruolo svolge l’Italia per lo sviluppo degli investimenti e dell’occupazione?

“Nel 1910 in Tunisia erano presenti 9.000 francesi e 110.000 italiani, impiegati in settori diversi, dall’agricoltura all’artigianato, dal settore medicale alle libere professioni.

Dal secondo dopoguerra, l’Italia rappresenta il secondo partner commerciale della Tunisia, sia in termini di import, di export e di creazione di posti di lavoro. Si posiziona tra i primi in termini di numero di progetti realizzati e nel quadro globale degli investimenti totali è affiancato alla Francia, agli Emirati Arabi e al Qatar.

Oggi l’Italia vanta una presenza nel nostro Paese di più di 800 imprese che hanno generato oltre 63.000 posti di lavoro diretti, con un volume totale di esportazioni verso la Tunisia che si attesta su un valore di 3 miliardi di euro e un volume di importazioni pari a 2,3 miliardi di euro.

Oggi nel nostro Paese hanno investito con successo importanti aziende italiane nei più diversi settori tra cui CAT Colacem, Benetton, Fercam, Ansaldo Energia, Todini Salini Impregilio, Rina Services, facendo leva sulla presenza di una manodopera qualificata e a basso costo e sui vantaggi competitivi di un sistema incentivante.

Basti pensare, solo per citare un esempio, che nel corso del 2015, la Benetton, che contava già su una forza lavoro totale di 13.000 impiegati, tra posti di lavoro diretti e indiretti, ha deciso di rafforzare la propria presenza in Tunisia creando 1.000 nuovi posti di lavoro, dei quali ben 800 nel secondo semestre del 2015.

Ritengo che l’Italia debba riprendersi la sua posizione di leader commerciale della Tunisia, se solo si considera la storia che da sempre lega Roma e Cartagine, la prossimità geografica e, più in generale, la vicinanza tra i due popoli”.