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Life Pinna: salvare la specie simbolo del Mediterraneo

Life Pinna

Gli obiettivi del progetto Life Pinna

Pinna nobilis è il mollusco bivalve più grande del Mediterraneo, può arrivare a misurare oltre un metro di lunghezza ed è una specie endemica, ovvero vive solo nel nostro bacino. Eccezionale filtratore, riduce la torbidità dell’acqua e svolge un importante ruolo ecologico di cui beneficiano molte altre specie di invertebrati, tanto che ogni individuo può essere considerato un ecosistema in miniatura. Il progetto Life Pinna punta a proteggere e monitorare gli esemplari sopravvissuti e a individuare procedure e strumenti per avviare il recupero delle popolazioni di Pinna nobilis nel loro habitat.

I biologi del Life Pinna hanno già effettuato alcune traslocazioni di individui sani nell’Area Marina Protetta di Capo Mortola (IM), al confine con la Francia, prelevandoli dai fondali della Laguna di Venezia, uno degli ultimi luoghi dove è ancora possibile trovare Pinna nobilis. Non solo. Nelle prossime settimane, i protocolli di trasporto e trapianto messi a punto dai ricercatori saranno replicati in un’altra Area Marina Protetta ligure. Se le analisi genetiche escluderanno la presenza di pericolose patologie infettive, infatti, alcuni esemplari attualmente allevati nelle vasche del laboratorio di Camogli (GE), saranno trapiantati a Bergeggi (SV) dove saranno controllati periodicamente per verificare il loro stato di salute.

Ripopolamento e sfida della riproduzione in cattività

I tentativi di reinserimento in aree in cui storicamente era nota la presenza della specie, come i posidonieti della Liguria, rappresentano solo uno degli scopi del progetto. Un altro ambizioso obiettivo, mai raggiunto in precedenza, è la riproduzione in cattività.

In questi anni i biologi del Life Pinna hanno contribuito a creare una grande rete di networking con altri esperti di enti nazionali e internazionali, dalla Tunisia ai Balcani, impegnati attivamente per la conservazione di Pinna nobilis nel bacino del Mediterraneo. A gennaio di quest’anno è cominciata una nuova fase della collaborazione di questa task force internazionale: tre istituti diversi, l’Università di Genova, la società cooperativa Shoreline a Trieste, e l’Acquario di Pola, in Croazia stanno lavorando in parallelo nel tentativo di ottenere una maturazione gonadica ‘anticipata’ che sarebbe propedeutica alla riproduzione degli individui. Nel mese di maggio i ricercatori potranno finalmente fare il punto della situazione e decidere le prossime mosse per provare a dare una speranza a una specie prioritaria come Pinna nobilis.

Fonte: Adnkronos