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Luce di ogni anima: a Cutro centinaia di ragazzi per onorare la memoria dei migranti morti in mare

Il 28 luglio l'evento organizzato all'interno del Genfest Calabria 2024

di Angela Iantosca

“Ogni persona è una luce che viene nel mondo. Qualcuno per brillare deve attraversare il mare. Il mare che se lo prende”.

Un coro di centinaia di ragazzi protetti dalle coperte termiche, quelle dorate che vengono consegnate ai naufraghi una volta arrivati sulle navi che le salvano, lo hanno declamato insieme.

Un coro fatto di ragazzi arrivati da diverse parti d’Italia e che si sono seduti la sera del 28 luglio sulla spiaggia di quel mare. Quello di Steccato di Cutro dove il 26 febbraio del 2023 sono morte 94 persone, tra uomini, donne e bambini. Come migliaia di altri, anche loro ce l’avevano quasi fatta, ma poi la secca, un’onda alta e lo schianto. Sono stati pescatori senza nome a tirare a riva i corpi prima che il mare se li riprendesse. Prima che sparissero per sempre con i loro nomi.

Ma domenica sera, all’interno del GenFest Calabria 2024, un gruppo di artisti ha deciso di onorare quelle persone che troppo spesso sono numeri e codici condannati ad essere confusi con altri numeri ed altri codici con l’evento “Luce di ogni anima”.

Un evento emozionante fatto di parole, musica e silenzi concepito mesi fa da Fernando Muraca, scrittore e regista, sensibile da sempre alle tematiche cosiddette sociali, che ha voluto coinvolgere artisti che in questi anni ha incrociato lungo la sua strada: giovani e meno giovani che dentro di loro hanno un bagaglio di esperienze, creatività, vita, ma soprattutto umanità, che si sono messi a disposizione di un momento irripetibile che ha vibrato insieme alla musica suonata da Maria Salvatori, straordinaria interprete che ha accompagnato la serata con il suo violoncello.

Arrivati da diverse parti d’Italia, il 25 luglio si sono ritrovati nell’Ostello Bella Calabria, a San Leonardo di Cutro, un bene confiscato alle mafie. In quel luogo hanno scritto, provato e sognato, si sono confrontati e raccontati, parlando francese, italiano, arabo, inglese, mentre altri, a cominciare da Savio, un ragazzo di Alessandria d’Egitto che vive a Torino, hanno messo a disposizione il proprio tempo per occuparsi della logistica, della preparazione dei palchi, della barca che, illuminata da 80 luci, ha reso ancora più poetica la serata.

Il 28 luglio, dopo un saluto del Sindaco e l’introduzione alla serata di Fernando Muraca, nel Piazzale Africa, dove il 26 marzo 2023 è stata innalzata una lapide in ricordo della tragedia, Angela Iantosca e Maria Salvatori hanno dato avvio alla magia. Lo hanno fatto l’una con la lettura del suo monologo “Alina” e l’altra con il suo violoncello.

Di fronte ad una folla silenziosa e pietrificata si sono emozionate nel dare forma e corpo ad una delle migliaia di storie che ogni giorno accadono e che cominciano nei Sud del mondo per terminare, spesso tragicamente, sulle nostre spiagge o nel nostro mare.

Al termine, illuminando la strada con una lampada, si sono incamminate verso la spiaggia, seguite dal pubblico e dai ragazzi. Qui, ad attendere tutti, due palchi, Apo Yaghmourian, Alessandra Cassone, i ragazzi della Cooperativa Malgrado Tutto di Lamezia Terme e la barca in mezzo al mare con le sue luci accese ad indicare le vite di chi sperava di toccare le nostre spiagge.

Dopo una breve spiegazione di ciò che sarebbe accaduto nel corso della performance partecipativa, nella quale sono stati coinvolti i ragazzi seduti sulla spiaggia, la musica ha ripreso a far sentire il suo suono malinconico e la voce di Alessandra ha interrotto i pensieri di tutti con alcuni articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Seguita dalle storie di Francois, Esther e molti altri…

Un momento intenso che ci è concluso con una frase pronunciata il 25 dicembre del 1972 da Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolarini.

Questi i nomi di chi ha curato la performance partecipativa:
Rita Amidi
(Testi delle storie), Marta Carino (Regia Video), Alessandra Cassone (Voce delle storie), Eleonora Guarracino (costumi), Angela Iantosca (narratrice scenica), Fernando Muraca (concept e regia), Riccardo Piterà (Progetto luci), Maria Salvatori (violoncello), Apo Yaghmourian (scenografie e co-regia).