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Rixi: “Sicurezza, rete logistica nazionale e proiezione internazionale. Così rafforziamo il sistema portuale italiano”

L’intervento del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti al convegno “Porto, territorio, Paese”
Sistema portuale

Nel corso del convegno “Porto, territorio, Paese: il mare Adriatico centrale tra traffici, infrastrutture e innovazione”, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha delineato in un ampio e ricco videomessaggio le principali direttrici su cui il Governo intende rafforzare il sistema portuale e logistico nazionale.

Aprendo il suo intervento con un richiamo alla dimensione sistemica della portualità italiana, Rixi ha sottolineato come “dal Tirreno all’Adriatico abbiamo un sistema logistico di Paese basato su un numero di porti di interesse nazionale e internazionale che fa sì che il nostro sia uno dei Paesi europei col più alto numero di accessi marittimi”.

Un sistema che, tuttavia, si trova oggi a operare in un contesto profondamente mutato, segnato da crescenti tensioni geopolitiche. “L’instabilità geopolitica degli ultimi anni e l’attuale, anche con l’ultima crisi, quella iraniana, mette in discussione la capacità, la resilienza dei nostri hub portuali”, ha evidenziato.

Le tre direttrici strategiche

Al centro dell’intervento, l’individuazione di tre priorità su cui intervenire in modo coordinato.

  1. La prima riguarda la sicurezza degli scali: “Bisogna lavorare in tre direzioni in maniera sinergica e contemporanea. Il primo, garantire la sicurezza degli scali nazionali, sviluppando nuove tecnologie sulla gestione e sugli accessi dei varchi, coordinandoci col sistema delle maestranze e delle parti sociali per rendere la comunità portuale italiana una delle vere e proprie squadre in grado di affrontare anche dei momenti di forte tensione internazionale”.

Un tema che si lega direttamente alla continuità operativa del sistema logistico: “E per garantire sempre e comunque, come abbiamo fatto durante il Covid, l’accesso delle merci nel nostro Paese”.

  • La seconda direttrice è quella della costruzione di una vera rete logistica nazionale: “Il secondo elemento deve essere la creazione di una rete logistica nazionale che parli lo stesso linguaggio, con servizi che siano omogenei sul territorio nazionale, con investimenti di carattere strategico, portuale e intermodale che siano coordinate tra le varie autorità portuali”.

In questa prospettiva, Rixi ha annunciato anche un’iniziativa concreta: “Un tavolo di lavoro che verrà presto istituito presso il Ministero con gli attuali Presidenti delle autorità per riniziare un cammino e andare a individuare dei punti di medio e di lungo periodo e degli obiettivi da realizzare delle singole autorità”.

  • La terza direttrice, definita “la più sfidante”, è la proiezione internazionale del sistema marittimo italiano: “Oggi l’Italia è uno degli unici Paesi al mondo in grado di poter contare su una cantieristica di eccellenza, su una grande capacità dal punto di vista tecnologico e di innovazione sulla blue economy, capacità sia di superficie che subacquee, una grande prospettiva di carattere commerciale trovandosi all’interno del mare Mediterraneo […] e soprattutto avere ancora un armamento di tutto riguardo”.

Dalla “potenza virtuale” alle azioni concrete

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la necessità di trasformare il potenziale del sistema marittimo in risultati tangibili: “Oggi abbiamo bisogno di trasformare tutta questa potenza virtuale che abbiamo nel settore marittimo in azioni concrete che possano aiutare le nostre aziende, le nostre compagnie, il futuro dei nostri lavoratori e dei loro figli”.

In questo quadro si inserisce il tema della riforma della governance portuale, che tornerà a breve al centro del dibattito parlamentare: “Il tema della riforma torna a essere un tema di forte discussione che sarà portato in Parlamento nelle prossime settimane e che dovrà andare a indicare quelle che devono essere le prospettive per un Paese che deve guardare sempre di più verso il mare”.

Il mare come infrastruttura strategica

Rixi ha poi ribadito una visione chiara del ruolo del mare nello sviluppo economico nazionale: “Il mare, ricordiamo, non è un confine, è una grande arteria infrastrutturale naturale che consente al sistema marittimo di potersi collegare contemporaneamente con le più diverse destinazioni”.

Una visione che si confronta però con criticità concrete, a partire dalla sicurezza delle rotte: “L’attuale crisi congiunturale su Hormuz indica quanto il nostro Paese e l’economia europea tutta sia vulnerabile da questi cambiamenti di scenario”.

Europa, investimenti e competitività

Nel suo intervento, il Vice Ministro ha anche richiamato la necessità di un allineamento a livello europeo: “Abbiamo bisogno però che anche da parte europea ci sia un’apertura rispetto allo scenario del Mediterraneo, andando a abolire tassazioni come l’ETS che rischiano di far spostare le flotte dei porti europei verso i porti nordafricani”.

Parallelamente, ha evidenziato il tema della sostenibilità finanziaria del sistema portuale: “Abbiamo bisogno di poter fare in modo che il sistema delle autorità portuali non vada ad accumulare debiti e rigidità di bilancio che gli impediscano nei prossimi anni di fare nuovi investimenti necessari per aggiornare i sistemi tecnologici”.

Una sfida di sistema

In chiusura, Rixi ha voluto sottolineare il carattere aperto del percorso di riforma: “Non è una riforma chiusa o preconfezionata, ma è porre un tema al Paese: vogliamo o non vogliamo finalmente diventare una grande nazione marittima?”. Per questo, ha ricordato, ha voluto “che questa riforma passasse attraverso il confronto parlamentare proprio per consentire a tutto il Paese di portare il proprio contributo.”

Una domanda che chiama in causa istituzioni, imprese e territori e che rappresenta il punto di partenza per una nuova fase di sviluppo del sistema portuale e logistico italiano.

Rixi: “Sicurezza, rete logistica nazionale e proiezione internazionale. Così rafforziamo il sistema portuale italiano”
Roberta Busatto

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".