Matteo Salvini, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ha seguito la prima sessione di hashtag#Smi2025 e poi fatto il punto sia sulle infrastrutture, sia sulla politica del governo anche in relazione all’Europa e alla nuova strategia di Donald Trump: “A Bruxelles qualcuno non ha capito il cambio di paradigma che muta di ora in ora e se l’interesse europeo non coincidesse con quello nazionale per me l’Italia viene prima”.
In questi due anni Salvini elenca quanto messo a terra sul fronte infrastrutture: la nuova diga di Genova aprirà all’arrivo delle grandi navi e con l’apertura del Terzo Valico porterà più traffici e più lavoro: “Genova diventerà l’alter ego di Milano”. La prospettiva nel Nord Italia sul fronte merci è di collegamenti veloci ferroviari sia sulla Torino Lione, sia sotto al Brennero per aumentare la competizione sul fronte Est tramite il porto di Trieste con investimenti ungheresi e le nuove rotte con l’Egitto: “In quel Paese stiamo anche portando l’esperienza dell’alta velocità italiana”.
Gli investimenti sull’alta velocità sono imponenti: “Solo in Lombardia abbiamo cantieri ferroviari aperti per 11 miliardi. Siamo al massimo storico di cantieri aperti, 1200, e treni in movimento, diecimila, ma fa più rumore il treno che si ferma”.
Alta velocità: cantieri record e rivoluzione per il Sud
In particolare Salvini elenca come strategici l’alta velocità Brescia–Verona– Vicenza, il passante alta velocità a Firenze, la possibilità di percorrere in futuro la tratta Roma–Bari in tre ore, definita “una rivoluzione per il Mezzogiorno come accadde per la tratta Milano–Roma” e poi l’arrivo dell’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria, un investimento da tre miliardi. “Con il ponte sullo Stretto operativo si coprirà un buco che ostacola la competitività riducendo la percorrenza di quel tratto da 180 minuti a 15”.
Salvini poi affronta il tema dell’energia: “L’Italia non può più tenersi fuori dal club dei grandi paesi che hanno anche il nucleare nel loro mix energetico. Entro l’anno chiuderemo le centrali a carbone a differenza dei tedeschi e dei cinesi. È utile al sistema Paese spegnere quei tre interruttori che valgono il 10% dell’energia del nostro Paese? L’Ue fra mille sacrifici ha tagliato 200 milioni di tonnellate emesse di Co2, Cina e India hanno aumentato di 700 milioni le emisisoni per produrre anche quelle batterie elettriche con cui dovremmo inquinare di meno. Le multe alle case automobilistiche andrebbero azzerate, il Green deal sarebbe da azzerare, perché è basato su teorie totalmente fallaci. La Co2 non conosce i confini della geopolitica. Disinquino di più con il ponte sullo Stretto e con il treno a idrogeno che imponendo l’auto elettrica”.
E poi su Trump: “Bisogna essere cauti e veloci, oggi l’opportunità del b2b con Washington ce l’abbiamo. Se questa empatia e consonanza di interessi ci fossero tra Berlino e Washington o tra Parigi e Washington, loro penserebbero all’interesse europeo o a quello delle loro aziende? Lascio queste domande, io ho le mie risposte”.



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