La posizione strategica della Penisola, all’interno di un Mediterraneo che è sempre più teatro di scambi di merci e informazioni, interessi e attori contrapposti e fonte di risorse inesplorate, è al centro della seconda sessione della #SMI2025 in sala Auditorium, moderata da Leonardo Parigi di Shipmag. In apertura, Pierpaolo Ribuffo, capo dipartimento per le politiche del mare, della presidenza del Consiglio dei ministri ha parlato del Ddl sulla dimensione subacquea, della centralità attribuita dal governo al comparto marittimo e dell’occasione offerta dalla Zona economica esclusiva (Zee) italiana: “Siamo una Nazione marittima e il mare è per noi fonte di straordinarie opportunità. Il nostro futuro dipende dalla nostra capacità di tutelare e valorizzare il mare in maniera sostenibile” ha sottolineato Ribuffo.
Il futuro della subacquea e delle tecnologie sommerse
La subacquea è in effetti un settore di grande prospettiva tanto che alla Spezia è stato creato il polo nazionale della Subacquea, diretta dall’ammiraglio Cristiano Nervi, che non è a gestione strettamente militare. L’obiettivo è accedere alle risorse sommerse di cui le tecnologie di oggi hanno bisogno e per questo è intenzione del Paese creare un’infrastruttura di rete subacquea e un veicolo multifunzione che non è ancora completo. Per questo il polo sta creando bandi innovativi per stimolare questo tipo di tecnologie.
Shipping, veicoli autonomi e sicurezza delle infrastrutture
Il fatto che i veicoli sottomarini unmanned siano dual-use, cioè validi sia per usi civili sia militari, è un vantaggio come ha spiegato Gabriele Capomasi, partner di PwC Strategy& Italy. Si tratta di un ecosistema ancora non maturo che si interseca con la necessità della messa in sicurezza delle infrastrutture critiche. “È un settore molto interessante quello dei veicoli autonomi, un ecosistema variegato che coinvolge grandi player e un vasto ecosistema di pmi e startup.
Le prospettive di crescita sono del 15% nei prossimi anni e sarà necessario sviluppare tecnologie per aumentare la vita utile, la precisione, la navigabilità e la sensoristica di questi mezzi in un panorama con tante pmi e startup che si affacciano sul settore e tante e nuove applicazioni che sono messe sul mercato”.
Nel campo dei cavi sottomarini in fibra ottica Sparkle gioca un ruolo di primo piano, come ha illustrato il vicepresidente Giuseppe Valentino. L’ultimo progetto Blue Raman è made in Italy e va da Genova a Mumbay: “Abbiamo dei partner forti come Google e la parte del Mediterraneo è operativa sino a Creta, quella asiatica è in fase di realizzazione. Abbiamo completato il tratto da Mumbai all’Oman e stiamo lavorando per estenderlo al Mar Rosso”. La novità è che non passerà dall’Egitto né dal canale di Sicilia, garantendo una diversificazione della posa dei cavi superando alcuni choke point.






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