La corsa agli armamenti navali non si combatte solo in superficie. Sotto le onde, al riparo dai radar e dallo sguardo dei satelliti, Cina e Stati Uniti si affrontano in un’arena molto più oscura e profonda: quella dei sottomarini.
Si tratta di una sfida non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa e strategica, dove la silenziosità, l’autonomia, la capacità di lancio e la deterrenza nucleare giocano un ruolo centrale.
La Marina Cinese (PLAN): una crescita accelerata, ma con profilo regionale
Negli ultimi due decenni, la Cina ha profondamente trasformato la sua marina subacquea. Da una flotta arretrata e silenziosa nei decenni della Guerra Fredda, oggi la PLAN (People’s Liberation Army Navy) schiera una delle più grandi forze sottomarine al mondo, composta principalmente da sottomarini diesel-elettrici moderni e da un numero limitato ma in crescita di unità a propulsione nucleare.
Classificazione e numeri
Sottomarini a propulsione nucleare:
- Classe Jin (Type 094/094A) – SSBN
→ 6 unità operative. Armati con 12 missili balistici JL-2 ciascuno. Sono il pilastro della deterrenza strategica sottomarina cinese. - Classe Shang (Type 093/093A) – SSN
→ Numero esatto non confermato. Sono sottomarini d’attacco nucleari silenziosi, con armamento convenzionale. - Classe 093B – SSGN
→ Almeno 3 unità previste. Versione aggiornata capace di lanciare missili da crociera, potenzialmente a testata nucleare.
Sottomarini diesel-elettrici (SSK):
- Classe Yuan (Type 039A/B/C)
→ Fino a 42 unità operative previste entro il 2025, molte delle quali dotate di propulsione AIP (air-independent propulsion), che garantisce grande silenziosità e autonomia subacquea. - Classe Song (Type 039)
→ 13 unità attive, più vecchie ma ancora in servizio per pattugliamenti costieri.
Considerazioni qualitative
- La maggior parte della forza cinese è convenzionale (diesel-elettrica), ottimizzata per operazioni nel Mar Cinese Meridionale e in zone di accesso controllato.
- I sottomarini AIP come i Yuan sono estremamente silenziosi, ideali per difendere “il bastione” cinese contro ingressi di forze straniere.
- Le unità nucleari, sebbene in aumento, sono meno sofisticate rispetto agli standard occidentali, ma migliorano rapidamente. L’arrivo di SSGN come la 093B indica un cambio di dottrina: dalla difesa statica alla capacità d’attacco a lungo raggio.
La Marina degli Stati Uniti: supremazia globale, dominio nucleare
La US Navy possiede la flotta sottomarina più potente del mondo. Tutti i suoi battelli sono a propulsione nucleare: una scelta strategica che le consente di operare ovunque, per lunghi periodi e senza necessità di rifornimento.
Classificazione e numeri
Sottomarini nucleari lanciamissili (SSBN):
- Classe Ohio (SSBN)
→ 14 unità attive. Ognuna può lanciare 24 missili balistici Trident II D-5, con capacità MIRV. Costituiscono il cuore della deterrenza nucleare statunitense.
Sottomarini nucleari da crociera (SSGN):
- Classe Ohio (convertiti)
→ 4 unità. Riconvertite per trasportare fino a 154 missili Tomahawk.
Sottomarini nucleari d’attacco (SSN):
- Classe Virginia
→ 19 unità operative. Modulari, stealth, equipaggiati per operazioni speciali, droni e mini-sottomarini. - Classe Seawolf
→ 3 unità. Estremamente silenziose e veloci, progettate per dominare l’Atlantico contro i Typhoon sovietici. - Classe Los Angeles
→ 39 unità in servizio attivo. Sottomarini versatili, in parte modernizzati, ma in via di rimpiazzo con i Virginia.
Considerazioni qualitative
- Gli SSBN statunitensi sono tecnologicamente superiori, con maggiore portata, capacità di penetrazione e comunicazione sicura.
- La US Navy punta sulla versatilità dei sottomarini d’attacco, capaci di operare in reti distribuite, raccogliere intelligence, supportare forze speciali.
- L’autonomia illimitata dei reattori nucleari garantisce proiezione di potenza globale, senza bisogno di basi locali.
Confronto finale sintetico
| Categoria | Cina (PLAN) | Stati Uniti (US Navy) |
| Totale sottomarini | ~70-75 | ~75-80 |
| SSBN (lanciamissili) | 6 (JL-2, 12 SLBM) | 14 (Trident II, 24 SLBM) |
| SSN/SSGN nucleari d’attacco | 6-10 (093, 093B) | 65+ (Virginia, Seawolf, Los Angeles) |
| Sottomarini convenzionali | 55-60 (Yuan, Song) | 0 (nessuno) |
| Autonomia operativa | Limitata (diesel, AIP) | Illimitata (reattori nucleari) |
| Silenziosità media | Alta (AIP), media (SSN) | Molto alta (Seawolf, Virginia) |
| Portata missilistica | Media (JL-2) | Altissima (Trident II, Tomahawk) |
| Strategia | Difesa costiera, area regionale | Dominio globale, deterrenza nucleare |
Se adesso da un’analisi globale del numero di sottomarini totale e del loro caratteristiche, passiamo a un’analisi di quanto dispiegato da entrambi i paesi prima nel mare cinese e poi nell’oceano Pacifico arriviamo ad alcune interessanti conclusioni.
Presenza nel Mar Cinese Meridionale
Cina
- Distribuzione: La maggior parte dei sottomarini diesel-elettrici è assegnata alla Flotta del Mar Cinese Meridionale, con base a Hainan.
- Stima operativa: ~30–35 sottomarini, principalmente diesel-elettrici, operano regolarmente nella regione.
- Capacità: Adatti per operazioni costiere e in acque poco profonde, con capacità AIP (Air-Independent Propulsion) per maggiore autonomia.
Stati Uniti
- Distribuzione: Sottomarini nucleari d’attacco (SSN) sono dispiegati periodicamente nella regione, supportati da basi a Guam e Yokosuka.
- Stima operativa: ~6–8 sottomarini SSN operano a rotazione nel Mar Cinese Meridionale.
- Capacità: Elevata autonomia e capacità stealth, adatti per operazioni prolungate e in profondità.
Il confronto
Non c’è alcun dubbio che se prendiamo in considerazione il mare cinese meridionale, quello che la Cina considera un proprio mare interno, il rapporto di forze, ma soprattutto la qualità dei mezzi è nettamente a favore della Cina. Essi dispongono di una tale superiorità numerica nei confronti degli Stati Uniti (o di chiunque altro) che garantisce loro la possibilità di intervenire in tutte le aree che costeggiano il mar cinese meridionale con assetti di grande superiorità. I mezzi USA che operano nella zona sono orientati ad azioni di tipo strategico e difficilmente potranno contrastare, nel caso la Cina lo volesse, azioni volte a destabilizzare i Paesi dell’area.
Presenza nell’Oceano Pacifico
Cina
- Distribuzione: Flotta principalmente concentrata nelle acque costiere e nel Mar Cinese Meridionale, con capacità limitate di proiezione nell’Oceano Pacifico.
- Stima operativa: ~10–15 sottomarini, inclusi alcuni SSN e SSBN, effettuano pattugliamenti occasionali nel Pacifico occidentale.
- Capacità: In fase di espansione, con sviluppo di nuove classi di sottomarini nucleari per aumentare la portata operativa.
Stati Uniti
- Distribuzione: Circa 35 sottomarini sono assegnati alla Flotta del Pacifico, con basi a Pearl Harbor, San Diego e Guam.
- Stima operativa: ~25 SSN, 4 SSGN e 6–8 SSBN operano regolarmente nell’Oceano Pacifico.
- Capacità: Flotta completamente nucleare, con capacità di proiezione globale e supporto da parte di alleati regionali.
Confronto quantitativo
| Regione | Cina | Stati Uniti |
| Mar Cinese Meridionale | ~30-35 sottomarini | ~6- 8 sottomarini SSN |
| Oceano Pacifico | ~10-15 sottomarini | ~35 sottomarini (SSN, SSGN, SSBN) |
Considerazioni strategiche
- Cina: La flotta sottomarina cinese è numericamente significativa nel Mar Cinese Meridionale, con una forte presenza di sottomarini diesel-elettrici adatti per operazioni costiere. Tuttavia, la capacità di proiezione nell’Oceano Pacifico è ancora limitata, sebbene in crescita con lo sviluppo di nuove classi di sottomarini nucleari.
- Stati Uniti: Mantengono una netta superiorità tecnologica e operativa, con una flotta sottomarina completamente nucleare e capacità di operare globalmente. La presenza nel Pacifico è robusta, supportata da basi strategiche e alleanze regionali.
Il confronto negli ultimi vent’anni
Il raffronto tra Cina e Stati Uniti per quanto riguarda l’evoluzione dei mezzi sottomarini negli ultimi vent’anni, dal 2005 ad oggi, è caratterizzata da un’impressionante crescita dei mezzi a disposizione della Cina.
Nel 2005 la flotta cinese era costituita quasi esclusivamente da SSK, per lo più derivati da Kilo russi, pochi SSN e un solo SSBN, assistiamo a una crescita al 2025 per la quale la Cina ha la più grande flotta di SSK al mondo 6 SSBN e tra 6 e 8 SSN in servizio. Al momento la Cina è in grado di mettere in servizio un nuovo SSBN ogni 2/3 anni.
Di converso gli USA hanno vinto visto negli ultimi vent’anni una riduzione da 74 a 68 unità dei mezzi sottomarini complessivi. Per quanto dal punto di vista tecnologico, gli USA continuino ad avere in questo settore una supremazia globale, è un dato di fatto che la Cina con questi massicci investimenti sia sul punto di raggiungere l’obiettivo strategico che si è posta, quello di una sostanziale denial dell’accesso USA al Pacifico occidentale.
Un confronto tra il 2005 e il 2015
| Indicatore | Cina | USA |
| Variazione totale unità | da ~55 a ~76 (+21) | da ~74 a ~68 (-6) |
| Crescita SSN + SSBN (nucleare) | da 5 a ~14 (+180%) | da 72 a 68 (-5%) |
| Crescita qualitativa | +++ (enorme progresso) | ++ (miglioramento tecnologico) |
| Strategia dominante | Controllo regionale, deterrenza | Supremazia globale |
In sintesi
La Cina dispone oggi di una delle flotte sottomarine numericamente più grandi del mondo, ma con un’impronta ancora molto regionale. I suoi sottomarini convenzionali sono eccellenti per proteggere aree come il Mar Cinese Meridionale, mentre la sua componente nucleare è in piena espansione, ma non ancora paragonabile a quella americana. La netta superiorità per quanto riguarda le unità sottomarine porrà in futuro seri problemi agli Stati Uniti, qualora volessero impedire con il proprio naviglio l’annessione di Taiwan. Si potrebbe pensare persino che la componente tattica sottomarina sia stata progettata e finalizzata proprio a questo scopo, rendere possibile la conquista di Taiwan impedendo l’intervento della flotta americana del Pacifico.
Gli Stati Uniti, peraltro, mantengono una netta superiorità tecnologica, strategica e operativa. La loro flotta è progettata per agire ovunque nel mondo, con mezzi completamente nucleari, silenziosi, autonomi e armati per deterrenza strategica o attacco preventivo.
C’è da chiedersi se l’attuale governo USA, con le pulsioni profonde all’isolazionismo, ritenga ancora utile una proiezione di questo tipo della componente sommergibile su base mondiale. È ancora presto per fare qualche considerazione, ma la recente messa in discussione dell’accordo AUKUS con Australia e Gran Bretagna pone delle serie domande sul futuro dell’atteggiamento USA.
In sintesi la Cina avanza in silenzio, costruendo mezzi in serie e migliorando progressivamente le sue capacità oceaniche. Non c’è alcun freno allo sviluppo qualitativo e quantitativo dei suoi mezzi.
Gli Stati Uniti restano il riferimento assoluto in fatto di potenza sottomarina, ma sono chiamati a vigilare sull’evoluzione qualitativa del PLAN nei prossimi dieci anni. Restano molti dubbi sull’adattabilità della presente struttura sottomarina USA agli obiettivi della nuova amministrazione.

Silvio Rossignoli
Coordinatore Scientifico ed Esperto Economia del Mare, Underwater,Space&Blue



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