La nostra direttrice Roberta Busatto è intervenuta al Festival del Management organizzato a Napoli dalla Società Italiana di Management intitolato “Deep Blue: le interconnessioni tra il Blue profondo dello Spazio e degli Oceani”.
Riportiamo di seguito il suo intervento integrale.
“Buongiorno a tutti, stavamo pensando con Anilkumar che potremmo trasformare questa presentazione in una premiazione ai presenti, che ringraziamo per essere qua stoicamente. Sono certa che non tanto le mie poche parole, ma quello che dirà poi Anilkumar dopo vi piacerà, perché lo conosco, so quanto sia anche comunicativo, e quindi sono certa che risveglierà anche gli animi sopiti.
Io vi ringrazio, ringrazio gli organizzatori, il professor Vona, il professore Tartaglia Polcini, il professor Tartaglia Polcini, che non vedo, la Società Italiana Management per l’invito ad essere qui.
Faccio una piccola parentesi personale: sono particolarmente emozionata perché sono nata a pochi metri da qua. Il mio accento tradisce il fatto che sono cresciuta nel Lazio, ma il mio cuore è azzurro, che è una delle varianti del blu. Sono particolarmente emozionata di essere tornata a casa e quindi mi sento a casa.
Noi oggi, con Anilkumar Dave in particolare, parleremo appunto di visione e di ispirazione, quindi il talk di oggi vorrà dare anche a voi un inquadramento su quelle che possono essere le prospettive di sviluppo del Deep Sea. Con voi vorrei partire proprio dal titolo della manifestazione: “Deep Blue, interconnessioni tra blue profondo dello spazio e degli oceani”.
Deep Blue, Deep Sea è proprio una visione, non è un tema, è qualcosa che va oltre, come anche gli interlocutori che prima hanno accennato a aspetti tecnici, geopolitici, tecnologici di contesto hanno evidenziato.
Sia lo spazio che il mare, che sembrano lontani, anche fisicamente, in realtà sono uniti da un filo sottile e potentissimo e da tante interconnessioni sotto vari aspetti e sono entrambi legati anche a qualcosa che è proprio dell’animo umano: l’esplorazione, il desiderio di conoscere l’ignoto, di andare oltre i confini apparentemente fisici e di innovare, di andare verso la profondità.
Poi abbiamo le interconnessioni che partono prima di tutto dall’innovazione, ovviamente, dalla trasformazione, ma anche dal management. Ecco perché trovo molto azzeccato il tema in un festival del management: perché di questa visione del futuro, dell’interconnessione tra spazio e mare devono essere consapevoli non solo i ricercatori, gli studiosi, i ragazzi che studiano nelle università piuttosto che nei centri di ricerca, ma anche i leader pubblici e privati, quindi anche i manager delle imprese e delle industrie.
In Italia, come abbiamo visto prima, abbiamo numerose industrie sia sul lato mare che sul lato spazio altamente avanzate, altamente tecnologiche, e la sfida di interconnetterle è una sfida molto strategica per lo sviluppo e la crescita economica del nostro Paese.
Parliamo non solo di due domini, spazio-mare, ma di due economie: economia dello spazio e economia del mare. Non mi dilungo sui numeri perché sono stati accennati anche prima, ma sono due economie strategiche, appunto, non solo per la crescita economica, ma anche per il posizionamento dell’Italia come leader euromediterraneo, ed è importante che sempre di più si cominci ad avere questa consapevolezza della strategicità dei due settori.
Però ritorniamo al blu profondo. Blu profondo ci fa venire subito in mente il fatto che andiamo verso l’ignoto, ma qui l’ignoto è anche un tema fisico: la profondità in basso o l’altitudine in alto ci portano verso il buio, nell’assenza di luce. Ed è proprio l’assenza di luce che ha allontanato in tutti questi decenni l’approfondimento che invece oggi sta avvenendo, finalmente, dell’esplorazione dei fondali sottomarini. Perché in assenza di luce si generano una serie di problematiche tecniche, ovviamente tecnologiche, che portano l’essere umano a doversi addestrare, a conoscere prima, a studiare per poi, ovviamente, esplorare. Ma c’è forse anche qualche elemento un po’ più legato all’emozionalità umana: la paura dell’ignoto.
Quindi il deep blue, la profondità del mare sotto il mare e la profondità del cielo, sono sicuramente due elementi che si integrano perfettamente con l’esplorazione umana.
Una brevissima parentesi su perché è importante anche economicamente Space & Blue, un progetto di interconnesione spazio-mare, perché una nuova economia per l’Italia è possibile, ed è un’economia che va oltre la somma dell’economia dello spazio e dell’economia del mare, che va oltre anche solo l’esplorazione underwater, ma che entra dentro tutta una serie di elementi che hanno a che fare, ovviamente, con i radar, con i cavi sottomarini, con l’utilizzo dei dati satellitari, con la possibilità di esplorare ambienti estremi sopra e sotto il mare, ma che mette in gioco anche tutto un ecosistema di imprese piccole e medie, di grandi industrie — e non faccio nomi perché sono già stati fatti abbondantemente — ma anche adesso una rete istituzionale importante.
Ad esempio vede, per il re delle interconnessioni spazio-mare, l’underwater, sottolineamo la nascita del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, di cui è stato sicuramente parlato, così come anche questa attenzione dell’Italia a normare — e anche di questo sono stati accennati alcuni aspetti —. Ad esempio, nel mare è finalmente stato istituito il Piano del Mare, al cui interno è inserito anche un concetto legato all’underwater e all’interconnessione spazio-mare; c’è la legge sullo spazio, che è stata citata, ma c’è anche una nuova legge, che è la legge sulla dimensione subacquea, che approderà in Senato nei prossimi giorni.
Il progetto Space & Blue, nato nel 2023, sta andando avanti. Nasce come intuizione di interconnettere i due settori, economia dello spazio ed economia del mare, e piano piano si sta evolvendo verso l’operatività, quindi l’individuazione di strumenti operativi che possano realmente interconnettere i due domini. Sta per consolidarsi un vero e proprio tavolo di lavoro che si è attivato con l’Agenzia Spaziale Italiana, con i due cluster tecnologici nazionali Economia del Mare BIG e CTNA dell’aerospazio, il sistema camerale e con le principali industrie nazionali, con il supporto e il beneplacito dei due ministri di riferimento: il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e quello per le Politiche del Mare, Nello Musumeci. Appunto con l’obiettivo di dare nuove prospettive di sviluppo tecnologico all’interconnessione spazio-mare, quindi dare concretezza, sostanzialmente, a questo percorso.
A novembre 2025 avremo un ulteriore step in cui, ovviamente, siete tutti invitati a partecipare, perché poi, alla fine, quando ci sono delle nuove scoperte, le nuove scoperte passano sempre da una ricerca dell’animo umano.
E quindi ritorno al discorso precedente, che è quello con cui io vorrei lasciarvi, perché so che è in continuità con quello che Anilkumar Dave poi vi dirà dopo. Il blu e tutte le sue sfumature — quindi ci mettiamo anche l’azzurro — è sicuramente molto più di un colore, è proprio una postura mentale, in questo momento in cui l’Italia, tra l’altro, ha un ruolo di primo piano, ed è arrivata prima, potrebbe anche acquisire una competitività a livello internazionale su questo tema. E il panel sulla geopolitica l’ha ben, ovviamente, definito.
È comunque un invito ad andare oltre, a non fermarci mai alle certezze, a esplorare e a connettere dei mondi diversi, perché dalla connessione di due mondi diversi ne nasce un altro. Ed è questa la consapevolezza che anima poi l’interconnessione nel deep blue, che è il tema di questa manifestazione.
Io, con questo spirito di visione, presento e introduco il vero protagonista di questa sezione, che è Anilkumar Dave, che è qui con noi, Space Economy Advisor. È uno dei maggiori esperti del settore, ma non solo: io aggiungerei, da giornalista comunicatrice, uno dei migliori comunicatori della Space Economy italiana.
Con lui parleremo delle nuove frontiere della Space Economy. Sicuramente l’interconnessione spazio-mare è una delle nuove frontiere, non è l’unica, ma forse la più interessante, quella che ci dà più spunti per crescere ancora.
Quindi grazie a tutti”.










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