L’Amministratore Delegato di Tankoa Yachts Vincenzo Poerio è intervenuto ieri al convegno “Civitavecchia al centro del Mediterraneo – la blue economy come volano di sviluppo delle politiche industriali del territorio”, organizzato presso l’Autorità di Sistema Portuale da Unindustria.
Tankoa Yachts, da pochi mesi insediata nel cantiere ex Privilege, ha in costruzione a Civitavecchia già tre imbarcazioni.
Al centro dell’intervento di Poerio lo stato dell’arte dell’industria nautica italiana e in particolare del segmento Superyacht.
Vincenzo Poerio
Tankoa Yachts e il mercato dei superyacht
“Attualmente, nel mondo, si contano circa 5.500 navi da diporto in movimento, di cui il 50% naviga nel Mediterraneo. L’Italia detiene il primato mondiale nella costruzione di imbarcazioni da diporto, con una produzione annua di circa 500 barche oltre i 30 metri di lunghezza.
Le imbarcazioni di 30 metri ospitano mediamente 6 membri di equipaggio, mentre quelle di 180 metri possono accogliere tra le 70 e le 80 persone.
In questo contesto, Tankoa si distingue nella costruzione di yacht sopra i 45 metri, fino a un massimo di 80 metri, con una produzione che copre il 95% delle richieste in questo segmento.
A partire da dicembre scorso, Tankoa ha avviato un nuovo cantiere a Civitavecchia, grazie a una concessione quadriennale. Dopo importanti lavori di ristrutturazione, da giugno siamo pienamente operativi, con tre yacht attualmente in costruzione. Entro la fine dell’anno, il nostro organico sarà composto da circa 110-120 dipendenti, principalmente carpentieri e saldatori”.
Perché Civitavecchia?
“A Genova, uno dei principali problemi per il settore nautico è la carenza di spazi. Civitavecchia, al contrario, presentava già infrastrutture adeguate e noi abbiamo potuto acquisire un terzo dell’area disponibile. Prevediamo di varare la nostra prima barca nella primavera del prossimo anno.
Costruire uno yacht richiede l’intervento di circa 70 diverse professionalità. A Civitavecchia ci occupiamo di scafi, sovrastrutture e predisposizioni tecniche, mentre le imbarcazioni vengono poi trasferite a Genova per essere completate. Un aspetto importante è la diffusione della cultura della nautica, particolarmente sviluppata in regioni come la Liguria, la Toscana, le Marche e la Romagna, dove c’è una forte concentrazione di cantieri. Portare questa cultura a Civitavecchia, e applicarla alla costruzione di superyacht, è un passo naturale”.
Il Settore nautico in Italia
“Il settore della nautica di lusso, pur essendo di nicchia, genera un fatturato di 22 miliardi di euro all’anno. Per supportare questa crescita è essenziale la formazione. In questo senso, l’Istituto Superiore della Logistica e dei Trasporti (ISYL) svolge un ruolo cruciale, preparando personale sia di bordo che di terra. Tuttavia, manca ancora un istituto tecnico superiore specifico che possa formare i professionisti necessari per i diversi livelli di competenza nella costruzione nautica”.
Innovazione e Sostenibilità
“Un altro tema centrale per il futuro della nautica è l’innovazione tecnologica in ambito energetico. Attualmente, molte imbarcazioni utilizzano sistemi a batterie combinate con motori diesel-elettrici, ma stiamo anche esplorando soluzioni più sostenibili come il metanolo, ottenuto dalla combinazione di idrogeno e anidride carbonica. Crediamo che il motore endotermico debba continuare a essere impiegato, ma con un’evoluzione verso l’uso dell’idrogeno. Grandi aziende come Bosch stanno già lavorando su questa transizione.
È fondamentale produrre idrogeno da fonti rinnovabili e prevediamo l’installazione di sistemi a idrogeno anche nella nautica, nonostante le sfide tecniche legate allo stoccaggio in bombole a 300 bar. Il settore dei superyacht, con il suo connubio di lusso e innovazione, rappresenta un’opportunità affascinante per chi ama le cose belle e l’eccellenza tecnica”.
Il Futuro di Civitavecchia
“Civitavecchia ha tutte le carte in regola per diventare un hub strategico per la nautica di lusso. A differenza di Genova, che si è concentrata eccessivamente sui container, Civitavecchia può diversificare le sue attività, creando sinergie tra il settore nautico e il turismo. È importante che vengano attivate nuove aree per supportare il personale e fornire servizi adeguati agli armatori, che tendono a spendere molto a terra. Civitavecchia ha spazio per crescere e può diventare un centro nevralgico per la nautica e per l’industria dei superyacht”.

Gli altri relatori
Riccardo Di Stefano, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria
Pino Musolino, Presidente AdSP Mar Tirreno Centro Settentrionale
Giulio Natalizia, Presidente Gruppo Tecnico Energia Unindustria
Steven Clerckx, CEO CFFT
Cristiano Dionisi, Presidente Unindustria Civitavecchia




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