In queste brevi righe si intende proporre un’analisi tecnica, strategica e operativa della corsa globale ai mezzi sottomarini senza equipaggio, con riferimento particolare agli avanzamenti tecnologici della Cina. L’utilizzo sempre più intenso in futuro di droni sottomarini è una delle previsioni più facile e realistica al momento attuale. Quello che vediamo nei cieli dell’Ucraina è un esempio di come la tecnologia può evolvere in maniera rilevante molto rapidamente, anche quando non sembrava possibile.
La competizione tecnologica negli abissi
Nel silenzio degli abissi si sta consumando una delle più avanzate e decisive competizioni tecnologiche del XXI secolo, ma nessuno lo sa.
Non si tratta di missili, satelliti o droni aerei, ma di veicoli sottomarini senza equipaggio — UUV, ROV, AUV, ARV, XLUUV — progettati per esplorare, analizzare e, potenzialmente, controllare le profondità oceaniche.
A fronte del crescente interesse verso risorse abissali, dorsali oceaniche, cavi strategici e zone minerarie internazionali, la Cina, la Russia e i principali paesi occidentali stanno sviluppando, in parallelo e spesso in silenzio, tecnologie sempre più avanzate per operare negli abissi. Ma qual è oggi il reale confronto tra i blocchi?
L’approccio cinese: profondità, densità e diversificazione
La Cina ha intrapreso recentemente un programma coerente e progressivo di sviluppo di veicoli sottomarini senza equipaggio. Negli ultimi dieci anni ha introdotto almeno dieci serie distinte di mezzi — molti dei quali capaci di operare a profondità estreme, fino a 11.000 metri.
Valutazione complessiva
- Totale serie sviluppate: 10 principali
- Numero stimato di unità attive: Tra 25 e 45 note, ma probabilmente oltre 100 includendo gliders e moduli ripetuti.
- Campi di utilizzo: dall’esplorazione abissale (Challenger Deep) al monitoraggio climatico costiero e alle attività minerarie sul fondo oceanico.
- Tecnologie chiave:
- Propulsione AUV a lunga durata
- Intelligenza artificiale a bordo (routing dinamico)
- Comunicazione acustica a bassa frequenza
- Design modulare per missioni custom
Considerazioni qualitative e strategiche
- Questi nominativi, con l’indicazione del nome del mezzo, sono solo una parte di quanto si ritiene sia stato sviluppato o sia in sviluppo da parte della Cina. Con nominativi diversi appaiono in effetti in alcune manifestazioni fieristiche veicoli sottomarini simili a quelli descritti sopra.
- Versatilità verticale: I veicoli cinesi coprono l’intera colonna d’acqua, dalla superficie agli 11.000 metri. Questo li rende unici nel mondo per profondità operativa su larga scala.
- Industria statale integrata: Questi veicoli sono frutto di una cooperazione sistemica tra accademia, marina militare, industria pesante e centri di geoscienza. Il risultato è una produzione seriale rapida, in grado di scalare i modelli più semplici come glider e AUV modulari.
- Silenziosità e basso profilo internazionale: La maggior parte di queste piattaforme non è pubblicamente dichiarata né ampiamente illustrata. Le immagini e i dati tecnici sono spesso classificati, rendendo difficile il monitoraggio da parte di osservatori esterni.
- Strategia duale: Molti veicoli — pur dichiarati civili — sono tecnicamente dual use, ovvero utilizzabili anche per scopi militari o di sorveglianza elettronica.
Russia: deterrenza strategica e guerra asimmetrica subacquea
La Russia ha sviluppato una delle più ambiziose e temute piattaforme sottomarine unmanned al mondo, con una forte enfasi su capacità nucleari, sabotaggio navale e sorveglianza oceanica.
Valutazione complessiva
La Russia ha sviluppato un arsenale sottomarino unmanned più orientato alla potenza strategica che alla sorveglianza scientifica o ambientale. Il fiore all’occhiello è chiaramente il sistema Poseidon, un’arma nucleare autonoma senza equivalenti nel panorama occidentale, pensata per superare ogni sistema antimissile e colpire con effetto devastante le coste nemiche.
La diversità dei mezzi è ampia: da veicoli autonomi abissali come Vityaz-D, a ROV da recupero come Galtel e Marlin, fino a piccoli UUV costieri come Klavesin e Garpun. La Russia è anche tra i pochi paesi, insieme alla Cina, ad aver testato veicoli oltre i 10.000 metri di profondità.
In generale, i veicoli russi sono meno numerosi, ma più orientati alla guerra psicologica e nucleare, al sabotaggio delle infrastrutture oceaniche e alla sorveglianza fondale in acque contese (Artico, Mare di Barents, Mar Nero).
Considerazioni qualitative e strategiche
L’approccio russo agli UUV si distingue per:
- Enfasi sulla deterrenza nucleare non convenzionale (Poseidon), con lo scopo di eludere i trattati esistenti e minacciare direttamente le città costiere e le basi NATO.
- Sviluppo di piattaforme autonome ad alta profondità (Vityaz-D) come dimostrazione tecnologica e per accesso a infrastrutture sottomarine globali.
- Forte controllo statale e militare: tutti i programmi sono gestiti da design bureau statali (Rubin, FPI, TsKB MT), senza partecipazione accademica aperta.
- Potenziale per guerra asimmetrica e sabotaggio marittimo: ROV piccoli come Galtel e UUV swarm sperimentali potrebbero essere usati per disturbare rotte marittime, cavi, o navi avversarie.
- Focus sull’Artico: grande attenzione è rivolta all’utilizzo di questi veicoli per mappare e rivendicare aree di fondale nella zona artica russa, ricca di risorse.
Il resto del mondo: modularità, autonomia e difesa avanzata
I paesi occidentali (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Australia, Germania, Giappone) puntano su sistemi ad alto contenuto tecnologico, progettati in particolare per interoperabilità, difesa e missioni scientifiche avanzate.
Valutazione complessiva – Resto del mondo
I paesi occidentali e i loro alleati hanno sviluppato una flotta di veicoli subacquei non equipaggiati che si distingue per sofisticazione tecnologica, modularità operativa e integrazione strategica. Sebbene il numero totale di unità sia inferiore rispetto alle stime cinesi, il valore operativo per singolo mezzo è generalmente superiore. La produzione è meno serializzata ma più orientata a veicoli ad alta autonomia e lunga durata. Fa eccezione in queste considerazioni l’Ucraina per le ovvie ragioni.
L’approccio occidentale privilegia mezzi altamente specializzati, come l’Orca e il Manta Ray statunitensi, pensati per operare in autonomia per migliaia di chilometri o restare inattivi per anni in attesa di attivazione. A ciò si aggiunge un’ampia dotazione di AUV e ROV per uso scientifico (Victor 6000, Nautile, SuBastian), integrabili in campagne multidisciplinari.
Considerazioni qualitative e strategiche – resto del mondo
I veicoli sottomarini occidentali riflettono una filosofia strategica di rete e adattabilità multiruolo. L’Occidente non punta tanto a coprire l’intera colonna d’acqua verticalmente come la Cina, quanto a distribuire in orizzontale una presenza capillare e interconnessa nei principali scenari marittimi: Atlantico, Pacifico, Indo-Pacifico, Artico.
La progettazione è guidata da esigenze difensive e d’intelligence, con veicoli pensati per la sorveglianza, la raccolta dati, la neutralizzazione di mine, l’infiltrazione elettronica e il supporto logistico. Le architetture software e hardware sono pensate per comunicare in tempo reale con flotte navali, satelliti e centri comando, rendendo questi sistemi centrali nelle dottrine navali moderne (es. multi-domain warfare).
La forte trasparenza scientifica, la collaborazione tra enti civili e militari e l’adozione di standard NATO garantiscono alta interoperabilità e continuità tra missioni civili e operative, a differenza dell’approccio più chiuso e statale cinese. L’investimento si concentra dunque sulla qualità, l’autonomia e l’integrazione, più che sulla quantità assoluta.
Si direbbe quasi che in Occidente il mondo sottomarino rivesta ancora perlopiù un interesse scientifico. C’è una grande naivité in tutto ciò, soprattutto se pensiamo come Cina e Russia abbiano ormai intrapreso la via dell’armamento del mondo sottomarino.
Potenze a confronto
| Parametro | Cina | Russia | Occidente/NATO |
| Profondità operativa | Fino a 11.000 m (Sea Dragon, Hadal) | Fino a 11.028 m (Vityaz-D, record russo) | Fino a 10.902 m (Nereus, USA, affondato nel 2014) |
| Veicoli strategici | Nessun ufficiale XLUUV dichiarato | Poseidon (UUV nucleare strategico) | Orca, Manta Ray, Ghost Shark, Herne |
| Diversità tipologica | ARV, AUV, ROV, glider, camminanti | AUV, ROV, UUV nucleari, fondali profondi | AUV, ROV, XLUUV, glider, HROV, modulare stealth |
| Trasparenza | Bassa: poche pubblicazioni aperte | Molto bassa: mezzi classificati o dimostrativi | Alta: pubblicazioni, standard NATO, interoperabilità |
| Produzione seriale | Alta per veicoli leggeri | Limitata e centralizzata | Flessibile, con alti volumi su piattaforme chiave |
| Filosofia progettuale | Esplorazione fondale, risorse, tecnologia indigena | Deterrenza nucleare, sabotaggio, dominio artico | Sorveglianza globale, interoperabilità , guerra multiruolo |
| Dual use | Diffuso ma opaco | Strategico militare prioritario | Civile e militare ben integrati |
| Presenza globale | Focalizzata sul Pacifico e sulle coste cinesi | Artico, Baltico, Pacifico settentrionale | Presenza capillare in tutti gli oceani |
Cina
Punta su una espansione verticale, con una flotta ampia e diversificata che copre tutta la colonna d’acqua — dalla costa alla Fossa delle Marianne. Il focus è su esplorazione geologica, controllo delle risorse abissali e sviluppo di tecnologia autonoma. L’approccio è industriale, con produzione seriale e standardizzazione interna, ma scarsa trasparenza. Le capacità militari sono verosimilmente presenti, ma non ufficialmente dichiarate. È molto difficile capire quale sia la postura cinese nei confronti dell’Occidente per quanto riguarda il mondo sottomarino. Di sicuro la Cina sta preparando mezzi e personale in grado di gestire una guerra a tutti i livelli di profondità con grande dispiegamento di capacità. Nel mondo sottomarino, la Cina è oggi il paese all’avanguardia sotto tutti gli aspetti quantitativi e qualitativi.
Russia
Costruisce una forza sottomarina orientata alla deterrenza strategica nucleare e alla guerra asimmetrica. Il sistema Poseidon rappresenta una svolta storica: è il primo UUV nucleare autonomo con carico offensivo. Accanto a questo, la Russia impiega veicoli per sabotaggio, sorveglianza fondale e mappatura artica. Il controllo è fortemente statale, con sviluppo centralizzato e pochi mezzi, ma dirompenti sul piano strategico.
Anche nell’approccio sottomarino, la Russia non nasconde la propria postura aggressiva nei confronti dell’Occidente. Tutto, anche sott’acqua, sembra essere stato predisposto a una guerra nei confronti dell’Occidente.
Occidente/NATO
Adotta un modello orizzontale e distribuito, basato su reti di veicoli autonomi, interoperabilità, e missioni dual-use integrate in contesti di difesa, ricerca e logistica. I veicoli occidentali sono altamente modulari, spesso con capacità stealth, autonomia energetica elevata e connessione in tempo reale con flotte navali e satelliti. La priorità è l’informazione, la persistenza e la capacità reattiva. Per quanto non manchino le competenze e le tecnologie, l’Occidente a tuttora un approccio estremamente moderato che fa presumere come l’ipotesi di guerre sottomarine siano lontane dalle sue prospettive. È impressionante notare la differenza in quantità e in varietà rispetto alla Cina che si candida ad essere la nazione leader della ricerca e dell’utilizzazione del mondo sottomarino.
Glossario sigle tecniche
- UUV – Unmanned Underwater Vehicle
→ Veicolo subacqueo senza equipaggio. Categoria generale che comprende AUV, ROV e altri sistemi autonomi o telecomandati. - ROV – Remotely Operated Vehicle
→ Veicolo subacqueo comandato da remoto tramite cavo (umbilicale) da una nave madre. Viene utilizzato per esplorazioni, recuperi e lavori di precisione. - AUV – Autonomous Underwater Vehicle
→ Veicolo completamente autonomo, privo di cavi, in grado di navigare in modo indipendente secondo rotte programmate o guidato da sensori ambientali. - ARV – Autonomous Remotely-controlled Vehicle
→ Mezzo ibrido tra AUV e ROV. Può operare sia in modalità autonoma che essere controllato da remoto. Combina flessibilità operativa e precisione. - XLUUV – Extra-Large Unmanned Underwater Vehicle
→ Veicolo sottomarino di grandi dimensioni e lunghissima autonomia. Pensato per missioni militari, logistiche o di sorveglianza su scala oceanica.

Silvio Rossignoli
Coordinatore Scientifico ed Esperto Economia del Mare, Underwater,Space&Blue


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