Il Green Deal europeo è al centro di un acceso dibattito politico ed economico. All’assemblea ALIS 2025, il Ministro Matteo Salvini sostiene che le politiche ambientali UE stiano compromettendo la competitività industriale e la crescita economica del continente.
Il Green Deal secondo Salvini
“[…] Oggi il Wall Street Journal sancisce che con il Green Deal e la corsa europea all’energia verde sono state forse tagliate le emissioni ma l’Europa ha paralizzato la sua economia – dice il ministro Salvini parlando all’assemblea dell’Alis – e aggiunge: pensate, da ciò, a come ci vedono a Washington, a Tokyo, nel mondo.
Sono usciti i numeri delle immatricolazioni europee, -2,3% netto, basta seguire il gioco dell’oca di Stellantis che chiude qui e apre lì per vederne in concreto gli effetti.
Cosa si può fare? Bisogna fermare il Green Deal, che è il suicidio assistito dell’economia europea. Lo ribadirò giovedì al Consiglio Trasporti.
Oggi sul Sole c’è un altro piccolo segnale che qualcuno si sta accorgendo che forse è meglio fermarsi prima di cadere nel burrone, cioè la Commissione ha annullato lo stop alle caldaie a gas, se ne sono accorti che non se ne può fare a meno.
Mettere fine al conflitto russo – ucraino è un bene per i ragazzi che stanno morendo anche oggi al fronte ed è un bene per l’economia italiana ed europea e chi si mette in mezzo contro quest’accordo non fa il bene dell’Italia e dell’Europa.
Speriamo che nessuno a Parigi, a Londra o a Berlino abbia più interesse a proseguire con il conflitto che non a farlo cessare: la fine del conflitto sarebbe un boost per l’economia e salverebbe centinaia di migliaia di altre vite che non vedranno un vincitore sul campo, e anche alcune parole su attacchi preventivi da parte di alleanze difensive qualche perplessità la sollevano […]”.
Logistica, porti e governance: le priorità del MIT
“[…] Ho messo giù un po’ di numeri su che cosa abbiamo in mano e su come le 2500 imprese di Alis possono accompagnare l’anno e mezzo che manca alla fine della legislatura.
Innanzitutto, grazie all’enorme lavoro del viceministro Rixi, che è una colonna portante del ministero, conto di arrivare in Consiglio dei ministri entro Natale con la riforma della governance dei porti e di Porti Spa, per sburocratizzare, accelerare e rendere veramente necessario quel green e quella sostenibilità che non è quella che anche giovedì mattina a Bruxelles, in Consiglio Trasporti, affronterò.
Noi oggi abbiamo 6 miliardi e 200 milioni di euro di cantieri aperti in 3288 interventi sulle 16 autorità portuali, e con una governance che non va a svuotare i poteri di queste autorità ma va a mettere una cornice su questi 6 miliardi, io credo che si possano tagliare ulteriormente i tempi di attesa della burocrazia e performare maggiormente con questi 6 miliardi”.
Tassa ETS: rischio per il marittimo italiano
“Giovedì, dicevo, sarò a Bruxelles in Consiglio Trasporti, dove chiederò – e ci stiamo portando dietro altri Paesi del Mediterraneo – la sospensione di una tassazione odiosa, come quella degli ETS che non sta portando alcunché di maggiormente sostenibile.
I numeri dicono che questa tassa ha portato nelle casse dello Stato 2 miliardi e mezzo di euro; vi posso dire, con mio rammarico, che di questi 2 miliardi e mezzo quelli che rientrano nelle casse del ministero dei Trasporti, per rigirarli al settore, arrivano a 70 milioni.
È sbagliata di principio la tassa sugli ETS perché mette fuori competizione, con la regionalizzazione delle emissioni, il comparto marittimo italiano: quello che esce dal marittimo deve tornare in tasca al marittimo […]”.
Incentivi e cantieri per una logistica competitiva
“[…] Legge di bilancio: marebonus e ferrobonus sono stabilmente finanziati nel quadriennio 23-26, il mio obiettivo è che siano finanziati anche dal 2027.
Allo stesso modo, avremo 600 milioni per il rinnovo del parco veicolare dal ‘27 in avanti. La logistica fa parte integrante dello sviluppo imprenditoriale del Paese.
Stiamo sviluppando l’area di Alessandria come retroporto di Genova. Il Nord-Ovest tornerà ad essere il triangolo industriale trainante.
Abbiamo 160 milioni cash a cofinanziare progetti innovativi veri per aziende vere che fanno innovazione nella logistica.
236 miliardi di cantieri aperti, buona parte dei quali sulla rete ferroviaria: sappiate, quando salite in treno, che oggi e nei prossimi mesi abbiamo il massimo storico di cantieri aperti per sistemare la rete e il massimo numero di treni e passeggeri.
A cantieri terminati sarà la rete ferroviaria più performante d’Europa.
Resta il problema della burocrazia”.
Ponte sullo Stretto e grandi opere strategiche
“I cantieri sono aperti sulla Tav Torino-Lione, il primo treno partirà tra 2032 e 2033, idem al Brennero, il primo Bolzano-Innsbruck tra il 2032 e il 2033.
Oggi da Monaco di Baviera a Milano si impiegano 7 ore, a tunnel operativo 3 ore. Stesso tempo da Roma a Bari.
Abbiamo miliardi di investimenti in Sicilia, dedicato a quelli che: ‘ma prima di questo investimento del ponte facciamo altro’… Ma ora non c’è il ponte e neanche l’altro.
Fare il ponte o non farlo è una scelta dirimente, come nel secolo scorso fare o non fare l’Autostrada del Sole, c’era lo stesso dibattito negli anni ’50.
Dicevano che l’Autostrada del Sole non serviva, come oggi dicono che non serve il ponte […]”.
Fonte: ALIS



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