A Vietri sul Mare dal 26 al 28 febbraio si è svolta la prima edizione del Forum Mediterraneo del Turismo Sostenibile, promosso dal Propeller Club Salerno.
Il panel inaugurale, dedicato a “Sostenibilità nel Mediterraneo: la governance internazionale per un nuovo equilibrio”, che ho avuto il piacere di moderare, ha messo al centro una questione che va ben oltre il turismo: il Mediterraneo come spazio strategico dove sostenibilità, trasporto marittimo, sicurezza energetica e infrastrutture digitali si intrecciano in una partita geopolitica decisiva.
Il principale punto emerso che ha messo tutti d’accordo è che la sostenibilità, nel Mediterraneo, non può essere affrontata come un tema settoriale della Blue Economy. È un tema sistemico. E richiede una governance multilivello capace di connettere istituzioni internazionali, Stati nazionali, sistemi portuali, operatori logistici, comunità territoriali e organismi sovranazionali.
Il Mediterraneo tra frammentazione normativa e centralità strategica
Il bacino mediterraneo è unitario sul piano geografico ma frammentato su quello regolatorio. In questo spazio si concentrano:
- corridoi energetici essenziali per l’Europa,
- infrastrutture sottomarine per il traffico dati,
- rotte marittime cruciali per il commercio globale,
- flussi turistici tra i più intensi al mondo.
La sostenibilità del turismo marittimo e crocieristico, quindi, non è solo questione ambientale. È questione di equilibrio tra competitività, sicurezza delle catene di approvvigionamento, accesso ai nuovi carburanti e tutela degli ecosistemi costieri.
Nel confronto è emersa con forza la necessità di evitare una competizione regolatoria disordinata tra sponde nord e sud del Mediterraneo, che rischierebbe di generare asimmetrie competitive e spostamenti di traffico piuttosto che una reale riduzione delle emissioni.
Vedi in primis l’ETS che penalizza l’industria marittima europea rispetto ai competitor globali.
Trasporto marittimo: transizione energetica e sovranità
Gli interventi del Presidente della Federazione del Mare, Mario Mattioli e del Vice Direttore Generale di ALIS, Antonio Errigo, hanno evidenziato un nodo cruciale: la decarbonizzazione del trasporto marittimo è una sfida industriale prima ancora che ambientale.
Nel segmento ro-pax e ferry, così come nelle crociere, la transizione richiede:
- rinnovo delle flotte (già in corso grazie agli invesimenti degli armatori),
- disponibilità effettiva di carburanti alternativi,
- elettrificazione reale delle banchine e disponibilità di elettricità proveniente da fonti rinnovabili,
- coordinamento infrastrutturale tra porti,
- armonizzazione normativa tra Stati.
Come ben evidenziato dal Liaison Officer della Parliamentary Assembly of the Mediterranean, Francesco Senese, senza una visione condivisa, il rischio è quello di imporre obiettivi climatici ambiziosi senza garantire condizioni operative omogenee. E questo, nel Mediterraneo, significa incidere direttamente sulla sovranità economica dei Paesi rivieraschi, fortemente dipendenti dal trasporto marittimo per energia, merci e mobilità delle persone.
La cooperazione parlamentare e istituzionale diventa quindi leva per costruire standard comuni e prevenire squilibri.
Porti e gestione dei flussi: sostenibilità come pianificazione
Nel secondo blocco del panel, il confronto si è spostato sui porti e sulla gestione dei flussi turistici.
Gli interventi di Arianna Buonfanti, Ricercatrice Maritime del Centro Studi SRM di Intesa Sanpaolo, di Valeria Mangiarotti, Direttore Board Med Cruise e Jamil Ouazzani, membro del Board Med Cruise, insieme a Massimo Clemente dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione CNR hanno posto l’accento su un passaggio decisivo: la sostenibilità non può essere solo tecnologica, deve essere pianificata.
Questo significa:
- integrazione tra governance di terra, di porto e di mare;
- utilizzo di strumenti analitici e modelli previsionali per la gestione dei flussi;
- cooperazione tra scali per evitare concentrazioni eccessive e fenomeni di overtourism;
- valorizzazione dei porti minori come leva di riequilibrio territoriale.
In questo quadro, il porto non è più soltanto infrastruttura fisica, ma piattaforma di coordinamento tra mobilità, energia, turismo e sviluppo urbano.
Governance multilivello: la vera infrastruttura strategica
Il messaggio che il panel ha restituito è che la governance è l’infrastruttura invisibile su cui si regge la sostenibilità del Mediterraneo.
Senza coordinamento tra:
- Unione europea e Paesi non UE del bacino,
- Stati nazionali e autorità portuali,
- operatori privati e comunità locali,
- organismi parlamentari e associazioni industriali,
la transizione rischia di rimanere disomogenea, con effetti distorsivi sulla competitività e sulla coesione territoriale.
Il Mediterraneo non può essere solo un corridoio attraversato da flussi energetici, merci e turisti. Deve diventare uno spazio di regia, capace di trasformare la propria centralità geografica in centralità strategica.
E in questo processo, il trasporto marittimo — che garantisce energia, dati, approvvigionamenti e mobilità — resta il pilastro della sovranità economica dell’area.
Il Forum di Vietri ha avuto il merito di riportare il dibattito su questo punto essenziale: la sostenibilità non è un vincolo da subire, ma una scelta strategica da governare.

Roberta Busatto
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".



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