Tra i punti chiave all’ordine del giorno (dal 13 al 22 maggio) figurano l’adozione del primo codice non vincolante per la regolamentazione delle navi autonome, il rafforzamento della sicurezza marittima, gli aggiornamenti sulla pirateria e le rapine a mano armata ai danni delle navi, e gli sforzi per sviluppare un quadro normativo di sicurezza per i combustibili alternativi.
Il Comitato discuterà anche dell’impatto della situazione nel Mar Arabico, nel Mar d’Oman e nella regione del Golfo, in particolare nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti, sul trasporto marittimo e sui marittimi.
Aprendo la sessione, il Segretario Generale Dominguez ha evidenziato le continue sfide nello Stretto di Hormuz, tra cui 38 attacchi accertati contro navi mercantili internazionali, 11 vittime tra i marittimi e circa 20.000 persone ancora di fatto bloccate. L’IMO ha elaborato un piano di evacuazione per navi e marittimi, da attuare non appena sarà possibile farlo in sicurezza.
“Questi marittimi sono esposti a continue minacce alla sicurezza e a una forte pressione psicologica. Si tratta di una situazione inaccettabile per una forza lavoro civile… Più a lungo persiste questa situazione, maggiore è il rischio di un grave incidente marittimo”, ha affermato.
L’incontro si svolgerà dal 13 al 22 maggio.



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