Si è concluso, dopo quasi un anno di monitoraggio, il progetto ‘River Eye’ della Regione Veneto sul fenomeno del trasporto dei rifiuti plastici flottanti dai fiumi al mare.
L’osservazione, fatta sui fiumi Piave, Bacchiglione e Canal Bianco, ha messo in evidenza come la principale tipologia di rifiuti sia costituita da plastica rigida: bottiglie, contenitori e polistirolo ad uso agricolo. Il progetto, basato su un’innovativa tecnologia della start-up Blue Eco Line e supportato da Plastic Free Onlus, associazione di volontariato che dal 2019 contrasta l’inquinamento da plastica, ha permesso di quantificare le macroplastiche, tramite videocamere e l’uso dell’intelligenza artificiale per il loro riconoscimento.
L’analisi dei dati ha mostrato una correlazione tra le precipitazioni stagionali e il rilascio di macroplastiche nei fiumi osservati, con picchi rilevati in primavera e autunno. Tra i tre, il Canal Bianco è risultato il corso d’acqua con il maggiore trasporto di rifiuti plastici flottanti che si scaricano a valle in occasione di precipitazioni abbondanti, ossia quando vengono aperte le paratoie che lasciano passare gli agglomerati di rifiuti accumulatisi più a monte. La seconda fase del progetto prevede ora la messa a punto di sistemi di intercettazione e raccolta delle plastiche per evitare che finiscano nel mar Adriatico.
(Cma/Adnkronos)
ISSN 2465 – 1222
FONTE ADNKRONOS


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