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Angelini, Navigo: “Dobbiamo avere la forza e il coraggio di collaborare sulla costa e a livello internazionale”

Pietro Angelini General Manager Navigo è intervenuto nel corso del forum "La spinta del mare"

Pietro Angelini General Manager Navigo è intervenuto nel panel IL VALORE MOLTIPLICATORE DELLE FILIERE DELL’ECONOMIA BLU nel corso del forum “La spinta del mare”.

In merito alla vittoria di Trump e l’incidenza di questa nomina sull’export ha dichiarato: “Nessuno dei due candidati ha specificamente inserito qualcosa legato all’economia del mare e lo yachting. Hanno fatto focus su energie e esportazioni. Dal nostro punto di vista il tema dell’economia green è importantissimo anche per il settore dello yachting. Stiamo vivendo una transizione reale. La memoria mi dice che Trump aveva uno yacht comprato ad un certo signor Adnan Khashoggi, una barca Navigo da 86 metri fatta a Viareggio da Benetti”.

Come possiamo crescere per attrarre chi fa turismo sulle navi? “I mercati nautici vanno suddivisi molto bene. Da un punto di vista produttivo e delle imprese. Dal punto di vista del turismo nautico si divide tra i residenziali, quelli in transito e le barche grandi e le navi da diporto sopra i 24 metri. Un discorso è se vado per mare e porto la mia barca per mare o vado in mare con un comandante e un equipaggio. Cosa si sta facendo? Abbiamo fatto un consorzio di marine nel 2019 che si chiama Marine della Toscana. In Navigo ci sono 187 imprese. Per le Marine abbiamo fatto questo consorzio, 5mila posti barca, 12 porti in rete, callcenter unico. Lavoriamo in rete e funzioniamo talmente bene che in Puglia hanno fatto la stessa cosa. Si tratta di una aggregazione e cerchiamo di fare servizi. Quindi cosa si può fare? Anche nelle isole si promuove il mare da terra a mare, anche in Sardegna. Quello che stiamo facendo è cercare di far capire che c’è un turista che arriva dal mare”.

Sul tema infrastrutture, ha dichiarato: “Il problema delle infrastrutture ce l’abbiamo. Le navi sopra i 24 metri negli ultimi venti anni sono cresciute del 400 per cento e i posti sono gli stessi. Bisogna ottimizzare, questa è la chiave. Ottimizzare significa mettere a fuoco meglio le possibilità che abbiamo e adattarci al mercato. Il mercato dello yachting è internazionale e quindi dobbiamo ottimizzare la catena produttiva e dobbiamo capire come allearci con gli altri. Dobbiamo avere la mente aperta: il confine Livorno, Pisa, Lucca, La Spezia, Genova, Civitavecchia… dobbiamo avere la forza e il coraggio di collaborare sulla costa e a livello internazionale”.