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ECONOMIA DEL MARE, Umberto Masucci: “In Italia siamo 24 sedi, siamo 1400 esecutivi del mondo dello shipping, portualità e logistica, abbiamo messo in rete e aggregato 8 terminal portuali”

L'intervento del Presidente The International Propeller Clubs, Italy al Summit Blue Forum Italia Network

Del 30 Giugno 2022

“Come The International Propeller Clubs in Italia siamo 24 sedi in Italia e siamo 1400 tra armatori, agenti marittimi, terminalisti, professionisti del mare, quindi esecutivi del mondo dello shipping, della portualità e della logistica e dibattiamo questi temi in tavole rotonde, conferenze, convegni, organizziamo la shipping week e la prossima sarà a fine settembre a Napoli con 40 eventi, ma soprattutto facciamo tante missioni in Italia ma anche all’estero, la prossima sarà ad Amburgo e recentemente siamo stati in Marocco, a Singapore, Hong Kong.

Avremo ospiti quattro presidenti di porto con noi in una delegazione 50 esecutivi, tra cui il presidente Prete di Taranto che saluto.

Due risposte pratiche, perché il ministro Patuanelli giustamente ha detto concretezza. Allora, io mi occupo anche di rimorchiatori e faccio l’imprenditore: a Spezia abbiamo un progetto di mettere un rimorchiatore elettrico, col presidente del porto, al quale ho portati i conti, ho detto: lo Stato per il PNRR dà il 30% del contributo, il rimorchiatore tradizionale mi costa 7 milioni, quello elettrico costruito in Europa 14 milioni e mezzo. Se lo costruisco fuori dall’Europa, mi costa 11-12 milioni, con 11-12 e il 30% io ce la faccio, con i 14 e mezzo europei non ce la faccio, perché arrivo a 10 e c’è un gap di tre milioni.

Cioè parliamo di problemi pratici, perché il legislatore fa una legge che mi dice che io devo costruire in Europa? La finalità qual è la transizione ecologica nei porti italiani o un aiuto alla cantieristica europea? Allora su queste cose secondo me dobbiamo ragionare molto concretamente, sennò come diceva il Ministro Patuanelli, come non faremo certi tipi di trattori non faremo nemmeno i rimorchiatori.

Seconda cosa invece sulle aggregazioni che nei porti italiani stanno venendo. Io sono in qualche modo protagonista di un gruppo che è una holding portuale del primo fondo delle infrastrutture italiane, abbiamo messo in rete e aggregato 8 terminal portuali, bene questi 8 terminal portuali prima non avevano l’economia di scala, oggi noi sei mesi fa ci siamo dotati di una prima linea di manager comprensivi di un Environmental manager, cioè di un manager della parte ambientale che ogni giorno ragiona su queste cose, sulla transizione ecologica, sul cambiare.

Concludo su questa slide, che ho presentato provocatoriamente a Hong Kong, perché mostra che la Cina ha una costa maggiore rispetto all’Italia con 14.000 km, l’Italia ne ha solo 8.000, però la Cina alimenta un miliardo e mezzo di persone con 14.000, noi 60 milioni: allora è più marittima l’Italia o la Cina? Sicuramente l’Italia, ma come dicevano giustamente Cesare e Luca e come il presidente Mattioli dice sempre, non abbiamo un Ministero del mare. Tutto Il Mediterraneo ha un Ministero del mare. Quando siamo stati in missione in Grecia, ci ha ricevuto il Ministro dello shipping e delle isole, perché lo shipping è strategico e per noi? Con 8000 km di coste abbiamo ancora un Ministero Infrastrutture e Mobilità Sostenibile che non porta più nemmeno la parola.

Allora qui non siamo innamorati della formula, vogliamo una governance aggregata, politica e integrata, per quanto riguarda il settore marittimo, che sia presso la Presidenza del Consiglio, che sia un ministero autonomo, qualcosa ma è necessario”.