Nel suo intervento al 3° Forum Space&Blue, Cesare d’Amico, AD d’Amico Società di Navigazione e Vice Presidente Confitarma, ha sottolineato come l’ecosistema spazio mare rappresenti uno dei pilastri della strategia nazionale per innovazione, sicurezza e competitività. Le sue parole hanno evidenziato la necessità di costruire una visione integrata che unisca competenze industriali, capacità istituzionali, ricerca scientifica e tecnologie duali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Italia nei domini emergenti.
Un sistema che richiede coordinamento e visione
Secondo d’Amico, l’ecosistema spazio mare deve essere considerato come un ambito interdipendente, in cui spazio, mare, difesa e industria dialogano per creare valore strategico. L’Italia dispone di competenze tecniche avanzate, di una filiera industriale articolata e di un patrimonio di conoscenze che possono sostenere la costruzione di un sistema nazionale competitivo.
Il messaggio centrale è la necessità di coordinare istituzioni, accademia e imprese, evitando frammentazione e sovrapposizioni. Solo un approccio integrato può generare ricadute concrete su tecnologie, infrastrutture critiche e servizi operativi.
d’Amico: il ruolo dell’industria e delle competenze nazionali
Nel delineare l’evoluzione dell’ecosistema spazio mare, d’Amico ha richiamato il ruolo dell’industria nazionale, responsabile di sviluppare soluzioni tecnologiche che rispondano ai bisogni del Paese.
Ha inoltre evidenziato l’importanza di:
- rafforzare le filiere produttive italiane;
- valorizzare le competenze ingegneristiche e scientifiche;
- sostenere la collaborazione con università e centri di ricerca;
- promuovere un utilizzo più ampio delle tecnologie spaziali a supporto delle attività marittime e subacquee.
Questo approccio è indispensabile per mantenere un posizionamento competitivo nel panorama europeo.
Spazio e mare come domini complementari
Un passaggio chiave dell’intervento riguarda l’idea che spazio e mare debbano essere considerati domini interconnessi, con applicazioni che vanno dalla sicurezza alla sorveglianza, dalla protezione delle infrastrutture alla gestione delle emergenze ambientali.
Per d’Amico, la capacità di far dialogare questi ambiti è una condizione essenziale per sviluppare soluzioni integrate che generino benefici per il Sistema Paese.
Conclusione
L’intervento di d’Amico ribadisce che l’ecosistema spazio mare non è solo un’opportunità tecnologica, ma una componente strategica per la crescita e la sovranità dell’Italia. Una visione coordinata e una forte collaborazione tra attori pubblici e privati saranno decisive per valorizzare le potenzialità del Paese nei prossimi anni.

Michelangelo Moles
Redazione Economia del Mare Magazine


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