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Assemblea ALIS 2025, Matteo Zoppas – Presidente Agenzia ICE: “Puntiamo ai 700 miliardi di export, di cui 100 nell’agroalimentare”

Export italiano
Credito: ALIS

L’export italiano continua a dimostrare resilienza sui mercati internazionali, nonostante dazi, cambio euro-dollaro, conflitti e incertezze. Matteo Zoppas, Presidente dell’Agenzia ICE, all’assemblea ALIS rilancia la strategia verso il traguardo dei 700 miliardi.

Le criticità per l’export italiano

“[…] Le due criticità più importanti per chi esporta – esordisce Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice, intervenendo all’assemblea generale di Alis – sono i dazi e il cambio euro dollaro ma a voi che siete del mestiere mi piace parlare come rappresentante di un’associazione che fa parte di un sistema Paese e che sta portando avanti i nostri interessi fuori dai nostri confini.

E lo facciamo a diversi livelli, con 2 obiettivi: il primo è passare dai 620 ai 700 miliardi di euro di export nei prossimi 2 anni, un obiettivo dato prima dei dazi ma che dobbiamo riuscire a conseguire ugualmente; il secondo obiettivo è l’agroalimentare datoci dal ministro Lollobrigida per 100 miliardi (oggi sono 70).

Ma ora facciamo una carrellata sulla presenza del made in Italy nel mondo.

Ecco la composizione per Paesi nell’ultimo anno: in Germania 69 miliardi, su 622,4; negli USA 64 miliardi, Paese strategicamente fondamentale; in Francia 61; in Spagna 34; in Svizzera 30; in UK 26, in Cina 15, in Giappone 8.

Per le categorie merceologiche, le prime 2 categorie sono b2b: macchinari e apparecchiature, per 100 miliardi; poi chimica e pharma 94; tessile 83, agro 70”.

L’impatto dei dazi sull’export italiano

“I dazi sono stati uno scossone importante, un sasso nello stagno.

Non sono solo l’applicazione del 15% ma stressano la tenuta del made in Italy, dipendono anche dai dazi imposti ai nostri concorrenti.

E quindi ad agosto, con dazi definitivi al 15%, ci aspettavamo che gli USA crollassero, invece:
a settembre +34%,
a ottobre +9%.

C’è stata quindi tenuta, ma attenzione, per ora i dazi non si sono scaricati sul cliente perché gli aumenti vengono assorbiti dalla filiera.

Ma probabilmente questo trasferimento sui prezzi al consumo accadrà nei prossimi due-tre mesi […]”.

Andamento e prospettive dell’export italiano

“[…] Nel periodo gennaio-settembre l’export ha fatto +3,5%, più o meno il 50% extra UE.

A ottobre siamo al +3,5% nell’extra UE, si sta consolidando la possibilità di raggiungere un numero positivo anche nel 2025 nonostante tutti i problemi.

Nel breve termine i problemi sono dazi, rapporto euro-dollaro – un anno fa del 10% inferiore – incertezza, volatilità, conflitti bellici, vino che conta 8 miliardi, automotive, Cina.

Nel medio-lungo termine sono Cina – sempre più produttore anche di qualità, quindi un competitor – e competitività.

Il piano Mattei ci apre un mercato da 1,4 miliardi di persone: e ancora l’IA, il green deal.

Nonostante tutte queste problematiche siamo ancora in una zona positiva nel 2025, con una grande fiducia di andare verso l’obiettivo di 700 miliardi […]”.

Fonte: ALIS