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Il Presidente di Confitarma Mario Mattioli all’Ocean&Climate Village

“L’industria armatoriale è attrice protagonista nelle maggiori sfide geopolitiche, non solo mediterranee, che attendono il nostro Paese. Pensiamo in primis al tema del fabbisogno energetico e al grande target della decarbonizzazione"

Del 7 Marzo 2023

Il presidente di Confitarma Mario Mattioli è intervenuto questa mattina a Napoli al convegno “Promuovere l’economia blu: il ruolo delle città costiere”, organizzato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO, organizzata nell’ambito della mostra Ocean&Climate Village.

Al centro del suo intervento il ruolo centrale del trasporto marittimo quale infrastruttura mobile indispensabile per un Paese come l’Italia, carente di materie prime, con il 60% delle importazioni e il 51% delle esportazioni che avvengono via mare e, al tempo stesso, il grande sforzo portato avanti per rispondere alla difficile sfida della sostenibilità.

“L’industria armatoriale” – ha commentato il Presidente Mattioli“è attrice protagonista nelle maggiori sfide geopolitiche, non solo mediterranee, che attendono il nostro Paese. Pensiamo in primis al tema del fabbisogno energetico e al grande target della decarbonizzazione.
Quello che chiediamo è un’economia di vantaggio che favorisca la ricerca rivolta alla sostenibilità e al tempo stesso premi i pionieri che già hanno iniziato a investire”.

“Nel settore del trasporto marittimo non è ancora disponibile una tecnologia green alternativa e competitiva” – ha aggiunto Mattioli “ma nonostante questo già ora le emissioni in atmosfera prodotte dalla flotta delle navi rappresentano il 2% di quelle globali, nonostante trasportino il 90% delle merci a livello globale. Quello marittimo è quindi il sistema di trasporto più efficace in termini di emissioni per unità di merce trasportata”.

“Secondo l’IMO” – ha concluso Mattioli“nonostante il nostro sia un settore hard to abate, dal 2008 al 2018 al fronte di un incremento di volumi del 40%, le aziende armatoriali mondiali hanno già ridotto le emissioni del 12%. 
C’è molto da fare ed è necessario in tal senso che le scelte siano globali e che il settore venga accompagnato, perché da solo non può affrontare gli ingenti investimenti richiesti. Occorre assicurare la cooperazione tra mondo della ricerca, imprese ed istituzioni”.